"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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lunedì 10 novembre 2014

Giorgio Manara, A proposito del cosiddetto «Rito di Memphis e Misraim»

Giorgio Manara
A proposito del cosiddetto «Rito di Memphis e Misraim»

Alcuni lettori hanno chiesto di fornire qualche indicazione sul cosiddetto «Rito di Memphis e Misraim», mostrandosi particolarmente interessanti a conoscere eventuali giudizi espressi in proposito da René Guénon. A questo riguardo, pensiamo sia utile riferirsi a quanto egli scriveva in una lettera di cui riproduciamo un estratto.
Come vi si può leggere, accennando ad un suo corrispondente che aveva considerato l'eventualità di entrare a far parte del «Rito di Memphis e Misraim», Guénon esprimeva la speranza che le spiegazioni date sarebbero state sufficienti a distoglierlo[1]. Inoltre, alla domanda se si trattasse di «un’organizzazione massonica regolare», rispondeva che non si trattava affatto di un'organizzazione massonica, «nemmeno irregolare!», aggiungendo: «Bisogna assolutamente evitare qualsiasi contatto con raggruppamenti di questo genere, diretti da individui come Crowl. (=Crowley) e Bric. (=Bricaud); comprenderete bene che non soltanto non c'è nessun vantaggio da riceverne, ma che per di più ciò non può che essere pericoloso da diversi punti di vista»[2]
Si comprende dunque che, secondo René Guénon, si tratta di un'organizzazione pseudo-iniziatica che (come del resto può accadere ad altre forme di pseudo-iniziazione quali ad esempio gli attuali pretesi martinismi[3] martinesismi[4], gruppi rosacrociani[5] e kremmerziani[6]) è suscettibile di servire di copertura anche ad agenti della contro-iniziazione nettamente qualificabili come tali.

Rivista di Studi Tradizionali n° 51



[1] «…je lui ai tout de suite donné dcs explications là-dessus; j'espère que cela suffira à l'y fajre renoncer».

[2] «Il faut absolument éviter tout contact avec cles groupements de cette sorte,  dirigés par des individus comme Crowl. et Bric.; vous pensez bien que non seulement il n'y aucun avantage à en tirer, mais qu'encore cela ne peut être que dangereux à bien de points de vue » (da una lettera dd 22 febbraio 1934).

[3] A questo proposito, rimandiamo a quanto già precisato nei nostri scritti «Martinismo, Eletti Cohen e grandissimo equivoco» e «Materie vitandae», nei numeri 45 e 47 di questa rivista.

[4] Cfr., oltre a quanto indicato nella nota precedente, «Il Sovrano Aurifero e un'altra faccia del grandissimo equivoco» pure nel n. 45 di questa rivista.

[5] Cfr., nel n. 49 di questa rivista, p. 151, dove abbiamo citato le affermazioni in proposito di René Guénon contenute nel cap. XXXVI de Il Regno della Quantità e i Segni del Tempi.


[6] Cfr., nel n. 49 della presente rivista, p. 150, dove abbiamo citato una lettera di Guénon che parla appunto dei gruppi kremmerziani e neo-ktemmerziani come di «un véitable chaos».

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