"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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martedì 29 novembre 2016

Giovanni Ponte, L’iniziazione massonica nel mondo moderno - IV e V

Giovanni Ponte 
L’iniziazione massonica nel mondo moderno - IV e V 
Parte 4 e 5 di 5

IV 
Massoneria e Chiesa cattolica: avvicinamenti apparenti 
Nel nostro precedente articolo*, abbiamo preso in considerazione lo svilupparsi dell’opposizione della Chiesa cattolica contro l’iniziazione massonica, e poi dei massoni contro la Chiesa cattolica.
Si può davvero affermare che nel fomentare questo contrasto reciproco, approfittando di una generale confusione intellettuale e impiegando mezzi che portano spesso il tipico marchio del grottesco, le forze antitradizionali sono riuscite a compiere, in un arco di circa due secoli, una delle “operazioni” più efficaci per demolire le possibilità di resistenza di quanto restava di tradizionale in Occidente.
Era naturale, d’altra parte, che le forme più estreme e patologiche delle fobie antimassoniche non potessero durare oltre un certo limite, a motivo delle reazioni inevitabili all’interno delle correnti stesse in cui si svilupparono. È noto, ad esempio, che dei gesuiti 1, investigando nell’affare Taxil, si resero conto che si trattava di un impostore, ed ebbero un’influenza, probabilmente determinante, nel portarlo, nel 1897, alla sua completa ritrattazione.
Si formò così, in aggiunta e talvolta in urto con la corrente antimassonica esposta alle suggestioni più squilibranti, una corrente cattolica più moderata 2, quantunque sempre ancora ostile alla Massoneria: e non c’è da stupirsi che anche in questo caso si trattasse di un’attitudine pur sempre ostile (benché in forme alquanto diverse), dato che ormai il contrasto tra le due parti in causa aveva avuto modo di generalizzarsi nei paesi cattolici, con conseguenze nella mentalità degli uni e degli altri, e con applicazioni radicate nei fatti, sul terreno degli interessi politici e sociali in cui i rappresentanti delle rispettive istituzioni si trovarono coinvolti.
Il cammino «verso il dialogo» tra Massoni e Cattolici è stato studiato con cura da un gesuita italiano, Padre Rosario Esposito, il quale considera particolarmente importante la data del 1928, quando P. Hermann Grüber S.J. incontrò ad Aquisgrana due alti dignitari massonici viennesi ed il Segretario Generale della Gran Loggia di New York. Il risultato fu definito dallo stesso Padre Grüber in questi termini: «Rinuncia a strumenti di lotta non obiettivi, calunniosi, riportabili a dolorosi fatti personali o persino sciocchi (!), nella pur necessaria (?) battaglia tra due avversari che stanno di fronte in una opposizione diametrale» 3. Davvero, non si riesce a vedere in tale “accordo” neppure un barlume di reciproca comprensione effettiva; eppure, bastò questo per suscitare una violenta campagna di Monsignor Jouin sulla famigerata Revue Internationale des Sociétés Secrètes, e per provocare l’intervento del generale Lüdendorff contro la «collusione gesuito-massonica per la distruzione della Germania».
Altri successivi momenti di “avvicinamento” che sono stati posti in evidenza 4, mettono a nudo piuttosto la paurosa scarsezza e assenza di profondità degli indizi in tal senso. Così, ad esempio, il fatto che nel 1931 il «Gran Maestro della Gran Loggia dell’Antica Prussia» indicasse quale punto d’incontro la lotta contro il comunismo; o il fatto che nel 1932 il Gran Maestro della Massoneria irlandese difendesse i diritti dei cattolici irlandesi a Londra; o il fatto che nel 1933 lo scrittore Fülöp-Müller «auspicava un ravvicinamento tra gesuiti e Massoneria»; o ancora il fatto che, nel 1937, Albert Lantoine abbia scritto una «Lettera al Sovrano Pontefice», dichiarandosi «ateo», ma proponendo una «tregua» fondandosi su un’«istanza antropologica».
L’iniziativa del Lantoine suscitò reazioni violentemente negative tra i cattolici, ma fu accolta favorevolmente dal gesuita Padre Joseph Berteloot, autore di una serie di pubblicazioni tra il 1938 e il 1952, dove il movente di una tregua o di una “pacificazione” tra Massoneria e Chiesa cattolica è la «ricostituzione dell’unità francese» ed altre preoccupazioni del genere, tanto che qualcuno giunse ad affermare che l’opera di Padre Berteloot su La Massoneria e la Chiesa cattolica (1947) non riguardava in realtà né l’una né l’altra 5!
Più tardi, affermatasi la direttiva del “dialogo” con le correnti più diverse, alcuni rappresentanti della Chiesa cattolica stabilirono pubblicamente nuovi contatti, messi in evidenza in incontri nei quali qualche esponente del clero accettò, a titolo personale, di partecipare a riunioni massoniche di carattere non rituale. E sono sintomatici alcuni temi che sono serviti quali punti di incontro in tali occasioni. Così, nel 1961, il cappuccino Padre Wildiers fu invitato presso una Loggia olandese a tenere una conferenza su Teilhard de Chardin; e, nello stesso anno, il gesuita Padre Michel Riquet, su invito di Marius Lepage, tenne, presso la Loggia “Volney” di Laval, una conferenza sull’ateismo. In tale conferenza 6 vi è un apprezzabile equilibrio sul piano della comprensione psicologica ma non c’è nessuna traccia di comprensione del valore iniziatico della Massoneria, mentre troviamo che il Padre Riquet «si situa» nella «ipotesi evoluzionistica», in quanto questa è «estremamente fruttuosa e pertanto interessante, in attesa che si possa trovarne un’altra»; inoltre, anche questa volta il gesuita Teilhard de Chardin serve come riferimento, particolarmente per le seguenti sue affermazioni, definite «profondamente vere»: «Ora che all’uomo diventato adulto si è aperto il campo delle trasformazioni mentali e sociali, i corpi non cambiano più in modo apprezzabile... o, se cambiano ancora, sarà soltanto in virtù del nostro industrioso controllo» (si tratta, come si sarà compreso, dell’auspicio di alterazioni scientificamente provocabili nella struttura dell’organismo umano); «appena, superando lo stadio inferiore e preliminare delle investigazioni analitiche, la scienza passa alla sintesi, una sintesi che culmina naturalmente nella realizzazione di qualche stato superiore di umanità, subito essa si trova condotta ad anticipare ed a giocare sul Futuro e sul Tutto» 7.
Non insisteremo su quanto sia significativo il fatto che questi accostamenti di esponenti ecclesiastici alla Massoneria siano stati accompagnati da richiami a Teilhard de Chardin: si tratta di un autore ben noto, e dell’influenza connessa alla corrente di cui si rese interprete abbiamo già parlato anche su questa rivista 8.
Durante il Concilio Vaticano II, poi, la questione dei rapporti con i massoni non poteva non essere presa in considerazione. Non si giunse però a nessuna modifica delle norme riguardanti la scomunica, la cui abolizione era stata chiesta nel 1963 da Mons. Sergio Mendez Arceo, vescovo della diocesi messicana di Cuernavaca. Per una coincidenza per lo meno curiosa, poco tempo dopo la chiusura del concilio, quel vescovo, a quanto risulta, dovette essere convocato a Roma per lo scandalo suscitato dal fatto che proprio nel monastero di Cuernavaca veniva messa in pratica la psicanalisi.
Un avvenimento di rilievo fu, nel 1966, la decisione della conferenza dei vescovi scandinavo-baltici di permettere, ai massoni non cattolici dei loro paesi che si convertissero al cattolicesimo, di continuare a frequentare le proprie Logge. Tale decisione, mirante evidentemente a togliere un ostacolo al proselitismo cattolico, ha dato luogo a molteplici reazioni per la sua divergenza rispetto alle norme di diritto canonico vigenti, che alcuni supposero di considerare come non più vincolanti. E fu questa precisamente l’occasione di una messa a punto, del 17 marzo 1968, autorevolmente confermata dalla «Congregazione per la dottrina della fede», dove leggiamo che «sono senza fondamento le informazioni pubblicate sia in Italia che all’estero secondo cui sarebbe permesso alle persone convertite al cattolicesimo, in certi paesi, di restare in seno alla massoneria; e che la Santa Sede si proporrebbe di modificare profondamente le disposizioni canoniche in vigore riguardanti quest’ultima. È noto che queste disposizioni prevedono la scomunica per i cattolici che facessero parte della massoneria» 9.
* * *
La precisazione suddetta sembrerebbe tanto esplicita e chiara da non poter lasciar dubbi sul suo significato. Tuttavia, diversi esponenti cattolici, che pure sono ben al corrente della situazione, hanno affermato tesi del tutto opposte, pretendendo peraltro di non essere in contraddizione con le posizioni ufficiali della Chiesa. Così, pochi mesi dopo la suddetta dichiarazione del Vaticano, nel giugno 1968, durante l’incontro a Savona con il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Padre Rosario Esposito parlava della scomunica come di qualcosa di ormai superato 10; nel settembre dello stesso anno, poi, veniva pubblicato un libro contenente le conversazioni tra Jean Baylot e il già citato Padre Michel Riquet, il quale sostiene la bizzarra tesi secondo cui la scomunica papale si applicherebbe soltanto a certe «Obbedienze» massoniche da lui considerate «irregolari» (quali il Grande Oriente e la Gran Loggia di Francia), colpevoli, a suo giudizio, di ostilità contro la Chiesa secondo i termini del canone 2335 del Codice di Diritto Canonico; mentre non varrebbe la scomunica contro le «Obbedienze» da lui ritenute regolari, che hanno mantenuto un orientamento religioso 11, quali la Gran Loggia Nazionale di Francia, e dunque anche la Gran Loggia d’Inghilterra a cui essa direttamente rimane collegata.
Tesi tendenti a stabilire distinzioni del genere sono state poi avanzate, con maggiore cautela, da altri scrittori cattolici, come il gesuita spagnolo P. Ferrer Benimeli 12. Ad ogni modo, come è stato fatto notare da varie parti, l’asserita discriminazione tra le “Obbedienze” massoniche a favore di alcune appare logicamente incompatibile con le attuali norme dell’autorità ecclesiastica: tra l’altro, è facile osservare che fin dai tempi delle prime condanne, mai revocate, si trattava di tutta la Massoneria senza alcuna distinzione, e, in modo particolare, era presa di mira proprio quella parte di essa che faceva capo alla Gran Loggia d’Inghilterra 13.
Ciò non ha impedito delle applicazioni piuttosto clamorose delle tesi esposte da Padre Riquet: ci riferiamo particolarmente al caso dello scrittore cattolico Alec Mellor, il quale, nel 1969, fondandosi su argomenti analoghi, con la conferma di esponenti ecclesiastici pensò di poter accedere liberamente a una Loggia facente parte della Gran Loggia Nazionale di Francia, ritenendo di non incorrere nella scomunica 14.
Ora, è interessante prendere in considerazione qualche dato sul modo di intendere la Massoneria da parte dei suddetti rappresentanti cattolici che, contrariamente alle norme vigenti, tendono a un riavvicinamento, alcuni negando fin d’ora, come abbiamo visto, la validità della scomunica.
Padre Rosario Esposito espresse la convinzione che la tendenza all’intesa internazionale e alla pace sociale sia il più importante punto d’incontro con la Massoneria, in vista della formazione degli Stati Uniti d’Europa, «in previsione della formazione degli Stati Uniti del mondo» 15. Altrettanto profani i punti di possibile incontro additati assai recentemente da Padre Giovanni Caprile in un articolo su La Civiltà Cattolica 16, degno di nota anche per l’importanza di tale rivista, quale sintomo di una svolta che va diventando più generale. Precisamente, P. Caprile (del quale si può senza dubbio apprezzare una moderazione sul piano dei rapporti umani e “diplomatici” in contrasto con il passato), riesce a scorgere, quali «punti di comune aspirazione» tra religione cattolica e iniziazione muratoria, «opere assistenziali, fraternità tra gli uomini, pace, collaborazione internazionale ecc.»; avvertendo nello stesso tempo che «un cattolico che voglia mantenersi al passo con la Chiesa non può arroccarsi ostinatamente in sterili posizioni definite tradizionaliste, ma che il più delle volte poco o nulla hanno a che fare con la sana vitalità della vera tradizione» 17. Purtroppo, la sua critica a “tradizionalisti” cattolici non è ingiustificata, come si vede dalla documentazione da lui citata 18, che rivela un’innegabile ristrettezza e deformazione mentale; ma non è meno sconfortante constatare che a tale “tradizionalismo” non si offre qui altra alternativa che uno storicistico «mantenersi al passo» (di corsa) dei tempi, in pratica riempiendo con contenuti profani il vuoto lasciato dalla scomparsa della «sana vitalità della vera tradizione».
Quanto poi agli esponenti cattolici francesi sopra citati, notiamo che Padre Riquet ha mostrato di mettere la Massoneria sullo stesso piano del Rotary Club e dei Lions’ Club, di cui ha ricordato di essere membro onorario 19, e che Alec Mellor pensa che i riti massonici siano perfettamente paragonabili al «cerimoniale giudiziario, militare, universitario» 20, giungendo non solo a ignorare, ma a negare esplicitamente e totalmente l’esistenza nella Massoneria di quel carattere esoterico e iniziatico che ne è proprio l’essenziale 21.
* * *
Si vede dunque abbastanza bene una certa tendenza comune che, sia pure in forme diverse, apparenta fra di loro questi ed altri fautori di un nuovo avvicinamento fra Chiesa cattolica e Massoneria, e se ne possono trarre le seguenti considerazioni. La Chiesa cattolica si trovava prima in una posizione intenzionalmente difensiva, per l’esigenza di proteggersi e di proteggere i fedeli dal dilagare di una civiltà antitradizionale nell’ambito in cui si era precedentemente formata la cristianità occidentale: e questa esigenza, suscettibile di gravi distorsioni, anzitutto per un difetto di consapevolezza dei principi, venne ampiamente sfruttata dalle correnti antitradizionali per dar luogo a forme mostruose di ostilità contro un’eredità tradizionale di grande importanza per gli Occidentali come quella rappresentata dall’iniziazione massonica. In seguito, con il diffondersi in tutti i campi della “profanizzazione” dissolvente ormai generale in Occidente, c’è sì una nuova possibilità d’incontro, ma questa volta dalla parte della mentalità profana moderna 22, e quindi con una incomprensione ed una estraneità allo spirito iniziatico non meno completa che in passato. Davvero, di fronte a riavvicinamenti realizzati in queste condizioni, non crediamo affatto che ci sia da illudersi sul valore di eventuali intese esteriori tra membri della Massoneria e della Chiesa cattolica, tali magari da giungere forse (come ancora non è avvenuto) a modificare le passate condanne pontificali tuttora in vigore.
D’altra parte, se abbiamo voluto esporre sommariamente certi dati significativi sulla situazione attuale al riguardo, con riferimenti alla storia e anche alla cronaca degli ultimi anni, è soprattutto per consentire di considerarne le possibili implicazioni pratiche per chi oggi, in Occidente, aspiri alla via iniziatica: ed è appunto su questo aspetto della questione che intendiamo ora soffermarci. 

V 

Massoneria e Chiesa cattolica: questioni pratiche
Per un cattolico di origine cui si presenti la prospettiva di accedere all’iniziazione massonica, o che sia già massone, la situazione può essere indubbiamente assai problematica, se si tiene conto della duplice esigenza iniziatica e religiosa 23. Qualora, com’è ben comprensibile, egli pensi anzitutto a mantenere la propria partecipazione alla religione cattolica, egli, in seno alla Chiesa, si troverà oggi (come si sarà capito da quanto precede) di fronte a opinioni e giudizi confusi e contraddittori, ben lontani dall’ordine che dovrebbe essere offerto da una dottrina e da una legge tradizionale a qualsiasi livello. Peraltro, a meno di non più sottomettersi al vertice dell’autorità ecclesiastica (cosa che ci porterebbe al di fuori delle premesse considerate), bisogna pur riconoscere che restano ancora in vigore le norme più volte riconfermate; benché sia paradossale che da varie parti si preannunci un prossimo Codice di Diritto Canonico completamente diverso, e che persino esponenti episcopali suggeriscano esplicitamente di regolarsi già come se fossero approvati i profondi mutamenti che si suppone verranno stabiliti prossimamente! A questo proposito, non possiamo fare a meno di ricordare nuovamente le parole conclusive della prima Bolla di scomunica tuttora vigente: «E che nessuno sia tanto temerario da osare attaccare o contraddire la presente dichiarazione, condanna, proibizione e interdizione; se qualcuno portasse a tal segno la sua temerarietà, sappia che incorrerà nella collera di Dio Onnipotente e dei Beati Apostoli Pietro e Paolo» 24!
In queste condizioni, indipendentemente dalle ragioni più o meno ingiustificabili della scomunica, qualora un massone assumesse la via di ignorarla e di praticare i sacramenti, bisogna pur ammettere che sussisterebbe di fatto una netta irregolarità nei rapporti tra la Chiesa dispensatrice dei sacramenti ed il massone che li riceverebbe, con conseguenze rituali dubbie e possibili effetti squilibranti nel dominio sottile, che dovrebbe invece servire armonicamente di supporto all’influenza spirituale.
Se si volessero evitare i pericoli di una tale situazione, si potrebbe supporre una pratica religiosa cattolica limitata ad una partecipazione extra-sacramentale, la quale potrebbe in effetti mantenere un suo significato, anche se è chiaro che si tratterebbe di qualcosa di estremamente incompleto.
Per non trascurare nessuna eventualità, possiamo considerare poi il caso, a dire il vero eccezionale e alquanto problematico, che il massone cattolico ottenga ufficialmente dalla stessa autorità ecclesiastica competente (papale o episcopale) un annullamento della scomunica. A quanto ci risulta, però, tale annullamento presuppone un’esplicita abiura del giuramento prestato all’atto dell’iniziazione e di ogni riunione massonica (particolarmente per quanto concerne il segreto), e senza dubbio una simile abiura presenta sempre una particolare gravità, soprattutto dal punto di vista rituale, con tutte le incalcolabili conseguenze che ne derivano per l’iniziato spergiuro.
Sussisterebbe infine, in casi personali speciali, la possibilità di una forma di sospensione (anziché annullamento) della scomunica, senza violazione esplicita del giuramento massonico. Peraltro, è comprensibile che un simile privilegio, se così possiamo chiamarlo, venga applicato a persone che si trovano sotto il diretto controllo del clero o che operano addirittura per incarico di esso, a fini informativi e di presenza in determinati ambienti, in un senso dunque assai estraneo alle finalità che qui possono interessare.
Dobbiamo poi aggiungere che, se ci riferiamo a chi abbia preso coscienza della sua aspirazione iniziatica in virtù dell’opera di René Guénon ed intenda basarsi su di essa, questi non potrà fare a meno di tener contò dell’affermazione secondo la quale i riti della religione cattolica, se possono ancora avere un valore ai fini della salvezza, «non possono più servire come base o come punto di partenza per una realizzazione iniziatica», tanto che essi possono diventare un «ostacolo in rapporto a possibilità di un altro ordine» 25.
Concludendo su questo particolare argomento, diremo che, nonostante tutte le riserve indicate, non si deve escludere in modo assoluto la possibilità di qualche forma di coesistenza, per certuni, tra l’appartenenza alla Massoneria e la partecipazione alla religione cattolica romana. Dovrebbe peraltro essere evidente che l’attuale inesistenza 26 di un’élite intellettuale occidentale completa verso l’alto implica che attualmente un eventuale connubio tra le due istituzioni tradizionali occidentali rimaste – l’esoterismo massonico e l’exoterismo cattolico – non risolve affatto la questione della ricerca di un’iniziazione effettiva, la quale presuppone l’aiuto che può essere dato soltanto dalla tradizione integrale vivente, sempre presente nel mondo umano anche se sempre più difficile da ritrovare. Ma chi riuscirà ad affrontare correttamente oggi tale questione fondamentale, dopo aver ricevuto un’iniziazione muratoria da vivificare?

(Fine)




* Massoneria e Chiesa cattolica: antefatti e misfatti, nel n. 32 di questa rivista, pp. 105-129.

1 Si trattava, in particolare, del tedesco Padre Grüber e del francese Padre Portalié, collaboratore della rivista Études. A proposito di Léo Taxil, vedi, nel suddetto articolo Massoneria e Chiesa cattolica: antefatti e misfatti, pp. 136-127. Con l’occasione, precisiamo che l’affermazione secondo cui il Gran Maestro Lemmi «non scriveva mai una sola riga senza prima aver trafitto l’ostia consacrata con la penna datagli dal diavolo Sybacco», fu propalata non da Léo Taxil, ma bensì dal suo emulo italiano Margiotta: unicuique suum!

2 A tale corrente apparteneva, ad esempio, Clarin de la Rive, che aveva avuto una parte nel condurre a smascherare le imposture antimassoniche di Léo Taxil, e che fu poi il direttore di mia rivista la quale portò successivamente il titolo di La France Chrétienne e La France Anti-maçonnique. Clarin de La Rive conobbe René Guénon, probabilmente nel 1913 (René Guénon era allora ventiseienne), comunicandogli una documentazione, da lui utilizzata in seguito, la quale riguarda dei gruppi “luciferici” e “satanisti”, che però in realtà non hanno nulla a che vedere con l’iniziazione massonica (pur potendo avere degli emissari tra i Massoni), ma anzi hanno interesse a gettare il discredito su tutte le organizzazioni tradizionali esistenti, ivi compresa anche quella massonica. Per un breve periodo (nel 1913-1914) René Guénon collaborò alla rivista di Clarin de La Rive, scrivendo con lo pseudonimo “Le Sphynx”; egli ebbe così modo di toccare argomenti significativi e assai poco conosciuti a proposito di influenze più che sospette che si esercitarono sulla Massoneria, particolarmente nel XVIII secolo (cfr. Études sur la Franc-Maçonnerie et le Compagnonnage, vol. II, p. 189 e seguenti; cfr, anche il nostro studio Tentativi deviati, nel n, 28 di questa rivista). Nella stessa serie di articoli, egli poté pure iniziare la lotta tenace, che doveva proseguire poi su Le Voile d’Isis - Études Traditionnelles, contro le persistenti derivazioni delle imposture antimassoniche di Léo Taxil, e particolarmente contro la Revue Internationale des Sociétés Secrètes diretta da Monsignor Jouin (cfr. Études sur la Franc-Maçonnerie et le Compagnonnage, vol. I, parte dedicata alle recensioni di riviste; e Le Théosophisme, Histoire d’une pseudo-religion, terza edizione, Compte-rendus d’articles de revues).

3 Cfr. Rivista Massonica, gennaio 1970, pag. 11.

4 I riferimenti che seguono sono stati ricordati, in un articolo riportato sulla Rivista Massonica (gennaio 1970, pag. 12), da Padre Rosario Esposito, al quale la questione dell’avvicinamento tra massoni e Chiesa cattolica sta senza dubbio molto a cuore: evidentemente, non gli è stato possibile trovare nessun segno più favorevole e meno inconsistente al riguardo.

5 Ecco quanto ebbe a scrivere Jean Reyor nel 1949 a proposito de La Massonerìa e la Chiesa cattolica di Padre Berteloot, che pure apparve come uno dei massimi antesignani di un’intesa: «Dobbiamo dire che, appena iniziata la lettura, la nostra delusione è stata completa. Si tratta soltanto (ciò è detto senza ambagi) di lavorare alla “ricostituzione dell’unità francese”, di assicurare un avvertire di vitalità espansiva a tutto il corpo del nostro paese... tutte cose che può darsi interessino certi massoni e certi cattolici, ma, non avendo niente a che vedere con la realizzazione spirituale né con la salvezza, non hanno certo niente a che vedere neppure con la Massoneria né con la Chiesa, organizzazioni aventi un fine spirituale e di carattere universale che in quanto tali, non hanno da preoccuparsi dello “spazio vitale”... dell’una o dell’altra nazione. Ne risulta che il titolo dell’opera di Padre Berteloot trae in inganno (fait illusion), perché in realtà essa non riguarda né la Massoneria, né la Chiesa cattolica» (Études Traditionnelles, 1949, pag. 37); naturalmente, considerazioni analoghe si potrebbero applicare a tutti i casi in cui entrano in gioco angoli visuali ed orientamenti profani: ma come potrebbe accadere diversamente, quando è fondamentalmente profana la mentalità anche per alloro che si occupano di queste cose?

6 Il testo integrale di quella conferenza si trova pubblicato sulla rivista Le Symbolisme, n. 353 (luglio-settembre 1961).

7 Le Symbolisme, n. 353, pp. 308-310.

8 Cfr. soprattutto l’articolo Alle soglie dei tempi della fantateologia, nel n. 17 di questa rivista (ottobre-dicembre 1965), pp. 175-187.

9 Tale riconferma implica anche che, come già era stato affermato, la possibile compatibilità tra appartenenza attiva alla Massoneria e alla Chiesa cattolica per i massoni convertiti, prevista dalla conferenza episcopale scandinavo-baltica, non vale come regola, ma solo in quanto si riferisce a singole eccezioni, che devono essere stabilite dai vescovi localmente competenti. Sotto tale profilo, si tratterebbe dunque di un caso particolare della competenza episcopale a togliere o sospendere l’applicazione di scomuniche che secondo le regole canoniche generali vigenti colpirebbero o avrebbero colpito ipso facto determinate persone. Su tale eventualità di eccezioni, che possono essere attuate dall’autorità ecclesiastica diocesana, ritorniamo nel seguito del presente articolo.

10 Cfr. Rivista Massonica, luglio 1969, p. 248; in tale occasione, D. Esposito non si riferì del resto soltanto alla scomunica dei massoni, ma si pronunciò a favore di una «libertà lasciata a qualsiasi Credo religioso e per qualsiasi mentalità», senza nessun limite e distinzione e senza più nessun caso di incompatibilità con l’appartenenza alla Chiesa cattolica. Il suo pensiero venne meglio chiarito in seguito nell’articolo Scomunica della Massoneria, pubblicato nel numero di maggio 1970 della Rivista Massonica (pp. 225-226), con riferimento all’enciclica di Paolo VI Ecclesiam Suam, e particolarmente alle affermazioni «Nessuno è estraneo alla Chiesa. Nessuno le è indifferente per il suo ministero. Nessuno le è nemico che non voglia egli esserlo». È appena il caso di notare i pericoli di un’interpretazione che portasse praticamente ad accogliere qualsiasi tendenza che non si palesi esplicitamente come nemica!

11 Ad evitare un grosso equivoco, bisognerebbe precisare che più che di un orientamento religioso, si tratta di una “religiosità” nella quale intervengono contenuti residuali della tradizione cristiana, ordinati in conformità a sistemi sociali come quello in cui si formò la Gran Loggia d’Inghilterra. Ricordiamo che, secondo René Guénon, la prima e più fondamentale degenerazione della Massoneria è costituita appunto nel passaggio dal punto di vista iniziatico a quello della religiosità protestante.

12 Padre Ferrer Benimeli è l’autore del libro La masoneria después del Concilio (Barcelona, 1968), commentata ne La Civiltà Cattolica (n. 2838, pp. 570-572), che preannuncia una più ampia opera dello stesso autore, in otto volumi.

13 Cfr, il nostro articolo Massonerìa e Chiesa cattolica: antefatti e misfatti, nel n. 32 di questa rivista, particolarmente pp. 110-115.

14 Cfr. Rivista-Massonica, maggio 1970, pp. 227 e segg.

15 Cfr. Rivista Massonica, luglio 1969, p. 245. È doveroso osservare che, nella generale confusione, i cattolici fautori del “dialogo” non sono certo facilitati, a comprendere la natura della Massoneria, dalle idee distorte che possono avere i massoni stessi al riguardo. Come caso esemplare, si può citare una Lettera aperta a Padre Esposito (su Rivista Massonica, novembre 1971), la quale farebbe pensare che sia proprio della Massoneria respingere ogni idea di Rivelazione e di Autorità tradizionale, come se ciò che si presenta come tale fosse ritenuto un’invenzione puramente individuale. In tale “lettera aperta” leggiamo infatti che «per dare la scalata, e conservare a lungo, il potere terreno: cioè il potere del comando, il potere economico, il potere dell’uomo sull’uomo» «un giorno un uomo escogitò un sistema più penetrante... disse che l’idea della quale era portatore non gli apparteneva, ma gli era stata rivelata da Dio», e così di seguito, per spiegarci le vere origini delle religioni e delle forme tradizionali. Ammettiamo pure che ognuno possa esprimere le opinioni che prendono posto nella sua mente anche quando riguardano le cose più sacre ed anche quando sono così grottesche in rapporto ad esse; ma come conciliare questo caso, se non altro con la considerazione che il loro autore, come massone, ha pur prestato solenne giuramento sulla Bibbia aperta all’Inizio del Vangelo di Giovanni? E quale idea dell’iniziazione massonica si faranno i lettori sprovveduti a cui, con le migliori intenzioni, capitasse di riferirsi a simili pagine della Rivista Massonica?
Per quanto dovrebbe essere ovvio, occorre forse osservare che il punto di vista iniziatico, proprio in quanto sopra-religioso, è tutto il contrario di una grossolana prospettiva “sub-religiosa”, nella quale i segni del sopra-umano vengono ridotti a immagine e somiglianza dei limiti della propria mentalità.

16 Cfr. La Civiltà Cattolica, nn. 2898, 2899, 2901 (20 marzo 1971, 3 aprile 1971, 1 maggio 1971).

17 Ibidem, n. 2901, p. 264.

18 Ibidem, n. 2898, pp. 567-570.

19 Cfr. J. Baylot e M. Riquet, Les Francs-Maçons, pp. 65-66.

20 Cfr. Alec Mellor, Nos Frères séparés, les Francs-Maçons, Conclusions, p. 330.

21 Questo tipico esponente delle nuove correnti favorevoli ad un accordo tra Massoneria e Chiesa cattolica, ora membro di ambedue, con le sue argomentazioni avvocatesche, in cui si palesa un intento demolitore di tutto ciò che va al di là della sua comprensione, ha affermato nettamente che nella Massoneria operativa «l’ipotesi (!) di infiltrazioni esoteriche e di “iniziati” è inverosimile» (Nos Frères séparés, les Francs-Maçons, p. 43): per lui, secondo «lo stato delle nostre (?) conoscenze», il segreto massonico era soltanto il «segreto professionale» (ibidem, p. 41), mentre d’altra parte il Compagnonaggio non sarebbe stato altro che un «organismo di protezione contro i Maestri» (ibidem, p. 38).

22 Osserviamo che in queste nuove forme di incontro entrano in gioco alcuni di quegli “ideali” moderni già da tempo introdotti negli ambienti massonici, di cui parlammo in altra occasione (cfr. L’iniziazione massonica nel mondo moderno, I, nel n. 26-27 di questa rivista). In tal modo, gli esponenti cattolici che giungono ora ad appoggiarsi a tali “ideali” possono apparire, rispetto ai massoni animati da una mentalità moderna, come dei “ritardatari” che hanno finalmente imboccato la via dell’evoluzione. Sennonché, come già facevamo notare, quegli “ideali” non sono niente di più che superstizioni o residui di una ben più profonda saggezza, distorti in modo da integrarsi momentaneamente nella dinamica del cammino antitradizionale che viene fatto percorrere al nostro mondo. Tant’è vero che certi “ideali” che erano “rivoluzionari” nel secolo scorso corrispondono ora a stadi che stanno per essere superati e travolti, e i tentativi di ravvivarli possono corrispondere così a un bisogno di difesa, comune a massoni e cattolici, di fronte a manifestazioni più “avanzate” che i loro stessi “ideali” hanno contribuito a preparare, in mancanza di un adeguato indispensabile ricollegamento ai principi e del discernimento che solo da essi potrebbe derivare.

23 Sull’aspetto religioso di tale esigenza, rimandiamo all’articolo di René Guénon, Necessità dell’exoterismo tradizionale, in Iniziazione e realizzazione spirituale (Edizioni Studi Tradizionali, 1967); aggiungiamo che tale articolo è particoìarmente importante da tener presente proprio per i Massoni, per i quali soprattutto fu scritto.

24 Cfr. Rivista di Studi Tradizionali, n. 32, p. 112.

25 Cfr. Rivista di Studi Tradizionali, n. 23, p. 95: estratto di una lettera di René Guénon dell’aprile 1935; cfr. anche le successive citazioni a pp. 96-97 dello stesso numero della rivista.


26 Su tale argomento, rimandiamo al nostro articolo pubblicato nel n. 34 di questa rivista: cfr. in particolare le numerose citazioni tratte da opere di René Guénon (pp. 18-20).

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