"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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venerdì 16 dicembre 2016

Silvio Grasso, La donna d’oggi di fronte al problema d’una partecipazione tradizionale

Silvio Grasso 
La donna d’oggi di fronte al problema d’una partecipazione tradizionale 

Per chi si sia reso conto, in virtù di basilari nozioni tradizionali, del carattere nefasto ed ingannevole della corrente che plasma tutto il mondo moderno, si pone la questione di come immunizzarsi contro il dilagare della sua forza sovvertitrice, e di come partecipare, nella misura delle proprie capacità, alla potenza perenne ed invincibile della Verità.
In altri termini: come difendersi dall’azione disgregatrice dell’antitradizione, come attingere allo spirito vivificatore ed ordinatore della Tradizione?
Chi sia giunto a porsi queste domande in modo non soltanto accademico si mette inevitabilmente ad esaminare quali siano in pratica le possibilità di partecipazione autenticamente tradizionale che ancora permangono nel nostro mondo ed a considerarle sotto la luce della loro applicabilità al proprio caso personale. È così che da un medesimo quesito iniziale si può giungere facilmente a conclusioni ed applicazioni diverse, e questo per il semplice fatto che ogni essere si trova di fronte a circostanze tutte sue (sia esteriori che interiori) le quali possono differire notevolmente da quelle del suo prossimo.
Fra gli altri, un elemento determinante può essere rappresentato dal fatto che chi si pone tali questioni sia un uomo oppure una donna; ed è proprio delle possibilità di partecipazione alla tradizione cui possono oggi, nel nostro mondo, indirizzarsi le donne che intendiamo parlare brevemente qui.
La considerazione più immediata a questo proposito riguarda il permanere di istituzioni tradizionali occidentali accessibili a tutti, e quindi, in particolare, il sussistere di forme religiose in cui si sia mantenuta la trasmissione di un’influenza spirituale ricollegata al Cristianesimo. Nella presente condizione di dissolvimento spirituale dell’Occidente, si può considerare che tale sia il caso della Chiesa Cattolica Romana 1, in quanto conserva nonostante tutto un legame, seppure indiretto, con l’essenza della tradizione, e addita ancora una via e dei mezzi provvidenziali ai fini del raggiungimento della “salvezza”.
È questa una possibilità che molti oggi, davvero sconsideratamente, sottovalutano o trascurano, basandosi magari su considerazioni del tutto secondarie o su critiche che se pur hanno qualche fondamento non conducono poi in definitiva a nulla di più valido di ciò che si intende respingere. Ci pare quindi che per chi, malgrado le obiezioni più o meno giustificate, rimane sommerso dalle determinazioni della vita profana, sarebbe più proficua una più obbiettiva visione delle cose che non portasse solamente a considerare l’aspetto negativo della questione e conducesse se mai a ricercare altrove qualcosa che possa soddisfare più ampie esigenze.
Infatti, nonostante lo stato di grande allontanamento dai principi spirituali caratteristico del mondo moderno, o anche proprio in virtù di questo stato di cose, può sorgere in qualcuno un’aspirazione più profonda che non può essere soddisfatta soltanto da un collegamento estremamente indiretto e pressoché incosciente ai principi sopra-umani. Può destarsi in qualcuno l’esigenza di una realizzazione conoscitiva che conduca veramente a dominare tutto l’inganno del quale è intessuto il mondo moderno, mediante una partecipazione assai più diretta e cosciente a quella sorgente universale dalla quale procedono tutti i mondi e tutti gli esseri e nella quale si risolve ogni squilibrio transitorio ed ogni stato contingente. Si tratta allora di un’aspirazione iniziatica, e anche in questo caso le possibilità pratiche esistenti attualmente si differenziano a seconda che l’aspirante sia un uomo o una donna.
Anzitutto sarà bene mettere in guardia, ancor più forse le donne degli uomini, da tutte le molteplici forme di pseudo-iniziazione che oggi si offrono a profusione in Occidente. Non si tratta quindi di prendere in considerazione elementi che non hanno niente a che vedere con l’iniziazione autentica quali l’occultismo, il teosofismo, lo spiritismo, o le numerose correnti più che sospette che pretendono ricollegarsi a forme tradizionali scomparse quali i sedicenti Rosa-Croce od i fautori di pseudo-iniziazioni egizie.
Di fatto, le possibilità autenticamente iniziatiche tuttora esistenti in Occidente sono più che limitate. Fatta astrazione di qualche possibile sopravvivenza iniziatica in seno all’Esichiasmo (il quale fa parte della Chiesa greca e non è però accessibile alle donne) non rimangono che il Compagnonaggio e la Massoneria.
Il Compagnonaggio è una forma d’iniziazione strettamente legata alla pratica di determinati mestieri 2, ed è anch’esso inaccessibile alle donne. Per quel che concerne la Massoneria, benché alle sue origini anche questa forma iniziatica fosse destinata esclusivamente agli uomini e connessa alla pratica del mestiere di costruttore, si è molto discusso sull’opportunità e la possibilità di accogliere nel suo ambito delle aspiranti femminili. Il fatto di vedere preclusa alle donne occidentali ogni possibilità iniziatica lasciava infatti perplesse molte anime sensibili.
Fu così che già nel 1891 si fondò in Francia la prima “Grande Loggia Mista” del “Diritto Umano 3, che ebbe ben presto un largo seguito in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove prese il nome di Co-Masonry. La Massoneria mista anglosassone si differenziò però sin dagli inizi dalla Massoneria francese per la sua impronta chiaramente “teosofica”: nella sua formazione ebbero infatti un ruolo di prima importanza C.W. Leadbeater 4 ed Annie Besant, l’allora presidentessa della “Società Teosofica”. Accanto alla “Massoneria mista” si sviluppò anche un’Obbedienza esclusivamente femminile, la “Grande Loggia Femminile di Francia”, la quale, contrariamente alla “Massoneria mista”, che si attiene al rituale maschile, fa uso di pretesi riti e simboli suoi particolari.
Sin dalla fondazione della prima “Loggia Mista” si sono protratte le discussioni sulla validità del ricollegamento iniziatico delle donne, e la questione rimane aperta tuttora. A noi sembra che un indizio assai indicativo al riguardo si possa già vedere nel ruolo preponderante che ebbero nella fondazione e nella propaganda di queste Logge “miste” e “femminili” personaggi sconcertanti quali appunto il Leadbeater, la Besant ed altri importanti esponenti di correnti chiaramente pseudo-iniziatiche. Preferiamo quindi attenerci a giudizi che riteniamo più autorevoli, quali ad esempio quello di René Guénon, il quale si espresse in modo inequivocabilmente negativo al riguardo 5.
Non bisogna comunque perdere di vista che il ricollegamento iniziatico e l’efficacia dei riti sono determinati da fattori “tecnici” ben precisi che non possono essere subordinati all’arbitrio dei singoli. Non si può quindi ignorare che, per quanto i riti ed i simboli massonici possano anche essere validi, indipendentemente dall’esercizio esteriore del mestiere di muratore, essi corrispondono però ad una funzione necessariamente maschile. Perciò ci pare futile porsi la domanda se le donne possano o non possano esercitare il mestiere di muratore; sappiamo bene che al giorno d’oggi le donne praticano pressoché qualsiasi mestiere: ed è anche questo un segno caratteristico del disordine che regna ovunque ai giorni nostri. Ma, almeno nel campo iniziatico, non dovrebbe essere ignorato che il mestiere – come del resto ogni attività umana –, se inteso nel senso tradizionale, costituisce un simbolo ed anche un supporto di realizzazione della natura profonda di chi lo esercita. Per questo ci pare che l’accesso delle donne ad una forma iniziatica nella quale uno dei requisiti fondamentali per l’Apprendista è che egli sia, secondo l’espressione di un antico testo, «un giovanotto in perfette condizioni fisiche», non possa avvenire se non in forma parodistica, cioè pseudo-iniziatica.
A nostro giudizio, bisogna quindi ammettere che attualmente non esiste più nessuna forma iniziatica occidentale autentica accessibile alle donne. Un simile stato di cose non può certo venire imputato al “caso” e deve necessariamente corrispondere allo stato spirituale del mondo in cui si verifica. D’altra parte, è pur sempre possibile, nonostante tutto, che si presenti ancora oggi il caso eccezionale di qualche donna occidentale la cui aspirazione iniziatica sia tanto forte e sincera da far mettere in secondo ordine ogni considerazione di carattere etnico, ambientale, o altro. Per costoro, rimane ancora aperta la possibilità di ricercare un ricollegamento iniziatico orientale.
Una simile intrapresa implica evidentemente un gran numero di difficoltà sia interiori che esteriori, fra cui quella dell’assimilazione della forma exoterica destinata a servire di base al lavoro iniziatico 6. Non pensiamo sia il caso di esaminare in dettaglio queste difficoltà, tanto più che esse possono variare grandemente a seconda dei casi e delle circostanze; esse saranno però sempre assai gravose anche per le aspiranti più qualificate 7. È vero che, in fondo, non potranno avere accesso ad una via iniziatica orientale se non quelle donne che, benché nate in Occidente, hanno già latenti in loro stesse le determinazioni necessarie a questo scopo. Ciononostante, sarà inevitabile per ognuna un poderoso lavoro per raddrizzare ed anche in parte fare tabula rasa dell’enorme sovrastruttura che il mondo moderno occidentale ha radicato in ognuna sin dalla nascita.
D’altra parte, proprio questa sovrastruttura può rendere assai difficile discernere inizialmente se l’aspirazione è vera oppure no. In ogni caso, sarà quindi indispensabile un preliminare approfondito lavoro di preparazione, di meditazione, di studio e di informazione, il quale, prima o poi, dovrebbe anche servire a mettere in chiaro la vera natura delle proprie aspirazioni. Un tale lavoro, a qualsiasi conclusione possa finire col condurre, sarà sempre stato di grande, forse insospettato, valore. Troppi infatti trascorrono l’intera esistenza senza avere mai affrontato quelle questioni basilari che risulteranno poi, un giorno, le sole per cui avrebbe meritato di essere vissuta una vita umana.

Tratto da: Rivista di Studi Tradizionali n° 7





1 Bisogna però tenere presente che, per quanto la partecipazione ai “mezzi di grazia” offerti dalla Chiesa Cattolica sia aperta a tutti indistintamente, le possibilità si differenziano per gli uomini e per le donne, in quanto la sola maniera di partecipare ad essi in modo “attivo”, cioè il sacerdozio, è accessibile unicamente agli uomini.

2 In seno al Compagnonaggio pare che esistano ancora attualmente dei riti di trasmissione iniziatica validi per chi abbia appreso ed eserciti con una certa perizia uno dei seguenti mestieri: taglio di pietra, falegnameria, copertura (in piombo e zinco), carpenteria, ebanisteria, carrozzeria, selleria, calzoleria, fucina, mascalcìa, serratureria, costruzione di botti, panetteria, lavori in gesso.

3 Questa prima “Loggia Mista” fu fondata da Maria Deraismes e da Georges Martin. Maria Deraismes, che era allora una dirigente del movimento femminista, venne iniziala nel 1882, contrariamente alle carte costituzionali, dalla Loggia “I Liberi Pensatori” di Pecq, che derivava dalla Grande Loggia Simbolica Scozzese. Questa iniziazione fu però dichiarata nulla e la Loggia in cui avvenne fu “messa in sonno”. Due anni più tardi, Georges Martin, che era stato senatore e consigliere municipale di Parigi e accanito sostenitore del diritto di voto alle donne, si associò a Maria Deraismes per fondare una Massoneria nuova che non fu mai riconosciuta dalla Massoneria “regolare”. A proposito di questa Massoneria “irregolare”, la quale aveva dei moventi essenzialmente politici e sociali, sarà forse interessante citare qualche brano di un articolo di Georges Martin (pubblicato sul numero di novembre-dicembre 1912 de La Lumière Maçonnique) che illustra lo spirito nettamente profano di questa sua fondazione: «L’Ordine Massonico Misto Internazionale è la prima potenza massonica mista filosofica, progressista e filantropica organizzata e costituita nel mondo; essa si pone al di sopra di tutte le preoccupazioni di idee filosofiche o religiose che possano professare coloro che chiedono di divenirne membri... L’Ordine vuole interessarsi principalmente agli interessi vitali dell’essere umano sulla terra; vuole studiare soprattutto nei suoi Templi i mezzi per realizzare la Pace fra tutti i popoli e la Giustizia sociale, che permetterà a tutti gli esseri umani di godere, durante la loro vita, della maggior somma possibile di felicità morale e di benessere materiale... Non appoggiandosi a nessuna rivelazione divina e affermando a gran voce di non essere che una emanazione della ragione umana, questa istituzione fraterna non è dogmatica; essa è razionalista».

4 C.W. Leadbeater fu, come è noto, uno dei principali esponenti ed ispiratori della “Società Teosofica”. Non possiamo qui dilungarci sul contenuto delle sue mirabolanti “rivelazioni”; ci sembra però che possa essere utile ricordare come egli fu più volle coinvolto in scandalose faccende, fra le quali la più clamorosa fu indubbiamente quella messa in luce dal processo che si tenne contro di lui e contro Annie Besant a Madras nel 1913. In quell’occasione egli fu infatti condannato a restituire ai loro genitori due giovinetti indiani (Krishnamurti e Nityânanda) che egli aveva preso “sotto tutela” per farne il “novello Messia” ed il suo assistente. Nel corpo del giudizio a suo carico figurava fra l’altro quanto segue: «Il Signor Leadbeater ammise nella sua deposizione di aver avuto e di avere tuttora delle opinioni che non si possono definire in altro modo che inequivocabilmente immorali e tali da squalificarlo in quanto educatore di giovinetti (si tratta qui delle sue teorie a proposito dell’omosessualità) e che, aggiunte al suo preteso potere di scorgere l’avvicinarsi di pensieri impuri, fanno di lui un compagno estremamente pericoloso per dei bambini».

5 Cfr.: René Guénon, Aperçus sur l’Initiation, cap. XIV (Des qualifications initiatiques).

6 Per incamminarsi in una via che conduce ad un graduale avvicinamento all’essenza profonda della tradizione è infatti indispensabile una preliminare assunzione della tradizione stessa quale la si può realizzare inizialmente e cioè partendo dal suo aspetto più esteriore e formale. Solo così, sulla base di una vita sacralizzata e ricollegata il più possibile (per quanto in modo ancora necessariamente assai incosciente) ai principi metafisici, potrà svolgersi un lavoro iniziatico effettivo di progressiva assimilazione e penetrazione di quelle realtà trascendenti che sono lo spirito e la sorgente dell’exoterismo tradizionale. L’assunzione della tradizione nel suo aspetto exoterico è quindi una condizione indispensabile per far sì che il mondo esteriore diventi un supporto di realizzazione anziché un ostacolo insormontabile.


7 D’altra parte vi è anche una contropartita nel senso che le possibilità di realizzazione offerte dalle forme iniziatiche orientali sono assai più ampie di quelle offerte dalle forme occidentali superstiti, in quanto esse si sono generalmente conservate assai più pure e non si astringono al campo delle iniziazioni artigianali, ovvero ai “piccoli Misteri”, ma comportano anche, oltre a questi, l’accesso ai “grandi Misteri”, e cioè alla realizzazione degli stati sopra-umani.

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