"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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sabato 20 aprile 2019

D. K. Aśvamitra, Recensione a: Jean-Louis Gabin: L’idée que l’islam doit dominer la planète (italiano)

Devadatta Kīrtideva Aśvamitra
Recensione a: Jean-Louis Gabin: L’idée que l’islam doit dominer la planète
(Vers la Tradition, N° Hors-Série, Décembre 2016)


Sull’onda delle più recenti notizie di cronaca, ma partendo da una prospettiva intellettuale hindū, Jean-Louis Gabin ha scritto un prezioso volumetto che si eleva ben al di sopra delle contingenze storiche.

lunedì 15 aprile 2019

René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta - 19. Differenza delle condizioni postume secondo i gradi della Conoscenza

René Guénon
L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

19. Differenza delle condizioni postume secondo i gradi della Conoscenza

«Finché è in questa condizione (ancora individuale, di cui si parlava), lo spirito (che, di conseguenza, è ancora jîvâtmâ) di chi ha praticato la meditazione (durante la sua vita, senza raggiungere il possesso effettivo degli stati superiori del suo essere) resta unito alla forma sottile (che può anche essere considerata come il prototipo formale dell’individualità, poiché la manifestazione sottile rappresenta uno stadio intermedio fra il non-manifestato e la manifestazione grossolana, e ha la funzione di principio immediato rispetto a quest’ultima); in questa forma sottile esso è associato alle facoltà vitali (nello stato di riassorbimento o di contrazione principiale descritto in precedenza)».

lunedì 8 aprile 2019

Detti e fatti dei Padri del deserto IV/VI- "Fuge, tace, quiesce"

Detti e fatti dei Padri del deserto

"Fuge, tace, quiesce"

L'abate Pastor diceva: «Quali che siano le tue pene, la vittoria su di esse sta nel silenzio».

martedì 2 aprile 2019

René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta - 18. Il riassorbimento delle facoltà individuali

René Guénon
L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

18. Il riassorbimento delle facoltà individuali

«Quando un uomo sta per morire, la parola, seguita dalle restanti dieci facoltà esterne (le cinque facoltà d’azione e le cinque di sensazione, manifestate esteriormente tramite gli organi corporei che vi corrispondono, ma non confuse con essi, poiché qui se ne separano),[1] è riassorbita nel senso interno (manas), poiché l’attività degli organi esteriori cessa prima di questa facoltà interiore (che è così la conclusione di tutte le altre facoltà individuali, come ne è il punto di partenza e l’origine comune).[2]