"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"
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venerdì 16 febbraio 2018

Paolo Urizzi, I fattori della Sintesi trascendente - 2/2


Paolo Urizzi
I fattori della Sintesi trascendente
Prefazione a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 2/2

Le considerazioni finali sono d’una portata fondamentale sul piano epistemologico perché da esse si evince che, pur essendo il Sé una realtà d’immediata percezione dal momento che accompagna ogni attività dell’intelletto (pratibodha-mâtrah)[1], quel che diviene “oggetto” della conoscenza che abolisce l’ignoranza (avidyâ-nivritta) non è il Testimone in quanto tale, bensì il riflesso della Coscienza sopra-individuale (cidâbhâsa) nell’intelletto (buddhi, il nous).

mercoledì 14 febbraio 2018

Paolo Urizzi, I fattori della Sintesi trascendente - 1/2


Paolo Urizzi
I fattori della Sintesi trascendente
Prefazione a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 1/2


Il presente opuscolo, pur nella sua brevità, è notevole sotto molti riguardi e lo stesso Shaykh al-Akbar ci avverte: «Studia attentamente questo libro, poiché per suo tramite ti appaiono brillanti numerosi segreti elevati che gli Uomini di questa Via hanno [sempre] celato»[1].

martedì 14 novembre 2017

Paolo Urizzi, Il Salvatore escatologico in ambito islamico: l’Imâm atteso e il Cristo della seconda venuta – (II)

Paolo Urizzi
Il Salvatore escatologico in ambito islamico: l’Imâm atteso e il Cristo della seconda venuta – (II)

Parte 2 di 2

L’avvento del Mahdî segna un ritorno alla Tradizione, all’armonia tra gli esseri e la natura; questo “raddrizzamento[1] finale viene salutato come un rinnovato ordine del micro e del macrocosmo: dopo la siccità e la sterilità del terreno, il cielo tornerà a dare la sua pioggia e la terra a produrre le sue piante[2].

lunedì 13 novembre 2017

Paolo Urizzi, Il Salvatore escatologico in ambito islamico: l’Imâm atteso e il Cristo della seconda venuta – (I)

Paolo Urizzi
Il Salvatore escatologico in ambito islamico: l’Imâm atteso e il Cristo della seconda venuta – (I)

Parte 1 di 2

Il primo Suono risuonerà
e il Susseguente l’accompagnerà
(Cor. 79: 6-7)

I “suoni” che accompagnano l’Ora finale (al-sâ‘a) sono quelli del Corno (sûr)[1] o Tromba (nâqûr)[2] dell’angelo Isrâfîl, suono che decreterà la scomparsa d’ogni essere vivente sulla faccia della terra, anche se qualcuno sarà destinato a non perdere la coscienza: «E si soffierà nel Corno e cadranno folgorati tutti coloro che saranno nei cieli e sulla terra, tranne chi Dio vorrà» (Cor. 39: 68)[3].

venerdì 15 settembre 2017

Paolo Urizzi, L’origine primordiale della Rivelazione – (II e fine)

Paolo Urizzi
L’origine primordiale della Rivelazione – (II e fine)

Segue: parte 2 di 2

Ritornando al simbolismo della conchiglia, essa racchiude il germe dei Veda, ossia il monosillabo Om, il suono primordiale che non può essere distrutto (aksara) quando tutti gli esseri sono distrutti e tutte le distinzioni di nome e forma (nâmarûpa) abolite perché riassorbite nel loro principio.

giovedì 14 settembre 2017

Paolo Urizzi, L’origine primordiale della Rivelazione – (I)

Paolo Urizzi
L’origine primordiale della Rivelazione – (I)

Parte 1 di 2

Secondo la dottrina unanime ed universale delle civiltà tradizionali fondate su un ordine sacro d’origine «non-umana» (sansc. apauruseya),[1] l’uomo fa la sua comparsa sulla terra come un essere perfetto creato ad imago dei che, invece di evolversi, subisce piuttosto una caduta dall’originale stato di perfezione determinata dalla scacciata dal giardino dell’Eden (wayegâraš’eth-hâ’âdhâm / wayešallehêhû… migan-‘êdhen, Gen. 3:23-24; cfr. uhbitû minhâ jamî‘an, Cor. 2:38, anche 2:36 e 7:24).

martedì 6 dicembre 2016

Paolo Urizzi, L’Universo epifanico dell'Unico nella dottrina della wahdat al-wujûd

Paolo Urizzi
L’Universo epifanico dell'Unico nella dottrina della wahdat al-wujûd*

La molteplicità è oggetto d’esperienza di ognuno e tutti gli esseri conoscono il divenire. L’Uno, invece, è una nozione astratta[1]. L’Origine rimane invisibile, trascendente e la relazione tra i due termini misteriosa e, comunque, sempre enigmatico.

venerdì 22 maggio 2015

Paolo Urizzi, Ibn ‘Arabī e la questione del pluralismo religioso

Paolo Urizzi
Ibn ‘Arabī e la questione del pluralismo religioso

La Verità ultima, per definizione, non può essere che una, ma ciò non significa che i punti di vista dai quali viene contemplata debbano necessariamente coincidere; per questo le sue espressioni possono differenziarsi in conformità al ricettacolo della contemplazione, nonché per la diverse condizioni di tempo e di luogo.