"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"
Visualizzazione post con etichetta Roman Denys. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roman Denys. Mostra tutti i post

domenica 19 novembre 2017

René Guénon, Lettere a Denys Roman - 2

René Guénon
Lettere a Denys Roman - 2

Il Cairo, 3 Maggio 1948
Cariss F,

Sono contento che la mia lettera vi sia arrivata, questa volta; la vostra del 18 Aprile mi è arrivata già qualche giorno fa e, se non vi ho risposto subito, è perché ho dovuto finire, prima, i miei articoli per il numero di Giugno di "É. T", per il quale ero piuttosto in ritardo, come sempre ...

sabato 27 maggio 2017

Denys Roman, Le dodici fatiche d’Ercole

Denys Roman
Le dodici fatiche d’Ercole*

La mitologia greca è ricca di leggende d’ogni tipo, di cui è a volte difficile scoprire il vero senso, che in origine doveva spesso esprimere una verità d’ordine dottrinale e anche iniziatica.

venerdì 21 febbraio 2014

Denys Roman, Pitagorismo e Massoneria

Denys Roman
Pitagorismo e Massoneria[1] 

Tra le molteplici organizzazioni iniziatiche di cui la Massoneria rivendica l’eredità, una delle più frequentemente citate è l’Ordine Pitagorico. Si sa che la ragione di tale pretesa è la presenza, nel simbolismo massonico, di emblemi utilizzati dai discepoli del maestro di Samo: tra questi, quelli più comunemente citati sono la stella a cinque punte per quanto riguarda la Massoneria latina e il gioiello di Past Master per quanto riguarda quella di lingua inglese. Quest’ultimo gioiello riunisce in realtà due simboli pitagorici importanti: da una parte raffigura la dimostrazione grafica del teorema sul quadrato dell’ipotenusa, e dall’altra questa dimostrazione viene fatta con l’ausilio del triangolo 3-4-5[2], di cui è nota l’importanza nel Pitagorismo. 
Beninteso, il fatto che il pentagono stellato non sia necessariamente associato al nome di Pitagora, e che molti dei Massoni latini ignorino perfino che il tracciato di questa figura costituisse il segno di riconoscimento dei Pitagorici, mentre, al contrario, il teorema sul quadrato dell’ipotenusa è universalmente conosciuto sotto il nome di teorema di Pitagora, questo fatto, dicevamo, ha portato alla conseguenza che la Massoneria anglosassone ha mantenuto molto più vivo il ricordo della sua connessione con il Pitagorismo di quanto non abbia fatto la Massoneria latina. La cosa era loro del resto facilitata, perché alcuni degli antichi documenti chiamati Old Charges fanno espressamente menzione di Pitagora come di colui che ha introdotto la Massoneria in Europa. - Eppure, è un Massone italiano oggi deceduto, Arturo Reghini, che ha pubblicato, sui rapporti tra Massoneria e Pitagorismo, la sola opera di valore di cui abbiamo avuto conoscenza[3]