"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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sabato 30 settembre 2017

Arturo Reghini, Il Santo Impero

Arturo ReghiniIl Santo Impero[1]

Conformemente alle prescrizioni dei rituali tradizionali massonici, le pareti di questo Tempio, che rappresenta l'Universo, sono adorne delle tre statue di Ercole, Minerva e Venere.

venerdì 29 settembre 2017

Maestri Taoisti, Apologhi sulla volontà

Maestri Taoisti
Apologhi sulla volontà*

I. Lao-Tzeu

Cap. 17. C. Quanto delicato fu il tatto degli antichi sovrani. Mentre tutto prosperava grazie alla loro amministrazione, il loro popolo s’immaginava d’aver fatto in tutto la propria volontà.

giovedì 28 settembre 2017

Plotino, Enneade III: La Provvidenza

Plotino
Enneade III: La Provvidenza*

1. [La provvidenza universale è la conformità del mondo all’Intelligenza]
Quanto sia assurdo e degno di un uomo incapace di comprendere e di guardare, l’attribuire al meccanicismo e al caso l’esistenza e la formazione dell’universo, è chiaro anche prima di ogni ragionamento; e ci sono d’altronde molti argomenti sufficienti a provare tale assurdità.

mercoledì 27 settembre 2017

Apollodoro, Le dodici fatiche d’Eracle

Apollodoro
Le dodici fatiche d’Eracle

Dopo avere udito queste parole Eracle si recò a Tirinto per sottoporsi ai comandi di Euri­steo. Come prima impresa costui gli ordinò di portargli la pelle del leone nemeo, che era una belva invulnerabile figlia di Tifone.

martedì 26 settembre 2017

Boezio, Il Destino e la Provvidenza (da: La Consolazione della Filosofia)

Boezio
Il Destino e la Provvidenza
[1]

«È proprio così» dissi io; «ma poiché è tuo compito spiegare le cause delle cose misteriose e chiarire le ragioni avvolte dall’oscurità, ti prego di espormi con tutta chiarezza la tua opinione su questo problema, poiché questo fatto sconcertante più d’ogni altro mi sconvolge».

lunedì 25 settembre 2017

Satcidānandendra Sarasvatī, Commento a Le Cinque Gemme dell’Advaita di Śrī Śaṃkarācārya - 7/7

Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja
Commento a «Le Cinque Gemme dell’Advaita»
di Śrī Śaṃkarācārya - 7/7
(Advaita Pañcaratnam)


5 - Il beneficio che proviene dal vedānta jñāna
La conoscenza vedāntica può essere considerata corretta dal punto di vista logico; ma a molti può sembrare che da tale conoscenza non si possa trarre alcun vantaggio nella vita empirica.

Satcidānandendra Sarasvatī, Commento a Le Cinque Gemme dell’Advaita di Śrī Śaṃkarācārya - 6/7

Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja
Commento a «Le Cinque Gemme dell’Advaita»
di Śrī Śaṃkarācārya - 6/7
(Advaita Pañcaratnam)

4- Dissoluzione dell’illusione che la dualità sia continua
Dubbio: Ad alcuni potrebbe sembrare che i due esempi summenzionati della corda-serpente e del sogno non siano adatti a rappresentare l’illusorietà delle cose grossolane non senzienti, perché anche dopo il raggiungimento della conoscenza di Ātman il mondo della dualità continua ad apparire. 

sabato 23 settembre 2017

Satcidānandendra Sarasvatī, Commento a Le Cinque Gemme dell’Advaita di Śrī Śaṃkarācārya - 5/7

Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja
Commento a «Le Cinque Gemme dell’Advaita»
di Śrī Śaṃkarācārya - 5/7
(Advaita Pañcaratnam)

3- Dissoluzione dell’illusione del mondo
L’ostacolo sulla via dell’Intuizione ossia della conoscenza della realtà di essere veramente della natura essenziale non duale (advitīya) di Śiva, non è solo il nostro jīvātva

venerdì 22 settembre 2017

Satcidānandendra Sarasvatī, Commento a Le Cinque Gemme dell’Advaita di Śrī Śaṃkarācārya - 4/7


Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja
Commento a «Le Cinque Gemme dell’Advaita»
di Śrī Śaṃkarācārya - 4/7
(Advaita Pañcaratnam)

2 - Dissoluzione dell’illusione del jīvatva
Se siamo davvero Śiva svarūpa, se siamo proprio dell’essenza dell’Assoluta Realtà, allora com’è che sorge questo errore che ci fa credere d’essere anime trasmigranti (jīva)? Qual è la ragione per la quale piacere e dolore (sukha e duḥkha) che non esistono affatto in Śiva svarūpa, appaiono come realmente esistenti?

giovedì 21 settembre 2017

Satcidānandendra Sarasvatī, Commento a Le Cinque Gemme dell’Advaita di Śrī Śaṃkarācārya - 3/7


Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja
Commento a «Le Cinque Gemme dell’Advaita»
di Śrī Śaṃkarācārya - 3/7
(Advaita Pañcaratnam)

1 - Ātmānātma viveka
La ragione per cui la gente comune non raggiunge la conoscenza intuitiva, che è descritta come: «Noi siamo dell’essenza stessa di Paramātman, della natura stessa (svarūpa) di Śiva», è dovuta proprio all’assenza dell’ātmānātma viveka di cui s’è detto nell’introduzione[1]

martedì 19 settembre 2017

Satcidānandendra Sarasvatī, Commento a Le Cinque Gemme dell’Advaita di Śrī Śaṃkarācārya - 2/7

Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja
Commento a «Le Cinque Gemme dell’Advaita»
di Śrī Śaṃkarācārya - 2/7
(Advaita Pañcaratnam)

Introduzione
Discussione sull’Ātman e l’anātman
Il Vedānta è uno śāstra, cioè un testo dottrinale che, senza curarsi dei risultati dell’azione che conducono i devoti da questo mondo ad altri mondi celesti, insegna l’anubhava, ovvero l’esperienza intuitiva, che può essere ottenuta qui e ora proprio in questa vita.

domenica 17 settembre 2017

Satcidānandendra Sarasvatī, Commento a Le Cinque Gemme dell’Advaita di Śrī Śaṃkarācārya - 1/7

Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja
Commento a «Le Cinque Gemme dell’Advaita»
di Śrī Śaṃkarācārya - 1/7
(Advaita Pañcaratnam)

Le Cinque Gemme dell’Advaita

Io non sono il corpo, non sono i sensi, non sono la mente, non sono l’ego, non sono i prāṇa, non sono l’intelletto. Io sono quello che è lontano dalla moglie, dai figli, dal podere, dalla casa ecc. In verità io sono quello Śiva che è Testimone diretto, che è l’eterno e intimo Sé.

sabato 16 settembre 2017

Racconti di un pellegrino russo

Racconti di un pellegrino russo

Primo racconto: Pregate senza posa

Per grazia di Dio io sono un uomo e cristiano, per azioni gran peccatore, per condizione un pellegrino senza terra, della specie più misera, sempre in giro da paese a paese.

venerdì 15 settembre 2017

Paolo Urizzi, L’origine primordiale della Rivelazione – (II e fine)

Paolo Urizzi
L’origine primordiale della Rivelazione – (II e fine)

Segue: parte 2 di 2

Ritornando al simbolismo della conchiglia, essa racchiude il germe dei Veda, ossia il monosillabo Om, il suono primordiale che non può essere distrutto (aksara) quando tutti gli esseri sono distrutti e tutte le distinzioni di nome e forma (nâmarûpa) abolite perché riassorbite nel loro principio.

giovedì 14 settembre 2017

Paolo Urizzi, L’origine primordiale della Rivelazione – (I)

Paolo Urizzi
L’origine primordiale della Rivelazione – (I)

Parte 1 di 2

Secondo la dottrina unanime ed universale delle civiltà tradizionali fondate su un ordine sacro d’origine «non-umana» (sansc. apauruseya),[1] l’uomo fa la sua comparsa sulla terra come un essere perfetto creato ad imago dei che, invece di evolversi, subisce piuttosto una caduta dall’originale stato di perfezione determinata dalla scacciata dal giardino dell’Eden (wayegâraš’eth-hâ’âdhâm / wayešallehêhû… migan-‘êdhen, Gen. 3:23-24; cfr. uhbitû minhâ jamî‘an, Cor. 2:38, anche 2:36 e 7:24).

mercoledì 13 settembre 2017

Tullio Masera, Limiti geografici del concetto di religione

Tullio Masera 
Limiti geografici del concetto di religione 

Benché non sia facile rinunciare ai propri schemi mentali quando si vogliano considerare e giudicare realtà che non ci sono abituali, sarebbe doveroso tentare di farlo, specie da parte di coloro che si ritengono specialisti in un argomento, onde evitare pericolose confusioni ed assimilazioni arbitrarie.

lunedì 11 settembre 2017

Shankarâchârya, L’onda di felicità del liberato in vita - Jîvan–mukta–ânanda–laharî

Shankarâchârya 
L’onda di felicità del liberato in vita (1)
Jîvan–mukta–ânanda–laharî

Quando, nella città, egli contempla i cittadini, uomini e donne costituiti dal nome e dalla forma, ben vestiti e ornati con ornamenti d’oro, e si ricrea con loro pensando: «Colui che percepisce è il (puro) Testimonio», il Muni non è nell’illusione: tamas, grazie all’iniziazione del suo Guru, è stato abolito.

venerdì 8 settembre 2017

Chuang Tse, Un insegnamento taoista

Chuang Tse 
Un insegnamento taoista

Colui il cui cuore si è stabilito nell’Immutabile emette una luce divina che gli rivela la sua natura profonda. In chi emette questa luce divina gli uomini riconoscono l’Uomo Vero.

giovedì 7 settembre 2017

Kalâbâdhî, Il Sufismo nelle parole degli antichi - La loro dottrina sulla predeterminazione e la creazione degli atti

Kalâbâdhî
Il Sufismo nelle parole degli antichi

La loro dottrina sulla predeterminazione e la creazione degli atti

I maestri son tutti unanimi nell'affermare che Dio è il Creatore di tutti gli atti (af'âl) dei Suoi servitori, cosi come Lo è delle loro realtà individuali (a'yân)[1].

mercoledì 6 settembre 2017

Franco Peregrino, La fine dei Templari e le sue conseguenze

Franco Peregrino
La fine dei Templari e le sue conseguenze

Nel nostro precedente articolo[1] abbiamo riportato una serie di notizie che, a nostro modo di vedere, testimoniano l’esistenza di un notevole movimento di natura iniziatica operante, all’epoca dell’Ordine del Tempio, nei campi più diversi in seno al mondo cristiano.

lunedì 4 settembre 2017

Meister Eckhart, Mortuus erat et revixit, perierat et inventus est

Meister Eckhart
Mortuus erat et revixit, perierat et inventus est 

"Era morto e ritornò in vita. Era perduto e fu ritrovato". Ho detto in una predica di voler insegnare all'uomo, che ha compiuto opere buone nel tempo in cui si trovava in peccato mortale, come queste opere possano tornare viventi insieme al tempo in cui furono compiute.

domenica 3 settembre 2017

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, Realtà e libertà dell’atto del Creatore, maestro dell’impossibile (Mawqîf 98)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî
Realtà e libertà dell’atto del Creatore, maestro dell’impossibile

Dio ha detto:
“Non è per gioco che creammo il cielo la terra e ciò che si trova tra i due. Se avessimo voluto divertirci, lo avremmo fatto presso Noi stessi, se mai avessimo voluto farlo. Al contrario, scagliamo contro la vanità il reale che le schiaccia la testa ed ecco che (essa) sparisce. Siate maledetti! a motivo di quello che inventate” (1).

sabato 2 settembre 2017

Shankarâchârya, Inno in dieci strofe - Dashashlokistuti

Shankarâchârya
Inno in dieci strofe
Dashashlokistuti
  1. Io sono la Realtà che si sperimenta dopo aver purificato l’intelletto con la pratica dell’austerità, con l’offerta di sacrifici, con la generosità e così via, dopo aver raggiunto l’indifferenza nei confronti di qualunque condizione, perfino quella di re degli uomini o degli dèi, e dopo aver abbandonato tutto questo, avendone riconosciuta la vanità. Questo invero io sono: sono l’eterno Brahman supremo.

venerdì 1 settembre 2017

Antoine Fabre d’Olivet, Esame dei Versi d’Oro di Pitagora

Antoine Fabre d’Olivet
Esame dei Versi d’Oro di Pitagora[1]

 (12) E quanto ai mali che comporta il Destino
Giudicali per quel che sono; sopportali; e cerca,
Per quanto lo potrai, di mitigarne i tratti.
Gli dei non hanno abbandonato i saggi ai più crudeli.