"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"
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sabato 28 marzo 2015

Ferdinand Ossendowski, Bestie, uomini e dei. Il Mistero dei Misteri – Il Re del Mondo

Ferdinand Ossendowski
Bestie, uomini e dei. Il Mistero dei Misteri – Il Re del Mondo*

Capitolo XLVI Il Regno sotterraneo
«Fermo!» mormorò la mia vecchia guida mongola un giorno che attraversavamo la pianura presso Tzagan Luk. «Fermo!».
Si lasciò scivolare giù dal cammello, che s’inginocchiò spontaneamente. Il Mongolo levò le sue mani innanzi al volto in atto di preghiera e cominciò a ripetere la frase sacra: «Om! Mani padme Hung!» [1]. Gli altri Mongoli fermarono immediatamente i loro cammelli e cominciarono a pregare.
«Cos’è successo?» pensai, mentre guardavo la tenera erba verde attorno a me, il cielo senza nubi e i raggi del sole della sera dolci come in un sogno.
I Mongoli pregarono per un po’ di tempo, si scambiarono qualche parola sottovoce, strinsero le cinghie dei bagagli ai cammelli e si ripartì.

lunedì 23 marzo 2015

Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, Missione dell’India

Alexandre Saint-Yves d’Alveydre
Missione dell’India
*

Nota della redazione [Lettera e Spirito]
René Guénon nel primo capitolo della sua opera Il Re del Mondo (Adelphi Edizioni, Milano, 1977) fa riferimento a due libri rispettivamente di Alexandre Saint-Yves d’Alveydre (Mission de l’Inde en Europe. Mission de l’Europe en Asie, Librairie Dorbon Ainé, Paris, 1910) e di Ferdinand Ossendowski (Beasts, Men and Gods, E.P. Dutton & Company, New York, 1922) nei quali si parla del misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Per motivi fondamentalmente di carattere storico e documentale riteniamo possa essere interessante la pubblicazione di due estratti di queste opere. I testi, che trattano il tema con la mentalità propria dell’epoca (a cavallo tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX), insieme a elementi obiettivi di indubbio interesse non mancano di ingenuità in alcune descrizioni, riflesso delle correnti di pensiero occultiste molto presenti nelle pubblicazioni dell’epoca.

Capitolo I - Dov’è l’Agarttha?
Dov’è l’Agarttha? In quale luogo preciso si trova? Per quale strada, attraverso quali popoli occorre procedere per penetrarvi?
A questa domanda, che non mancheranno di porsi i diplomatici e i militari, non conviene che io risponda più di quanto sto per fare, fintantoché non sia realizzata, o perlomeno tracciata, l’intesa sinarchica [1].

martedì 22 aprile 2014

Un testo medievale sul Re del Mondo

Mappamondo di Giovanni Leardo
Un testo medievale sul Re del Mondo[1]
a cura di Dario Chioli

Avventura meravigliosa di due messi di Alessandro
Gangies, lo grande fiume, nasce di dritto contra 'l nascimento del Sole,[2] lo quale l'uomo dice[3] che è Egeon, l'uno de' quattro ch'escono del paradiso terrestre,[4] colà dove Alessandro s'arrestò quando credette essere al capo de la fine del mondo. Ma quando li fu detto che più là non riparava gente, sì guernio due navi e misevi uomini e disse: «andate tanto avanti, che voi mangiate di questa vivanda le tre parti, e la quarta vi basti a rivenire, per ciò che a la china dell'acqua verrete più tosto tre tanto, che andare al contrario; e ciò che voi trovarrete, mi raccontiate». Mistones[5] et Arestes, che così avevano nome, andaro tanto avanti, che consumaro la vivanda in fino a la quarta parte. E volendosi mettare al ritorno, scupriro dell'acqua[6] uno piccolo riparo molto bene acconcio e chiuso d'uno alto muro; e belli verzieri v'avea, et era sopra la riva del fiume. Da l'altra parte de la riva aveva una grande montagna, et a' piei di quella montagna sì aveva un'altissima colonna, et uno anello con una catena traversava l'acqua, sì che neuno poteva di là passare senza bassare la catena, perchè l'altro capo era dentro a la magione. Allora salío avanti Mestones, e crullò la catena. Allora aparbe uno bello massaio; la barba aveva bianca, la faccia vermeglia, vestito d'uno bianco armellino, e mise lo capo e le spalle fuore de la finestra, et uno sì grande odore uscío di sue vestimenta, come se tutto '1 balsimo del mondo et oncenso vi fusse sparto; e li àrboli[7] medesimi rendevano grande odore. Allora disse quel vecchio uomo: «che domandate voi?» E coloro risposero e dissero: «messi semo del grande Alessandro, e cerchiamo lo mondo perché del tutto desidera d'essere signore. E se tu ci doni vivanda e levi la catena, noi ci mettaremo avanti e rinunziaremo[8] al nostro signore se alcuna maravillia trovarremo».

domenica 20 aprile 2014

Lettera del Prete Gianni


Lettera del Prete Gianni
Una versione francese del Trecento della lettera del Prete Gianni
Trascrizione, traduzione e note di Dario Chioli 




VNG   DIEU
UN   DIO

VNGNE   FOY
UNA   FEDE
VNG   ROY
UN   RE

VNGNE   LOY  (*)
UNA   LEGGE (*)[1]