"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"
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venerdì 1 maggio 2020

D.T.P., Presentazione del libro di ‘Abd Al-Qâdir al-Jaza’irî, Unicità dell’Esistenza e Creazione rinnovata

D.T.P.

Presentazione del libro: ‘Abd Al-Qâdir al-Jaza’irî, Unicità dell’Esistenza e Creazione rinnovata

Pubblichiamo la Presentazione al testo dell’Emiro ‘Abd Al-Qâdir al-Jaza’irî intitolato Unicità dell’Esistenza e Creazione rinnovata” (Ekatos Edizioni) e rimandiamo al Blog di Ekatos Edizioni per leggere il Commento di un Corrispondente e la Replica dell’Editore. (link qui sotto)

sabato 20 aprile 2019

D. K. Aśvamitra, Recensione a: Jean-Louis Gabin: L’idée que l’islam doit dominer la planète (italiano)

Devadatta Kīrtideva Aśvamitra
Recensione a: Jean-Louis Gabin: L’idée que l’islam doit dominer la planète
(Vers la Tradition, N° Hors-Série, Décembre 2016)


Sull’onda delle più recenti notizie di cronaca, ma partendo da una prospettiva intellettuale hindū, Jean-Louis Gabin ha scritto un prezioso volumetto che si eleva ben al di sopra delle contingenze storiche.

giovedì 22 novembre 2018

Ibn ‘Arabî, Fusûs al-Hikam: La sapienza divina (al-hikmat ar-rahmaniyyah) nel Verbo di Salomone

Ibn ‘Arabî
Fusûs al-Hikam - La saggezza dei Profeti

La sapienza divina (al-hikmat ar-rahmaniyyah) nel Verbo di Salomone

[Bilqis disse:] «In verità, essa viene da Salomone, ed è: Nel nome di Dio, il Clemente (ar-rahman), il Misericordioso (ar-rahim)[1]; il che significa: «In verità, questa lettera viene da Salomone, e il suo contenuto è: Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso...».

giovedì 21 giugno 2018

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, Il Reale è l’unico agente dei nostri atti (Mawqîf 65)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî
Il Reale è l’unico agente dei nostri atti* 

*Mawqîf 65

Dio ha detto:
“Il bene che avrà acquisito sarà computato in suo favore e il male, a suo danno[1].
I teologi, appartenenti alla categoria dei sapienti exoteristi, hanno sviluppato a lungo il discorso relativo alla ricompensa e alla punizione, dato che l’atto del servitore si svolge in funzione del decreto di Dio, della Sua potenza, della Sua volontà e della Sua scienza antecedente; a tal punto che il servitore non dispone di nessun mezzo per cambiare la volontà di Dio.

sabato 12 maggio 2018

William C. Chittick, Le cinque presenze divine da Al-Qūnawī a Al-Qayśârī

William C. Chittick
Le cinque presenze divine da Al-Qūnawī a Al-Qayśârī

Probabilmente l'insegnamento più famoso della Scuola di Ibn al-’Arabī dopo «l'Unità dell'Essere» (wahdat al-wujûd) e l'«Uomo Perfetto» (al-insān al-kāmil) è quello delle «Cinque Presenze Divine» (Al-hadarāt al-ilahiyyat al-khams). 

domenica 22 aprile 2018

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, L’uomo è lui-stesso il suo proprio destino (Mawqîf 299)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî
L’uomo è lui-stesso il suo proprio destino

Mawqîf 299

Dio ha detto:
“Al collo di ogni uomo abbiamo attaccato l’uccello del suo destino. Il giorno della resurrezione, Gli mostreremo un registro che troverà srotolato: ‘Leggi il tuo registro! Oggi sarai il contabile di te stesso [Ti basterà oggi per rendere conto contro te stesso]”[1].

domenica 15 aprile 2018

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, Non bisogna adorare Dio che per Dio (Mawqîf 334)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî
Non bisogna adorare Dio che per Dio* 

*Mawqîf 334

Non credere che coloro che si rallegrano delle loro opere, e che amano essere lodati per ciò che non fanno, siano al riparo dal castigo: un castigo doloroso è riservato loro![1]
Preso nel suo senso letterale, questo versetto contiene in sé la sua spiegazione; ma esso contiene anche due indicazioni supplementari. Sappi che secondo alcune delle sette letture canoniche, esso può essere letto anche alla terza persona plurale: che essi non si immaginino che coloro che si rallegrano delle loro opere…

lunedì 9 aprile 2018

Aḥmad ibn ‘Ajîba, Dell’essenza eterna prima e dopo la rivelazione teofanica

Aḥmad ibn ‘Ajîba
Dell’essenza eterna prima e dopo la rivelazione teofanica

Lode ad Allâh, l’Essere necessario, che si rivela attraverso ogni cosa esistente! La preghiera [ŝalât] e il saluto siano sul seme dell’esistenza e la sorgente delle virtù e della generosità, il nostro signore e maestro Muhammad, il più nobile di tutti coloro che lodano e il più degno d’essere lodato!

lunedì 2 aprile 2018

Muhammad Ibn Fazlallâh El-Hindi, Epistola sulla manifestazione del Profeta intitolata “Il Dono”

Muhammad Ibn Fazlallâh El-Hindi
Epistola sulla manifestazione del Profeta intitolata “Il Dono”* 

Questo testo di carattere elementare e didattico non contiene indicazioni sulla personalità dell’autore, che mi è noto solo per questo breve trattato, inedito e poco conosciuto nello stesso Oriente. Il solo manoscritto che ho potuto trovare si presenta in uno stato abbastanza mediocre. Ho scelto quest’opera fra centinaia dello stesso genere perché, per l’esoterismo, essa è un po’ l’equivalente di ciò che l’Ummul-barâhîn, o “Piccolo Senussiyah”, è per la dottrina exoterica. 
’Abdul Hadî

sabato 31 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 4/4

Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)

Parte 4/4

Giona e la teofania del “Tu”.

Quanto alla seconda Persona divina, designabile col pronome Anta, “Tu”, essa sembra indicare una manifestazione teofanica di tipo complementare rispetto a quella della prima Persona. Visti l’uno in rapporto all’altro, Anâ evoca una modalità interiore e Anta, al contrario, una modalità esteriore[1]

giovedì 29 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 3/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 3/4


Il sillogismo.

Vi è, come abbiamo visto, ancora una terza classe di unione nuziale, elencata nel capitolo 21; a essa fa diretta allusione il Kitâb al-yâ’: “La Hâ’ è una cosa che unisce Huwa e Hiya, come il termine medio che lega le due premesse le quali sono condotte alla conclusione, poiché esse sono composte di tre [elementi]. Perciò è indispensabile il termine medio”[1] e, qualche paragrafo più tardi: “Per questo la Hâ’ è il termine medio fra Huwa e Hiya in vista della conclusione, [termine medio] che è unico e dispari”[2].

martedì 27 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 2/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)

Parte 2/4

Il nome Huwa.

Il termine che traduce, nel dominio tradizionale della lingua sacra, l’Identità divina contiene nella sua stessa struttura l’immagine, per così dire, di Ciò che significa. Né potrebbe essere diversamente, a motivo della perfetta corrispondenza (munâsaba) che correla armonicamente tutti i piani della manifestazione universale.

sabato 24 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 1/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 1/4


Qul iy wa-rabbî inna-hu la-haqq.
“Dì «iy», sì, per il mio Signore, invero Egli è Verità”.
(Cor. 10:53; sura di Giona)

Il Libro della lettera yâ’[1]: è questo il primo titolo del corto trattato che qui traduciamo. Ibn ‘Arabî (m. 1240), tuttavia, precisa subito dopo che il “Libro del Sé divino” ne è un equivalente, poiché la yâ’ è un simbolo di Huwa, il Sé supremo e incondizionato.

domenica 18 febbraio 2018

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, L’associazionismo come rifiuto dell’unicità dell’esistenza (Mawqîf 88)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî
L’associazionismo come rifiuto dell’unicità dell’esistenza* 

*Mawqîf 88

Dio ha detto:
“Dì: cosa vi sembra? Se vi giungesse il castigo di Dio o l’Ora, se siete veritieri invochereste qualcun altro che Allah? Ma no! È Lui che invochereste; Egli svelerà se vorrà ciò per cui voi L’invocate e dimenticherete quel che Gli avete associato”[1].

venerdì 16 febbraio 2018

Paolo Urizzi, I fattori della Sintesi trascendente - 2/2


Paolo Urizzi
I fattori della Sintesi trascendente
Prefazione a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 2/2

Le considerazioni finali sono d’una portata fondamentale sul piano epistemologico perché da esse si evince che, pur essendo il Sé una realtà d’immediata percezione dal momento che accompagna ogni attività dell’intelletto (pratibodha-mâtrah)[1], quel che diviene “oggetto” della conoscenza che abolisce l’ignoranza (avidyâ-nivritta) non è il Testimone in quanto tale, bensì il riflesso della Coscienza sopra-individuale (cidâbhâsa) nell’intelletto (buddhi, il nous).

mercoledì 14 febbraio 2018

Paolo Urizzi, I fattori della Sintesi trascendente - 1/2


Paolo Urizzi
I fattori della Sintesi trascendente
Prefazione a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 1/2


Il presente opuscolo, pur nella sua brevità, è notevole sotto molti riguardi e lo stesso Shaykh al-Akbar ci avverte: «Studia attentamente questo libro, poiché per suo tramite ti appaiono brillanti numerosi segreti elevati che gli Uomini di questa Via hanno [sempre] celato»[1].

venerdì 9 febbraio 2018

Chiara Casseler, Il digiuno rituale nell’Islâm: un pilastro della fede

Chiara Casseler
Il digiuno rituale nell’Islâm: un pilastro della fede

«O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi – che voi possiate essere timorati [di Dio]!». (Cor. 2:183)


Il digiuno è uno dei cosiddetti cinque pilastri (arkân) dell’Islâm, ossia è un atto rituale fondante della fede, per cui è obbligatorio per ogni credente musulmano.


mercoledì 7 febbraio 2018

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, Della doppia natura del servitore (Mawqîf 309)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî
Della doppia natura del servitore

Mawqîf 309

Il nostro Maestro [Muhyî al-Dîn] ci ha lasciato questo versi:
Il Signore è Dio (letteralmente: Verità, Haqq); così il servitore.Posso dunque sapere a chi incombono queste prescrizioni?Al servitore? Questi non è che un morto.Al Signore? Come potrebbe esserGli assoggettato?

venerdì 2 febbraio 2018

Ibn ‘Arabi, La conoscenza della volontà (irâdah) - (Al-Futûhâtu-l-Makkiyyah cap. 226)

IbnArabi
La conoscenza della volontà (irâdah)

(Al-Futûhâtu-l-Makkiyyah cap. 226)

La volontà (irâdah)[1] per gli iniziati (qawm) è un tormento (law’ah) che prova l’aspirante (murîd) in questa via (tarîqah) e che si frappone tra lui e ciò che gli vela il suo obiettivo[2].