A.K. Coomaraswamy
Tempo
ed Eternità. Cristianesimo e pensiero moderno*
Nel Cristianesimo l'importanza del
Presente è affermata dal Cristo con le parole: «Lascia i morti seppellire i
loro morti» (1) e «Non affannatevi per il domani» (Matteo, 8, 22 e 6, 34). Inoltre, si riconosce facilmente l'ἄτομος νῦν di Aristotele in S. Paolo, I Corinti, 15, 51-52: «Ecco io vi
annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati,
in un istante, in un batter d'occhio (ἐν
τόμῳ, ἐν ῥιπῇ ὀφθαλμοῦ;
l'arabo al-sā'at), al suono
dell'ultima tromba...; e i morti risorgeranno incorrotti, e noi saremo
trasformati» (2); questa affermazione ci rammenta anche l'«Istante unico del
Risveglio» (eka-kṣana-sambodhi) del Buddhismo.