"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"
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sabato 31 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 4/4

Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)

Parte 4/4

Giona e la teofania del “Tu”.

Quanto alla seconda Persona divina, designabile col pronome Anta, “Tu”, essa sembra indicare una manifestazione teofanica di tipo complementare rispetto a quella della prima Persona. Visti l’uno in rapporto all’altro, Anâ evoca una modalità interiore e Anta, al contrario, una modalità esteriore[1]

giovedì 29 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 3/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 3/4


Il sillogismo.

Vi è, come abbiamo visto, ancora una terza classe di unione nuziale, elencata nel capitolo 21; a essa fa diretta allusione il Kitâb al-yâ’: “La Hâ’ è una cosa che unisce Huwa e Hiya, come il termine medio che lega le due premesse le quali sono condotte alla conclusione, poiché esse sono composte di tre [elementi]. Perciò è indispensabile il termine medio”[1] e, qualche paragrafo più tardi: “Per questo la Hâ’ è il termine medio fra Huwa e Hiya in vista della conclusione, [termine medio] che è unico e dispari”[2].

martedì 27 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 2/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)

Parte 2/4

Il nome Huwa.

Il termine che traduce, nel dominio tradizionale della lingua sacra, l’Identità divina contiene nella sua stessa struttura l’immagine, per così dire, di Ciò che significa. Né potrebbe essere diversamente, a motivo della perfetta corrispondenza (munâsaba) che correla armonicamente tutti i piani della manifestazione universale.

sabato 24 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 1/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 1/4


Qul iy wa-rabbî inna-hu la-haqq.
“Dì «iy», sì, per il mio Signore, invero Egli è Verità”.
(Cor. 10:53; sura di Giona)

Il Libro della lettera yâ’[1]: è questo il primo titolo del corto trattato che qui traduciamo. Ibn ‘Arabî (m. 1240), tuttavia, precisa subito dopo che il “Libro del Sé divino” ne è un equivalente, poiché la yâ’ è un simbolo di Huwa, il Sé supremo e incondizionato.

venerdì 9 febbraio 2018

Chiara Casseler, Il digiuno rituale nell’Islâm: un pilastro della fede

Chiara Casseler
Il digiuno rituale nell’Islâm: un pilastro della fede

«O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi – che voi possiate essere timorati [di Dio]!». (Cor. 2:183)


Il digiuno è uno dei cosiddetti cinque pilastri (arkân) dell’Islâm, ossia è un atto rituale fondante della fede, per cui è obbligatorio per ogni credente musulmano.


sabato 27 settembre 2014

Chiara Casseler, Il cuore: Luce e Spirito

Chiara Casseler
Il cuore: Luce e Spirito


“Il cuore è l’inverso (maqlûb) delle realtà contingenti, nel senso che è il loro contrario: la sua luce è primordiale e divina (qadîm ilâhî)”[1].
L’Altissimo ha detto: «L’Uomo è il Mio segreto ed Io sono il suo segreto»[2].

domenica 11 maggio 2014

Chiara Casseler, La dottrina del cuore nel Tasawwuf

Chiara Casseler
La dottrina del cuore nel Tasawwuf
 
Iddio non ha posto, nelle viscere dell'uomo, due cuori. (Cor., XXXIII, 4)
Lo Spirito Fedele è disceso [con il Corano] sul tuo cuore. (Cor., XXVI, 194)

"Ci sono simboli che sono comuni alle forme tradizionali più diverse e più remote le une dalle altre, non in seguito a 'prestiti' che, in molti casi, sarebbero assolutamente impossibili, ma perché appartengono in realtà alla tradizione primordiale da cui queste forme sono tutte derivate in modo diretto o indiretto. Questo è precisamente il caso del vaso o della coppa".