"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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sabato 31 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 4/4

Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)

Parte 4/4

Giona e la teofania del “Tu”.

Quanto alla seconda Persona divina, designabile col pronome Anta, “Tu”, essa sembra indicare una manifestazione teofanica di tipo complementare rispetto a quella della prima Persona. Visti l’uno in rapporto all’altro, Anâ evoca una modalità interiore e Anta, al contrario, una modalità esteriore[1]

venerdì 30 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXXVIII - Rosa-Croce e Rosacrociani

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXXVIII - Rosa-Croce e Rosacrociani

Giacché siamo venuti a parlare dei Rosa-Croce, non sarà forse inutile, benché questo argomento si riferisca più a un caso particolare che all’iniziazione in generale, aggiungere qualche precisazione su di esso, tenuto conto che della denominazione di Rosa-Croce ai giorni nostri ci si serve in modo vago e sovente abusivo, applicandola indistintamente ai personaggi più diversi, fra i quali senza dubbio ben pochi ne avrebbero realmente diritto. 

giovedì 29 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 3/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 3/4


Il sillogismo.

Vi è, come abbiamo visto, ancora una terza classe di unione nuziale, elencata nel capitolo 21; a essa fa diretta allusione il Kitâb al-yâ’: “La Hâ’ è una cosa che unisce Huwa e Hiya, come il termine medio che lega le due premesse le quali sono condotte alla conclusione, poiché esse sono composte di tre [elementi]. Perciò è indispensabile il termine medio”[1] e, qualche paragrafo più tardi: “Per questo la Hâ’ è il termine medio fra Huwa e Hiya in vista della conclusione, [termine medio] che è unico e dispari”[2].

mercoledì 28 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXXVII - Il dono delle lingue

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXXVII - Il dono delle lingue

Alla questione dell’insegnamento iniziatico e dei suoi adattamenti si ricollega abbastanza direttamente quella di ciò che è chiamato il «dono delle lingue», il quale è spesso menzionato fra i privilegi dei veri Rosa-Croce, o, per parlare più esattamente (giacché il termine «privilegio» potrebbe troppo facilmente dar luogo a false interpretazioni), fra i loro segni caratteristici, ma che è inoltre tale da sopportare una applicazione molto più estesa di quella che è in tal modo fatta a una forma tradizionale particolare. 

martedì 27 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 2/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)

Parte 2/4

Il nome Huwa.

Il termine che traduce, nel dominio tradizionale della lingua sacra, l’Identità divina contiene nella sua stessa struttura l’immagine, per così dire, di Ciò che significa. Né potrebbe essere diversamente, a motivo della perfetta corrispondenza (munâsaba) che correla armonicamente tutti i piani della manifestazione universale.

lunedì 26 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXXVI - Iniziazione e «servizio»

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXXVI - Iniziazione e «servizio»

Fra le caratteristiche delle organizzazioni pseudo-iniziatiche moderne forse non ce n’è una che sia più generalizzata e più sorprendente di quella costituita dal fatto di attribuire un valore esoterico e iniziatico a considerazioni che un senso più o meno accettabile possono realmente averlo soltanto nell’ambito exoterico; simile confusione, che bene s’accorda con l’uso di quelle immagini tratte dalla «vita ordinaria» di cui abbiamo trattato in precedenza, è del resto in qualche modo inevitabile da parte di profani che, volendo farsi passare per quel che non sono, hanno la pretesa di parlare di cose che non conoscono e di cui naturalmente si fanno un’idea che è a misura di quel che sono in grado di capire. 

domenica 25 marzo 2018

Matthew D. J. Scanlan, La Libera Muratoria e il mistero dell’«Accettazione»

Matthew D. J. Scanlan
La Libera Muratoria e il mistero dell’«Accettazione»
1630-1723 - Una pecca fatale

Premessa - Elias Ashmole e la Massoneria

PREMESSA

È noto che le origini della Massoneria moderna sono avvolte dal mistero. 

sabato 24 marzo 2018

Chiara Casseler, Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino (Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa) - Parte 1/4


Chiara Casseler
Saggio introduttivo a Ibn ‘Arabî, Il libro del Sé divino
(Kitâb al-yâ’ wa Huwa kitâb al-Huwa)
Parte 1/4


Qul iy wa-rabbî inna-hu la-haqq.
“Dì «iy», sì, per il mio Signore, invero Egli è Verità”.
(Cor. 10:53; sura di Giona)

Il Libro della lettera yâ’[1]: è questo il primo titolo del corto trattato che qui traduciamo. Ibn ‘Arabî (m. 1240), tuttavia, precisa subito dopo che il “Libro del Sé divino” ne è un equivalente, poiché la yâ’ è un simbolo di Huwa, il Sé supremo e incondizionato.

venerdì 23 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXXV - Iniziazione e passività

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXXV - Iniziazione e passività

Abbiamo detto in precedenza che tutto ciò che ha a che fare con la conoscenza iniziatica non può assolutamente diventare argomento di discussioni qualsivogliano, e che del resto, in generale, la discussione è, se così si può dire, un procedimento profano per eccellenza; qualcuno ha preteso dedurre da questo fatto la conseguenza che l’insegnamento iniziatico doveva esser ricevuto «passivamente», e ha pure voluto trarne un’argomentazione diretta contro la stessa iniziazione. 

giovedì 22 marzo 2018

J. C., Alcune osservazioni a proposito dell’opera di René Guénon

J. C.
Alcune osservazioni a proposito dell’opera di René Guénon


Prefazione

L’attuale crisi mondiale, considerata dal punto di vista delle energie cosmiche che vi manifestano la loro azione, comporta, tra le altre ca­ratteristiche, un crescente spiegamento di questo Potere di suggestione e d’illusione che i teologi cattolici chiamano “il Diavolo”[1].


mercoledì 21 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXXIV - Mentalità scolastica e pseudo-iniziazione

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXXIV - Mentalità scolastica e pseudo-iniziazione

Uno dei segni caratteristici della maggior parte delle organizzazioni pseudo-iniziatiche moderne è la maniera in cui esse si servono di certi paragoni presi dalla «vita ordinaria», vale a dire in fondo dall’attività profana nell’una o nell’altra delle forme che riveste più abitualmente nel mondo contemporaneo. 

martedì 20 marzo 2018

Plotino, Sulla Felicità - Περι Ευδαιμονιασ

Plotino
Sulla Felicità - Περι Ευδαιμονιασ

Enneadi I-IV

Una volta posto che il vivere ‘bene’ e l’essere felici sono la stessa cosa, faremo partecipi di essi anche gli altri animali? Se infatti è per loro possibile fare senza intralci ciò che sono nati per fare, cosa impedisce di dire che anch’essi fanno una buonavita? [5] 

domenica 18 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXXIII - Conoscenza iniziatica e «cultura» profana

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXXIII - Conoscenza iniziatica e «cultura» profana

Abbiamo già fatto rilevare prima come occorra evitare ogni confusione tra la conoscenza dottrinale di ordine iniziatico, anche quando sia ancora soltanto teorica e semplicemente propedeutica alla «realizzazione», e tutto quel che è istruzione puramente esteriore o sapere profano, il quale non ha nessun rapporto con tale conoscenza. 

martedì 13 marzo 2018

Gian Giuseppe Filippi, Il Serpente e la Corda - II Parte - 24. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (XI)

Gian Giuseppe Filippi
Il Serpente e la Corda

I Parte
La prima parte de Il Serpente e la Corda si trova nel blog QUI.
II Parte
Commento al Tattvamasi di Śaṃkarācārya

II Parte

24. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (XI)
208. E ancora, se l’ascolto, śrāvaṇa, potesse essere interpretato come se si trattasse di una azione ingiunta, allora colui che ascolta dovrebbe essere considerato differente da ciò che si ascolta. Ma questo minerebbe dalla base la dottrina della loro identità, che persino i prasaṃkhyānavādin condividono, anche se la loro interpretazione del testo risulta una ipotesi incomprensibile. 

lunedì 12 marzo 2018

Gian Giuseppe Filippi, Il Serpente e la Corda - II Parte - 23. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (X)

Gian Giuseppe Filippi
Il Serpente e la Corda

I Parte
La prima parte de Il Serpente e la Corda si trova nel blog QUI.
II Parte
Commento al Tattvamasi di Śaṃkarācārya

II Parte

23. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (X)

La percezione sensoriale (pratyakṣa) e gli altri pramāṇa hanno tutto il diritto di contraddire un testo che afferma cose contrarie all’esperienza dei sensi ecc. 

domenica 11 marzo 2018

David Taillades, Il rito Emulation. Un’autentica via di realizzazione spirituale

David Taillades
Il rito Emulation
Un’autentica via di realizzazione spirituale

Premessa - Presentazione del metodo Emulation

PREMESSA
Quando si viene iniziati in Massone­ria, generalmente non si è consci delle implicazioni derivanti dall’essere ricevuti in una Loggia praticante un determina­to rituale massonico piuttosto che altri, come può avvenire in una Obbedienza in cui ne sono praticati differenti.

sabato 10 marzo 2018

Gian Giuseppe Filippi, Il Serpente e la Corda - II Parte - 22. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (IX)

Gian Giuseppe Filippi
Il Serpente e la Corda

I Parte
La prima parte de Il Serpente e la Corda si trova nel blog QUI.
II Parte
Commento al Tattvamasi di Śaṃkarācārya

II Parte

22. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (IX)
159. La frase: “io [so che] sono il Testimone” può essere attribuita soltanto all’intelletto e non al Sakṣin, poiché questi non ha differenziazioni, è immutabile né ha un altro Testimone al di sopra di lui che lo possa conoscere come un oggetto.

venerdì 9 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXXII - I limiti del mentale

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXXII - I limiti del mentale

Parlavamo poco fa della mentalità necessaria per l’acquisizione della conoscenza iniziatica, mentalità completamente diversa dalla mentalità profana, e alla formazione della quale contribuisce grandemente l’osservanza dei riti e delle forme esteriori in uso nelle organizzazioni tradizionali, senza che questo nulla tolga dei loro altri effetti di ordine più profondo; ma occorre che si comprenda bene che ciò corrisponde solo a uno stadio preliminare, costituente una preparazione ancora esclusivamente teorica, e non certo all’iniziazione effettiva. 

giovedì 8 marzo 2018

Gian Giuseppe Filippi, Il Serpente e la Corda - II Parte - 21. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (VIII)

Gian Giuseppe Filippi
Il Serpente e la Corda

I Parte
La prima parte de Il Serpente e la Corda si trova nel blog QUI.
II Parte
Commento al Tattvamasi di Śaṃkarācārya

II Parte

21. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (VIII)
130. Nella frase “io conobbi questo”, tra “questo” che è ciò che si conosce, e l’“io”, in quanto agente della conoscenza, intercorre una relazione reciproca. Dove troviamo una distinzione dovuta a una relazione reciproca non può esserci simultaneità[1].

mercoledì 7 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXXI - Sull’insegnamento iniziatico

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXXI - Sull’insegnamento iniziatico

Dobbiamo tornare nuovamente sui caratteri che sono propri dell’insegnamento iniziatico, caratteri secondo i quali esso si distingue profondamente da qualsiasi insegnamento profano; si tratterà qui di quella che può esser detta l’esteriorità di tale insegnamento, ovverosia dei mezzi d’espressione attraverso i quali esso può venir trasmesso in una certa misura e fino a un certo punto, a titolo di preparazione al lavoro puramente interiore in grazia del quale l’iniziazione, da virtuale che era alla sua partenza, diventerà più o meno completamente effettiva. 

martedì 6 marzo 2018

Gian Giuseppe Filippi, Il Serpente e la Corda - II Parte - 20. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (VII)

Gian Giuseppe Filippi
Il Serpente e la Corda

I Parte
La prima parte de Il Serpente e la Corda si trova nel blog QUI.
II Parte
Commento al Tattvamasi di Śaṃkarācārya

II Parte

20. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (VII)
114. Sbagli se pensi che la dottrina del riflesso implichi una modificazione per l’entità che si riflette, perché tale modificazione è illusoria come l’apparenza del serpente sulla corda e come l’esempio, già illustrato, del riflesso della faccia nello specchio.

lunedì 5 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXX - Iniziazione effettiva e iniziazione virtuale

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXX - Iniziazione effettiva e iniziazione virtuale

Quantunque la distinzione tra l’iniziazione effettiva e l’iniziazione virtuale possa già essere sufficientemente capita con l’aiuto delle considerazioni che precedono, essa è così importante da indurci a cercare di precisarla ulteriormente; e, a tal riguardo, faremo subito rilevare che, fra le condizioni dell’iniziazione da noi enunciate all’inizio, il ricollegamento a un’organizzazione tradizionale regolare (presupponendo ovviamente la qualificazione) è sufficiente per l’iniziazione virtuale, mentre il lavoro interiore che viene in seguito riguarda propriamente l’iniziazione effettiva, la quale è ‑ diremmo ‑, a tutti i suoi gradi, lo sviluppo «in atto» delle possibilità a cui dà accesso l’iniziazione virtuale. 

domenica 4 marzo 2018

Gian Giuseppe Filippi, Il Serpente e la Corda - II Parte - 19. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (VI)

Gian Giuseppe Filippi
Il Serpente e la Corda

I Parte
La prima parte de Il Serpente e la Corda si trova nel blog QUI.
II Parte
Commento al Tattvamasi di Śaṃkarācārya

II Parte

19. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (VI)
92. Tutti questi pensieri devono essere considerati come espressioni attribuite al Sé in modo più o meno diretto. Il problema di quali fra essi qualifichi che cosa e quale è qualificato da che cosa, va risolto secondo ragione.

sabato 3 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXIX - «Operativo» e «speculativo»

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXIX - «Operativo» e «speculativo»

Quando abbiamo trattato della questione delle qualificazioni iniziatiche, abbiamo fatto allusione a un malinteso molto diffuso, vertente sul significato della parola «operativo» e di conseguenza anche su quello della parola «speculativo», che della prima è in qualche modo l’opposto; e, come dicevamo allora, ci sembra che valga la pena di insistere in modo speciale su questo argomento, giacché vi è uno stretto rapporto tra tale malinteso e la generale ignoranza di quel che deve essere realmente l’iniziazione. 

venerdì 2 marzo 2018

Gian Giuseppe Filippi, Il Serpente e la Corda - II Parte - 18. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (V)

Gian Giuseppe Filippi
Il Serpente e la Corda

I Parte
La prima parte de Il Serpente e la Corda si trova nel blog QUI.
II Parte
Commento al Tattvamasi di Śaṃkarācārya

II Parte

18. Commento al “Tattvamasi” di Śaṃkarācārya (V)

76. Inoltre, il cercatore che ascolta l’insegnamento della śruti, che è sottoposto alla sofferenza della trasmigrazione e che cerca la liberazione da questa, secondo te è lo stesso Testimone o è diverso da lui? Tu [che neghi la dottrina del riflesso, ābhāsavāda] non concepisci in che modo il Sākṣin possa essere sottoposto a sofferenza e, quindi, desideri la Liberazione.

giovedì 1 marzo 2018

Guénon René, Considerazioni sull'Iniziazione - XXVIII - Il simbolismo del teatro

René Guénon
Considerazioni sull'Iniziazione

XXVIII - Il simbolismo del teatro

Abbiamo poco fa equiparato la confusione di un essere con la sua manifestazione esteriore e profana, a quella che si commetterebbe se si volesse identificare un attore con un personaggio di cui egli interpreti la parte; per far capire a qual punto il paragone sia esatto non saranno qui fuori luogo alcune considerazioni generali sul simbolismo del teatro, anche se esse si applicano alle realtà della sfera propriamente iniziatica non esclusivamente per quel che riguarda il solo teatro.