"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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mercoledì 30 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. XI - Localizzazione dei centri spirituali

René Guénon
Il Re del Mondo

XI - Localizzazione dei centri spirituali 

Nelle pagine precedenti, abbiamo lasciato quasi completamente da parte la questione della localizzazione effettiva della «contrada suprema», questione molto complessa e del resto, dal punto di vista nel quale ci siamo posti, secondaria.
Sembra che si possano prendere in considerazione varie localizzazioni successive, corrispondenti ai diversi cicli, suddivisioni di un altro ciclo più esteso, il Manvantara; del resto, se si considerasse l’insieme di quest’ultimo mettendosi in qualche modo fuori del tempo, vi sarebbe da osservare, fra quelle localizzazioni, un ordine gerarchico corrispondente alla costituzione di forme tradizionali le quali poi non sono altro che adattamenti della tradizione principale e primordiale, che domina tutto il Manvantara. D’altra parte, ricorderemo ancora che possono esservi, simultaneamente, oltre al centro principale, molti altri centri ad esso collegati, e che sono altrettante immagini di esso, il che dà luogo facilmente a confusioni, tanto più che, essendo i centri secondari più esteriori, sono proprio per questo più appariscenti del centro supremo[1].
A questo proposito abbiamo già notato in particolare la somiglianza di Lhassa, centro del Lamaismo, con l’Agarttha; aggiungeremo ora che, anche in Occidente, sono note ancora almeno due città la cui disposizione topografica presenta particolarità che, in origine, hanno avuto una simile ragion d’essere: Roma e Gerusalemme (e abbiamo visto che quest’ultima era effettivamente un’immagine visibile della misteriosa Salem di Melki-Tsedeq). Esisteva infatti, nell’antichità, una sorta di geografia sacra o sacerdotale, e la posizione delle città e dei templi non era arbitraria ma determinata da leggi molto precise[2]; si possono intuire in questo i legami che univano l’«arte sacerdotale» e l’«arte regale» all’arte dei costruttori[3], come anche le ragioni per cui le antiche corporazioni erano in possesso di una vera tradizione iniziatica[4]. Del resto, tra la fondazione di una città e la costituzione di una dottrina (o di una forma tradizionale, per adattamento a condizioni definite di tempo e di luogo), vi era un rapporto tale che la prima era usata spesso quale simbolo della seconda[5]. Naturalmente si doveva ricorrere a precauzioni speciali quando si trattava di fissare la sede di una città destinata a divenire, per un aspetto o per l’altro, la metropoli di tutta una parte del mondo; e i nomi delle città, come anche tutto ciò che si racconta intorno alle circostanze della loro fondazione, meriterebbero di essere esaminati accuratamente da questo punto di vista[6].

martedì 29 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. X - Nomi e rappresentazioni simboliche dei centri spirituali

René Guénon
Il Re del Mondo

X - Nomi e rappresentazioni simboliche dei centri spirituali

Potremmo citare, per quanto riguarda la «contrada suprema», molte altre tradizioni concordanti; in particolare, per designarla, vi è un altro nome, probabilmente ancora più antico di Paradêsha: è il nome Tula, da cui i Greci derivarono Thule; e, come abbiamo visto, quella Thule era verosimilmente identica alla primitiva «isola dei quattro Signori».

lunedì 28 aprile 2014

Ibn ‘Arabî, Il mondo nel suo insieme è intelligente, vivente e parlante

Ibn ‘Arabî
Il mondo nel suo insieme è intelligente, vivente e parlante*

Dio - sia Egli esaltato - ha detto: “Non vi è nulla (lett. di cosa, shay’) che non Gli rivolga una lode particolare”[1]; or bene, «cosa» (shay’) è di natura indeterminata; e solo un essere vivente dotato di intelligenza e che conosce Colui che loda può rivolgere una lode[2]. L’hadîth ci riferisce che “le pietre (yâbis, “il secco”) e la vegetazione (rabt, “l’umido) testimonieranno a favore del muezzin fino a dove arriverà a udirsi la sua voce”[3] e le leggi e le profezie riportano molte cose di questo ordine.

domenica 27 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. IX - L’«Omphalos» e i betili

René Guénon
Il Re del Mondo

IX - L’«Omphalos» e i betili

Stando a quel che riferisce Ossendowski, il «Re del Mondo», in tempi lontani, apparve più volte in India e nel Siam «benedicendo il popolo con una mela d’oro sormontata da un agnello»; questo particolare assume tutta la sua importanza se lo si accosta a quanto dice Saint-Yves del «Ciclo dell’Agnello e dell’Ariete»[1].

sabato 26 aprile 2014

A.K. Coomaraswamy, La concezione dell'arte di Meister Eckhart

A.K. Coomaraswamy 
La concezione dell'arte di Meister Eckhart*

«Docti rationem artis intelligunt, indocti voluptatem» (Quintiliano, IX, 4) **.
 

Esiste un'acuta e molto valida teoria estetica negli scritti dei filosofi scolastici, che pure non hanno composto alcun trattato specifico intitolato «Filosofia dell'Arte» (1). ..

venerdì 25 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. VIII - Il centro supremo nascosto durante il «Kali-Yuga»

René Guénon
Il Re del Mondo

VIII - Il centro supremo nascosto durante il «Kali-Yuga»

L’Agarttha, si dice, non fu sempre sotterranea, né lo rimarrà per sempre; verrà un tempo in cui, secondo le parole riportate da Ossendowski, «i popoli di Agharti usciranno dalle loro caverne e appariranno sulla superficie della terra»[1].

giovedì 24 aprile 2014

Ibn ‘Arabî, Tre poesie sull’«Identità Suprema»

Ibn ‘Arabî,
Tre poesie sull’«Identità Suprema»

Amarmi perché tu mi ami 
Signore,
le delizie del cielo
per me sono uguali
ai tormenti dell’inferno,
perché non dipende da essi
che io cambi o aumenti
il Tuo amore in me.

mercoledì 23 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. VII - «Luz» o il soggiorno d’immortalità

René Guénon
Il Re del Mondo
VII - «Luz» o il soggiorno d’immortalità

Le tradizioni riguardanti il «mondo sotterraneo» si ritrovano presso moltissimi popoli; non abbiamo intenzione di ricordarle tutte, anche perché alcune di esse non sembrano avere un rapporto diretto con l’argomento di cui ci occupiamo.

martedì 22 aprile 2014

Un testo medievale sul Re del Mondo

Mappamondo di Giovanni Leardo
Un testo medievale sul Re del Mondo[1]
a cura di Dario Chioli

Avventura meravigliosa di due messi di Alessandro
Gangies, lo grande fiume, nasce di dritto contra 'l nascimento del Sole,[2] lo quale l'uomo dice[3] che è Egeon, l'uno de' quattro ch'escono del paradiso terrestre,[4] colà dove Alessandro s'arrestò quando credette essere al capo de la fine del mondo. Ma quando li fu detto che più là non riparava gente, sì guernio due navi e misevi uomini e disse: «andate tanto avanti, che voi mangiate di questa vivanda le tre parti, e la quarta vi basti a rivenire, per ciò che a la china dell'acqua verrete più tosto tre tanto, che andare al contrario; e ciò che voi trovarrete, mi raccontiate». Mistones[5] et Arestes, che così avevano nome, andaro tanto avanti, che consumaro la vivanda in fino a la quarta parte. E volendosi mettare al ritorno, scupriro dell'acqua[6] uno piccolo riparo molto bene acconcio e chiuso d'uno alto muro; e belli verzieri v'avea, et era sopra la riva del fiume. Da l'altra parte de la riva aveva una grande montagna, et a' piei di quella montagna sì aveva un'altissima colonna, et uno anello con una catena traversava l'acqua, sì che neuno poteva di là passare senza bassare la catena, perchè l'altro capo era dentro a la magione. Allora salío avanti Mestones, e crullò la catena. Allora aparbe uno bello massaio; la barba aveva bianca, la faccia vermeglia, vestito d'uno bianco armellino, e mise lo capo e le spalle fuore de la finestra, et uno sì grande odore uscío di sue vestimenta, come se tutto '1 balsimo del mondo et oncenso vi fusse sparto; e li àrboli[7] medesimi rendevano grande odore. Allora disse quel vecchio uomo: «che domandate voi?» E coloro risposero e dissero: «messi semo del grande Alessandro, e cerchiamo lo mondo perché del tutto desidera d'essere signore. E se tu ci doni vivanda e levi la catena, noi ci mettaremo avanti e rinunziaremo[8] al nostro signore se alcuna maravillia trovarremo».

lunedì 21 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. VI - «Melki-Tsedeq»

René Guénon
Il Re del Mondo

VI - «Melki-Tsedeq» 

Nelle tradizioni orientali si dice che, in una certa epoca, il Soma divenne sconosciuto sicché, nei riti sacrificali, si dovette sostituirlo con un’altra bevanda che di quel Soma primitivo era soltanto una figura[1]; tale ruolo fu svolto principalmente dal vino, e a ciò si riferisce, presso i Greci, una gran parte della leggenda di Dioniso[2].

domenica 20 aprile 2014

Lettera del Prete Gianni


Lettera del Prete Gianni
Una versione francese del Trecento della lettera del Prete Gianni
Trascrizione, traduzione e note di Dario Chioli 




VNG   DIEU
UN   DIO

VNGNE   FOY
UNA   FEDE
VNG   ROY
UN   RE

VNGNE   LOY  (*)
UNA   LEGGE (*)[1]

sabato 19 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. V - Il simbolismo del Graal

René Guénon
Il Re del Mondo

V - Il simbolismo del Graal

Abbiamo appena alluso ai «Cavalieri della Tavola Rotonda»; non sarà fuori luogo accennare qui al significato della «cerca del Graal» che, nelle leggende di origine celtica, è presentata come loro funzione principale; si fa così allusione, in tutte le tradizioni, a qualcosa che, a partire da una certa epoca, sarebbe andato perduto o nascosto: il Soma degli Indù, per esempio, o lo Haoma dei Persiani, la «bevanda d’immortalità» che ha appunto un rapporto molto diretto col Graal poiché questo, si dice, è il vaso sacro che contiene il sangue di Cristo, anch’esso «bevanda d’immortalità».

venerdì 18 aprile 2014

Alberto De Luca, L'altruismo divino nella futuwwa




Alberto De Luca 
L'altruismo divino che si cela dietro il cavaliere: la futuwwa


«... come, infatti, potete, stimolati, giungere a formulare la verità, se essa non vivesse, in embrione, celata nel profondo del cuore?». (S. Boezio)[1]

«... Erano giovani (fityân) che credevano nel loro Signore e Noi li rafforzammo sulla retta via;». (Cor., XVIII, 13)

«Non è forse venuto, per quelli che credono, il momento di sottomettere umilmente i loro cuori?». (Cor., LVII, 16)

giovedì 17 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. IV - Le tre funzioni supreme

René Guénon
Il Re del Mondo
 

IV - Le tre funzioni supreme

Secondo Saint-Yves, il capo supremo dell’Agarttha porta il titolo di Brahâtmâ (sarebbe più corretto scrivere Brahmâtmâ), «supporto delle anime nello Spirito di Dio»; i suoi due coadiutori sono il Mahâtmâ, «rappresentante dell’Anima universale» e il Mahânga, «simbolo di tutta l’organizzazione materiale del Cosmo»[1]: questa è la divisione gerarchica che le dottrine occidentali rappresentano mediante il ternario «spirito, anima, corpo», e che è applicata qui secondo l’analogia costitutiva del Macrocosmo e del Microcosmo.

mercoledì 16 aprile 2014

Giorgio Manara, Vivere il nostro tempo


Giorgio Manara
Vivere il nostro tempo

Rivista di Studi Tradizionali, n° 3 

Che cosa significa vivere il nostro tempo? Intendendo questa espressione nel suo significato più letterale ed immediato, non vi è dubbio che ogni essere soggetto alla condizione temporale vive il proprio tempo, cioè compie le proprie possibilità corrispondenti momento per momento a quella condizione.

martedì 15 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. III - La «Shekinah» e «Metatron»

René Guénon
Il Re del Mondo 

III - La «Shekinah» e «Metatron» 

Vi sono spiriti timorosi, la cui capacità di comprendere è stranamente limitata da idee preconcette, i quali sono rimasti turbati dalla denominazione stessa di «Re del Mondo», che hanno subito avvicinato a quella del Princeps hujus mundi di cui si parla nel Vangelo.

lunedì 14 aprile 2014

Muhammad Hassan Chadli, Shaykh Salâma Râdî

Muhammad Hassan Chadli
Shaykh Salâma Râdî* 

Secondo lo Sheikh Abdel Halim Mahmoud, René Guénon “è fra coloro che hanno preso il Patto iniziatico shâdhilita (al-‘ahd ash-shâdhili).

domenica 13 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. II - Regalità e pontificato

René Guénon
Il Re del Mondo

II - Regalità e pontificato 

Il titolo di «Re del Mondo», inteso nella sua accezione più elevata, più completa e insieme più rigorosa, viene attribuito propriamente a Manu, il Legislatore primordiale e universale il cui nome si ritrova, sotto forme diverse, presso numerosi popoli antichi; ricordiamo soltanto, a questo proposito, il Mina o Menes degli Egizi, il Menw dei Celti e il Minosse dei Greci[1].

sabato 12 aprile 2014

René Guénon, Lettera à Vasile Lovinescu - 19 Agosto 1934

René Guénon
Lettera à Vasile Lovinescu

Il Cairo, 19 Agosto 1934

Signore,
Mi scuso per non aver potuto rispondere subito alla vostra  lettera; ho sempre un’enorme corrispondenza in ritardo... Mi avete detto d’esser stato in villeggiatura fino al 1 Agosto e la vostra lettera mi è pervenuta dopo questa data; ritengo dunque sia preferibile, in ogni caso, mandarvi la mia a Bucarest. Credevo proprio, dopo quel che m’avete fatto sapere, che, per la traduzione de La crise du monde moderne, le cose si sarebbero potute sistemare solo dopo il ritorno del vostro editore. D’altronde, è quasi sempre così, in questa stagione; non si può far nulla in questo periodo di vacanze durante il quale quasi tutti si assentano più o meno.

venerdì 11 aprile 2014

René Guénon, Il Re del Mondo. I - Nozioni sull’«Agarttha» in Occidente

René Guénon
Il Re del Mondo

I - Nozioni sull’«Agarttha» in Occidente

L’opera postuma di Saint-Yves d’Alveydre intitolata Mission de l’Inde, pubblicata nel 1910,[1] contiene la descrizione di un centro iniziatico misterioso indicato col nome di Agarttha; fra i lettori di quel libro, molti probabilmente pensarono che si trattasse solo di un racconto del tutto immaginario, una sorta di finzione priva di qualsiasi fondamento reale.

giovedì 10 aprile 2014

A.K. Coomaraswamy, Evoluzione e Reincarnazione


A.K. Coomaraswamy
Evoluzione e Reincarnazione 

I cosiddetti conflitti tra religione e scienza derivano per la maggior parte da reciproca incomprensione dei rispettivi termini e sfere d'azione. Cominciando da queste ultime: l'una si interessa al perché delle cose, l'altra al come; l'una a cose impalpabili, l'altra a cose che possono essere misurate, sia direttamente sia indirettamente.

mercoledì 9 aprile 2014

Shankarâchârya, Il sacro spregio del non-sé - Anatmasrivigarhana

Shankarâchârya
Anatmasrivigarhana
Il sacro spregio del non-sé

Si ottiene un sapere eminente, e poi?
Si diventa ricchi e potenti, e poi?
Ci si diverte con una bella donna, e poi?
Certo, non è così che il Sé è percepito.

martedì 8 aprile 2014

Ibn ‘Atâ' Allâh, Colloquio mistico


Ibn ‘Atâ' Allâh
Colloquio mistico

Ibn ‘Atâ' Allâh - Dio si compiaccia di lui - disse:

1. Mio Dio, io povero nella mia ricchezza, come potrei non essere povero nella mia povertà? Mio Dio, io ignorante nella mia scienza, come potrei non essere ignorante nella mia ignoranza?

lunedì 7 aprile 2014

A.K. Coomaraswamy, Nirukta = Hermeneia*

A.K. Coomaraswamy
Nirukta = Hermeneia*

 

Sono ben note a ogni studioso dei testi vedici quelle che l'erudizione moderna designa come «etimologie popolari». A mo' d'esempio si può citare la Chandogya-Upanishad (VIII, 3,3): «In verità, quest'Atmâ è dentro il cuore[1] (êsha âtmâ hridy)».

domenica 6 aprile 2014

René Guénon, Scritti sull’esoterismo islamico e il Taoismo - Appendice. Recensioni sull’esoterismo islamico e il Taoismo

René Guénon
Scritti sull’esoterismo islamico e il Taoismo

Appendice. Recensioni sull’esoterismo islamico

Libri

W.B. Seabrook, Aventures en Arabie, Gallimard, Paris, 1934.
Questo libro, come gli altri dello stesso autore tradotti in precedenza (L’Île magique e Les Secrets de la jungle), si distingue per qualità dai consueti «racconti di viaggio», senza dubbio perché qui abbiamo a che fare con qualcuno che non si porta appresso ovunque vada idee preconcette e, soprattutto, non è affatto persuaso che gli Occidentali siano superiori a tutti gli altri popoli. Certo, talvolta vi sono delle ingenuità, singolari stupori di fronte a cose molto semplici ed elementari, ma questo ci sembra, tutto sommato, una garanzia di sincerità.

sabato 5 aprile 2014

Poema Regius

*Originale e riproduzione della prima pagina del manoscritto del Poema Regius
Poema Regius (ca. 1390)
Il più antico documento massonico (in fondo a l testo una breve postfazione e il testo in inglese antico)

Qui cominciano le costituzioni dell’arte Della geometria secondo Euclide.

Chiunque saprà bene leggere e vedere
Potrà trovarle scritte nell’antico libro
Di grandi signori ed anche di signore

Che ebbero molti figli insieme, con certezza.
E non avevano rendite per mantenerli.
Né in città, né in campagna, né in boschi recinti;

Essi presero insieme una decisione
Di stabilire per la salvezza di questi fanciulli
Come essi potessero meglio sopportare la vita

Senza grandi malattie, affanni e lotte
E, principalmente, per la moltitudine dei figli
Che sarebbe venuta dopo la fine loro.

venerdì 4 aprile 2014

René Guénon, Scritti sull’esoterismo islamico e il Taoismo - Cap. X - Taoismo e Confucianesimo

René Guénon
Scritti sull’esoterismo islamico e il Taoismo

Cap. X - Taoismo e Confucianesimo[1]

I popoli antichi, per la maggior parte, non si sono gran che preoccupati di stabilire una cronologia rigorosa per la loro storia; alcuni poi si servirono, almeno per i tempi più remoti, soltanto di numeri simbolici, che non è possibile scambiare per date nel senso consueto e letterale del termine senza commettere un grave errore. Sotto questo aspetto i Cinesi costituiscono un’eccezione abbastanza notevole: essi sono forse l’unico popolo che si sia costantemente preoccupato, fin dall’origine della sua tradizione, di datare gli annali in base a osservazioni astronomiche accurate, che comportavano la descrizione delle condizioni celesti al momento del prodursi degli avvenimenti di cui è stato conservato il ricordo.

mercoledì 2 aprile 2014

René Guénon, Scritti sull’esoterismo islamico e il Taoismo - Cap. IX - Creazione e manifestazione


René Guénon
Scritti sull’esoterismo islamico e il Taoismo

Cap. IX - Creazione e manifestazione[1]

In diverse occasioni abbiamo fatto notare che l’idea di «creazione», a volerla intendere in senso proprio e restrittivamente, senza attribuirle un’estensione più o meno arbitraria, si incontra in realtà soltanto in tradizioni appartenenti a un’unica linea, quella costituita dal Giudaismo, dal Cristianesimo e dall’Islam; poiché questa è la linea delle forme tradizionali che possono essere dette specificamente religiose, se ne deve concludere che esiste un nesso diretto fra questa idea e il punto di vista religioso medesimo. In ogni altro contesto, il termine «creazione», se proprio lo si vuole usare in certi casi, non potrà che rendere in modo alquanto inesatto un’idea diversa, per la quale sarebbe assai preferibile trovare un’altra espressione; del resto, molto spesso quest’uso non è che il risultato di una di quelle confusioni o false assimilazioni che nascono in gran numero in Occidente su tutto ciò che si riferisce alle dottrine orientali.

martedì 1 aprile 2014

Ash-Sha'rânî, «Sul Maestro»


Ash-Sha'rânî
«Sul Maestro»[1]

Prima di frequentare questi shuyukh[2] non ero convinto che l'uomo ha bisogno di un maestro e dicevo “per seguire la strada che porta alla presenza di Dio, basta agire secondo la Legge che abbiamo in mano”, come fa chi non appartiene al sufismo.