"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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venerdì 28 febbraio 2014

René Guénon, La crisi del mondo moderno. Cap. 1 - L'età oscura

René Guénon
La crisi del mondo moderno

Cap. 1 - L'età oscura

La dottrina indù insegna che la durata di un ciclo umano, a cui dà il nome di Manvantara, si suddivide in quattro età, le quali segnano altrettante fasi di un oscuramento graduale della spiritualità primordiale; e si tratta degli stessi periodi che le tradizioni dell’antico Occidente indicavano come le età dell’oro, dell’argento, del bronzo e del ferro. Attualmente, noi ci troviamo nella quarta età, il Kali-Yuga o «età oscura», e si dice che ci troviamo in essa da più di seimila anni, vale a dire da un’epoca di molto anteriore a tutte quelle conosciute dalla storia «classica».

giovedì 27 febbraio 2014

Michel Vâlsan, L’Islam e la funzione di René Guénon

Michel Vâlsan
L’Islam e la funzione di René Guénon[1]

Dì: O gente del Libro! Elevatevi fino ad una Parola egualmente valida per noi e per voi: che noi non adoriamo se non Allàh, che noi non Gli associamo nulla, che noi non prendiamo fra noi alcuni come signori all’infuori di Allâh.[2]

Avendo la morte di René Guénon attratto l’attenzione pubblica su suo caso spirituale, molti sono rimasti stupiti nell’apprendere in quella occasione che egli fosse musulmano. Nei suoi libri, niente indicava un tale collegamento tradizionale; inoltre, il posto che diede all’Islam nei suoi studi fu, in confronto a quello che vi trovano l’Induismo o il Taoismo, abbastanza ristretto, malgrado i frequenti riferimenti che egli fa alla metafisica e all’esoterismo islamici.

mercoledì 26 febbraio 2014

René Guénon, La crisi del mondo moderno. Prefazione dell'Autore

René Guénon
La crisi del mondo moderno*

Prefazione dell’Autore
Cap. I - L’età oscura
Cap. II - L’opposizione fra Oriente e Occidente
Cap. III - Conoscenza e azione
Cap. IV - Scienza sacra e scienza profana
Cap. V - L’individualismo
Cap. VI - Il caos sociale
Cap. VII - Una civiltà materiale
Cap. VIII - L’invasione occidentale
Cap. IX - Qualche conclusione

Prefazione dell'Autore

Alcuni anni fa, scrivendo Oriente e Occidente, pensavamo di aver fornito tutte le indicazioni utili relative all’argomento trattato, almeno per quel momento[1].

martedì 25 febbraio 2014

Giovanni Ponte, Autolimitazioni

Giovanni Ponte
Autolimitazioni

Rivista di Studi Tradizionali n° 49

Vi è una constatazione sulla quale può essere utile riflettere: nei casi piuttosto rari di persone che esprimono un’aspirazione alla realizzazione spirituale (nel senso sopra-individuale che cercammo di indicare recentemente[1], tale aspirazione si accompagna di solito assai strettamente ad attitudini e mentalità che ne neutralizzano più o meno completamente la portata e le possibilità di sviluppo, per lo meno fino a quando si giunga a una loro rettificazione, certo non sempre facile. 

lunedì 24 febbraio 2014

Meister Eckhart, Dell'uomo nobile

Meister Eckhart
Dell'uomo nobile

Nostro Signore dice nel Vangelo: Un uomo nobile partì per un paese lontano per ottenere un regno, e poi tornò.

domenica 23 febbraio 2014

René Guénon, Interventi di René Guénon pubblicati sulla rivista «The Speculative Mason»

René Guénon
Interventi pubblicati sulla rivista
«The Speculative Mason»

A partire dal 1935 fino al 1940 René Guénon rispose alle domande di alcuni lettori sulla rivista The Speculative Mason nella rubrica «Notes and Queries». Le risposte sono siglate A.W.Y. iniziali del nome arabo di René Guénon Abd al-Wâhid Yahyâ.

sabato 22 febbraio 2014

Denis Grill, Non c'è parola nell'Universo che non proclami la Sua lode.


Denis Gril 
“Non c’è parola nell’universo che non proclami la Sua Lode”

Introduzione: il ciclo della lode
La lode è al tempo stesso l'inizio e la fine dell’esistenza e la principale ragione d’essere dell’universo. 
«Quando» si comincia un pasto «diciamo» bismillâh (“In nome di Dio”) «e quando lo finiamo diciamo» al-hamdu li-Llâh (“La lode è a Dio”).

venerdì 21 febbraio 2014

Denys Roman, Pitagorismo e Massoneria

Denys Roman
Pitagorismo e Massoneria[1] 

Tra le molteplici organizzazioni iniziatiche di cui la Massoneria rivendica l’eredità, una delle più frequentemente citate è l’Ordine Pitagorico. Si sa che la ragione di tale pretesa è la presenza, nel simbolismo massonico, di emblemi utilizzati dai discepoli del maestro di Samo: tra questi, quelli più comunemente citati sono la stella a cinque punte per quanto riguarda la Massoneria latina e il gioiello di Past Master per quanto riguarda quella di lingua inglese. Quest’ultimo gioiello riunisce in realtà due simboli pitagorici importanti: da una parte raffigura la dimostrazione grafica del teorema sul quadrato dell’ipotenusa, e dall’altra questa dimostrazione viene fatta con l’ausilio del triangolo 3-4-5[2], di cui è nota l’importanza nel Pitagorismo. 
Beninteso, il fatto che il pentagono stellato non sia necessariamente associato al nome di Pitagora, e che molti dei Massoni latini ignorino perfino che il tracciato di questa figura costituisse il segno di riconoscimento dei Pitagorici, mentre, al contrario, il teorema sul quadrato dell’ipotenusa è universalmente conosciuto sotto il nome di teorema di Pitagora, questo fatto, dicevamo, ha portato alla conseguenza che la Massoneria anglosassone ha mantenuto molto più vivo il ricordo della sua connessione con il Pitagorismo di quanto non abbia fatto la Massoneria latina. La cosa era loro del resto facilitata, perché alcuni degli antichi documenti chiamati Old Charges fanno espressamente menzione di Pitagora come di colui che ha introdotto la Massoneria in Europa. - Eppure, è un Massone italiano oggi deceduto, Arturo Reghini, che ha pubblicato, sui rapporti tra Massoneria e Pitagorismo, la sola opera di valore di cui abbiamo avuto conoscenza[3]

giovedì 20 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, Conclusione e Aggiunta

René Guénon
Oriente e Occidente

Conclusione
 

Potremmo anche fare a meno di aggiungere, all’esposizione che precede, una conclusione che ci sembra possa desumersene abbastanza facilmente, e nella quale non potremmo far altro che ripetere, in forma più o meno riassuntiva, un certo numero delle considerazioni che abbiamo già sviluppato con insistenza sufficiente a farne comprendere tutta l’importanza.

mercoledì 19 febbraio 2014

A. K. Coomaraswamy, La Vergine che allatta San Bernardo


A. K. Coomaraswamy 
La Vergine che allatta San Bernardo

Studi in Religione Comparata, Vol. 4, n° 3.

Millard Meiss in un articolo di sulla Madonna dell’Umiltà pubblicato nel Bollettino dell’Arte, XVIII (1936), descrive nelle pagine 460-461, un dipinto di Maiorca che nel secolo decimo quarto che, secondo la leggenda, raffigura San Bernardo inginocchiato davanti alla Vergine (una statua della Madonna del Latte) che “viene alla vita” bevendo il suo latte».

martedì 18 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, II-IV Intesa e non fusione

René Guénon
Oriente e Occidente

Parte seconda
Possibilità di riavvicinamento

IV
Intesa e non fusione

Tutte le civiltà orientali, nonostante la grande differenza di forme che rivestono, sono comparabili fra di loro, perché hanno tutte un carattere essenzialmente tradizionale; ogni tradizione ha la sua espressione e le sue modalità proprie, ma dovunque vi sia tradizione, nel senso vero e profondo della parola, necessariamente vi è accordo sui principi.

lunedì 17 febbraio 2014

Ermete Trismegisto, Tavola di Smeraldo

Ermete Trismegisto (Hermes Trismegistos)
Tavola Smeraldina (Tabula Smaragdina) o Tavola di Smeraldo
Con il commento di Titus Burckhardt

domenica 16 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, II-III Costituzione e compito dell’élite

René Guénon
Oriente e Occidente

Parte seconda
Possibilità di riavvicinamento

III
Costituzione e compito dell’élite

Nelle pagine che precedono abbiamo già parlato a diverse riprese di quella che chiamiamo l’élite intellettuale; pensiamo che non sia stato difficile capire come quest’ultima non abbia per noi niente in comune con ciò che nell’Occidente attuale va talvolta sotto il medesimo nome.

sabato 15 febbraio 2014

Indici Rivista di Studi Tradizionali



Indici della Rivista di Studi Tradizionali

venerdì 14 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, II-II L’accordo sui principi

René Guénon
Oriente e Occidente

Parte seconda
Possibilità di riavvicinamento

II
L’accordo sui principi

Quando si voglia parlare di principi ai nostri contemporanei, non si speri di riuscire a farsi capire senza difficoltà: la maggior parte di essi ignora nel modo più assoluto di cosa s’intenda parlare, o addirittura non ha il minimo sospetto che qualcosa di simile possa esistere; è vero che parlano anch’essi di «principi» (ne parlano anzi fin troppo), ma usano sempre questo termine in modo del tutto improprio.

mercoledì 12 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, II-I Tentativi infruttuosi

René Guénon
Oriente e Occidente

Parte seconda
Possibilità di riavvicinamento

I
Tentativi infruttuosi

Nel prospettare l’idea di un riavvicinamento tra Oriente e Occidente non abbiamo affatto la pretesa di dire una cosa del tutto nuova, il che d’altronde non è assolutamente necessario perché essa sia interessante; il desiderio di novità, il quale non è altro che bisogno di cambiamento, e la ricerca dell’originalità, conseguenza di un individualismo intellettuale che confina con l’anarchia, sono i caratteri propri della mentalità moderna, attraverso i quali si affermano le sue tendenze antitradizionali.

martedì 11 febbraio 2014

A.K. Coomaraswamy, Khwâja Khadir e la fonte della vita

A.K. Coomaraswamy,  
Khwâja Khadir e la fonte della vita, nella tradizione dell'arte persiana e moghul 

In India, il profeta, santo o divinità conosciuto con i nomi di Khwâja Khizr (Khadir), Pir Badar o Râja Kidâr, è oggetto di un culto popolare che ancora sopravvive, e che è comune sia fra i Musulmani sia fra gli Indù.

lunedì 10 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, I-IV Terrori immaginari e pericoli reali

René Guénon
Oriente e Occidente 

Parte prima
Illusioni occidentali 

IV
Terrori immaginari e pericoli reali

Nonostante la grande stima che hanno di se stessi e della propria civiltà, gli Occidentali sentono che il loro dominio sul resto del mondo, per essere alla mercé di avvenimenti che essi non possono prevedere, né, a maggior ragione, impedire, è lungi dall’essere assicurato in modo definitivo.

domenica 9 febbraio 2014

Mandukya Upanishad

Mandukya Upanishad 

Proponiamo di seguito tre differenti traduzioni  di questa Upanishad.

***

1. Harih OM! Questo monosillabo è il Tutto. Questa ne è una spiegazione: ciò che fu, ciò che è, ciò che sarà, tutto è veramente Omkara[1]; e ciò che non è sottoposto al triplice tempo[2] è pure veramente Omkara.

sabato 8 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, I-III La superstizione della vita

René Guénon
Oriente e Occidente 

Parte prima 
Illusioni occidentali

III
La superstizione della vita

Fra le altre cose, gli Occidentali rimproverano spesso alle civiltà orientali il loro carattere di fissità e di stabilità, il quale appare loro come la negazione del progresso; che tale esso sia effettivamente noi riconosciamo volentieri, sennonché, per vedere in questo carattere un difetto bisogna credere nel progresso.

venerdì 7 febbraio 2014

Giovanni Ponte, Importanza della volontà


Giovanni Ponte
Importanza della volontà 

Rivista di Studi Tradizionali n° 44

Vi è comunemente, negli uomini, la coscienza di possedere una propria volontà che dirige le loro azioni, sia pure entro i limiti piu o meno ristretti delle loro mutevoli possibilità.

giovedì 6 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, I-II La superstizione della scienza

René Guénon
Oriente e Occidente

Parte prima 
Illusioni occidentali

II
La superstizione della scienza

La civiltà occidentale ha, fra le altre pretese, quella di essere essenzialmente «scientifica»; sarebbe opportuno precisare meglio che cosa s’intenda con tale parola, ma di fatto questo generalmente non si fa, poiché essa è una di quelle a cui i nostri contemporanei sembrano annettere una sorta di potere misterioso, indipendentemente dal loro significato.

mercoledì 5 febbraio 2014

René Guénon, Recensione, «La fine dei tempi»


René Guénon
Recensione, «La fine dei tempi»*

René Guénon, recensione della rivista Le Symbolisme (n° di settembre 1946), pubblicata in Études Traditionnelles, aprile-maggio 1947*

“Nel numero di settembre, Jules Boucher parla De l’Initiation (Dell’Iniziazione), in un articolo che esprime uno spiacevole pessimismo; sicuramente, non si ha torto nel denunciare i misfatti del razionalismo e nel deplorare la banalità di certe «speculazioni» che non hanno niente di iniziatico; ma sembra che l’autore disconosca totalmente il valore proprio dell’iniziazione virtuale, e conclude così: «È possibile opporsi alla decadenza della Massoneria? Per farlo, occorrerebbe ritrovare la «Parola perduta», e ci sembra proprio che questa Parola (questo Verbo iniziatico) sia ormai definitivamente perduta».

martedì 4 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, I-I Civiltà e progresso

René Guénon
Oriente e Occidente


Parte prima
Illusioni occidentali

I
Civiltà e progresso

La civiltà occidentale moderna appare nella storia come una vera e propria anomalia; fra tutte quelle che sono più o meno completamente conosciute, questa civiltà è la sola a essersi sviluppata in un senso puramente materiale, e questo sviluppo mostruoso, il cui inizio coincide con quello che si è convenuto chiamare Rinascimento, è stato accompagnato, come fatalmente doveva, da una regressione intellettuale corrispondente; se non diciamo equivalente, è perché si tratta di due ordini di cose tra i quali non può esistere nessuna misura comune.

lunedì 3 febbraio 2014

Avadhût Gîta

Avadhût Gîta*

Capitolo I

1 Sri Avadhûta Dattatreya disse: è solo per la grazia del Signore se un'anima o due aspirano all'unione con Lui, sfuggendo a seri pericoli.

domenica 2 febbraio 2014

René Guénon, Oriente e Occidente, Premessa

René Guénon
Oriente e Occidente

Sommario:
Premessa


Parte prima - Illusioni occidentali

I. Civiltà e progresso

II. La superstizione della scienza
III. La superstizione della vita

IV. Terrori immaginari e pericoli reali

Parte seconda - Possibilità di riavvicinamento

I. Tentativi infruttuosi

II. L’accordo sui principi

III. Costituzione e compito dell’élite

IV. Intesa e non fusione
Conclusione

Premessa

Rudyard Kipling scrisse un giorno queste parole: «East is East and West is West, and never the twain shall meet, L’Oriente è l’Oriente e l’Occidente è l’Occidente, e i due mai s’incontreranno».

sabato 1 febbraio 2014

Ibn 'Arabî, La nozione di «Haqîqah»

Ibn 'Arabî
La nozione di «Haqîqah»
(la Verità essenziale)

(Al-Futûhât al-Makkiyyah, Cap. 263)

La Haqîqah è rimozione delle tracce dei tuoi attributi su di te per mezzo dei Suoi Attributi, in quanto è Egli che agisce attraverso te, in te e da te, e non tu: “Non c’è creatura [essere in movimento: dâbbat] che Egli non tenga per il ciuffo frontale” (Corano 11:56).