"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"
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domenica 20 giugno 2021

Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī, Discriminazione tra Kāma e Mumukṣā (Kāma mumukṣā viveka)

Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī
Discriminazione tra Kāma e Mumukā (Kāma mumukā viveka)

In ogni jīva c’è il desiderio naturale di essere felice. Infatti i desideri del jīva da realizzare in questa vita o nell’aldilà non sono motivati da nulla di diverso dal desiderio di mokṣa.

domenica 5 luglio 2020

Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī, Vedānta vicāra sullo stato di sogno (svapnāvasthā vicāra)

Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī
Vedānta vicāra sullo stato di sogno (svapnāvasthā vicāra)[1]

Per il soggetto (viṣayin), il mondo (prapañca) è oggetto (viṣaya) d’indagine e di esperienza. Con mondo s’intende la totalità dei cinque elementi (adhibhūta) che danno realtà al sole, alla luna, alle stelle, alla nostra terra (bhūmi), nonché a tutti gli avvenimenti che si possono osservare con i cinque sensi mentre si sviluppano nelle coordinate di tempo e spazio. 

mercoledì 25 marzo 2020

Śrī Śrī Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī, L’autentica dottrina di Śaṃkara sull’avidyā - Avidyā Śaṃkara Siddhānta. Prefazione & Premessa.

Śrī Śrī Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī
L’autentica dottrina di Śaṃkara sull’avidyā - Avidyā Śaṃkara Siddhānta

Maitreyī, Prefazione del Curatore
Tra le numerose opere di Parama Pūjya Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī, il testo intitolato Śaṃkara Siddhānta[1] si distingue per lo scopo mirato a fare chiarezza tra le dottrine delle scuole post-śaṃkariane[2] e quelle ascrivibili con certezza a Śaṃkarācārya Bhagavatpāda.

mercoledì 16 gennaio 2019

Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī, Commento a Bhagavad Gītā, II.57-61

Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī
Commento a Bhagavad Gītā, II.57-61[1]
Colui che è senza attaccamento, che non si rallegra quando ottiene il bene né si lamenta quando ottiene il male, è fermamente fissato nella perfetta conoscenza.Colui che è in grado di ritirare dagli oggetti dei sensi le sue facoltà di sensazione, come la tartaruga ritrae le sue membra nel guscio, deve essere considerato incrollabilmente stabilito nella conoscenza.

giovedì 29 novembre 2018

Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī, Commento a Bhagavad Gītā II.23-25

Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī
Commento a Bhagavad Gītā II.23-25
[1]

La Bhagavad Gītā, a proposito dell’Ātman, afferma che:
Le lame non lo tagliano, il fuoco non lo brucia, l’acqua non lo scioglie, il vento non lo dissecca e lo polverizza (śoṣayati).Non può essere tagliato, non può essere bruciato, non può essere sciolto né disseccato perché è eterno, onnipervadente, immutabile, immobile, sempre uguale.Esso è non manifestato (avyakta), perciò è detto inconcepibile e immutabile. Se conosci ciò non devi preoccuparti del corpo.[2]