Discriminazione tra Kāma e Mumukṣā (Kāma mumukṣā viveka)
In ogni jīva c’è il desiderio naturale di essere felice. Infatti i
desideri del jīva da realizzare in questa vita
o nell’aldilà non sono motivati da nulla di diverso dal desiderio di mokṣa.
Colui che è senza attaccamento, che non si rallegra quando ottiene il bene né si lamenta quando ottiene il male, è fermamente fissato nella perfetta conoscenza.Colui che è in grado di ritirare dagli oggetti dei sensi le sue facoltà di sensazione, come la tartaruga ritrae le sue membra nel guscio, deve essere considerato incrollabilmente stabilito nella conoscenza.
Le lame non lo tagliano, il fuoco non lo brucia, l’acqua non lo scioglie, il vento non lo dissecca e lo polverizza (śoṣayati).Non può essere tagliato, non può essere bruciato, non può essere sciolto né disseccato perché è eterno, onnipervadente, immutabile, immobile, sempre uguale.Esso è non manifestato (avyakta), perciò è detto inconcepibile e immutabile. Se conosci ciò non devi preoccuparti del corpo.[2]