"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

giovedì 23 febbraio 2017

ʿAbd al-Qâdir al-Jîlânî, Coloro che seguono la Via

ʿAbd al-Qâdir al-Jîlânî

Coloro che seguono la Via

(Da: «Il Segreto dei Segreti»

Le Genti della Via mistica (ahl al-tasauwwf) si suddividono in due gruppi.

Il primo è quello dei Sunniti: costoro seguono i precetti del sacro Corano e le pratiche e le norme derivate dal comportamento e dalle parole del Profeta ne adottano il modello nel modo di esprimersi, di agire, di pensare e nei sentimenti; costoro seguono inoltre il significato interiore della religione, cercando di comprenderlo e di applicarlo, non di seguire ciecamente.

Costituiscono le 'Genti della Sunna e della Comunità ortodossa' (ahl al-sunnah wa al-jama'). Ad alcuni di costoro è stato promesso il paradiso senza che debbano rendere conto delle loro azioni nel giorno dell'ultimo Giudizio, altri invece dovranno sopportarne qualche terrore prima di entrare nel Giardino. Altri ancora, invece, dovranno trascorrere un breve periodo nell'Inferno per purificarsi dai peccati prima di entrare nel Paradiso. Nessuno, tuttavia, gusterà il Fuoco eterno. Quest'ultimo è riservato esclusivamente ai non credenti ed agli ipocriti.

Il secondo gruppo è costituito dagli eretici. Il Profeta ci ha ammoniti: «Voi, come i Figli d'Israele prima di voi, come la comunità dei Cristiani, vi dividerete separandovi gli uni dagli altri.

Come quelli hanno inventato e distorto, voi pure fabbricherete eresie. Col tempo, nell'eresia, nell'opposizione e nel peccato, diventerete simili a loro e farete le cose che quelli han fatto. Se fossero andati nella tana d'una serpe velenosa, voi li seguireste.

Sappiate che i Figli d'Israele si divideranno in settantun sette.

Tutte sono nell'errore tranne una. Quanto ai Cristiani si sono divisi in settantadue sette, e pure quelle sono tutte in errore ad eccezione di una. Temo che la mia gente si dividerà in settantatre sette.

Ciò sarà causato dal fatto di cambiare il giusto in errore e l'illecito in lecito in base al loro giudizio individuale per i propri fini e vantaggi. Tranne una, tutte queste sette sono destinate all'Inferno, e quell'unico gruppo sarà salvo.» Quando gli venne chiesto chi fossero coloro che si salvano, rispose: «quelli che seguono il mio credo e le mie azioni e quelle dei miei Compagni.»

Le seguenti sono alcune delle vie eretiche che pretendono invece essere delle Vie esoteriche ortodosse.

Gli 'Incarnazionisti' (hululiyyah), che sostengono essere lecito guardare un bel giovane o un bel volto, si tratti di uomo o donna, chiunque esso sia, anche se sono le mogli o i mariti, le figlie o le sorelle di altri. Costoro si comportano promiscuamente e danzano assieme, cosa che è chiaramente contro i precetti dell'Islam e la conservazione, l'onore e la decenza delle sue leggi. 

Vi sono anche degli Incarnazionisti che cercano la trance estatica per mezzo di canti, movimenti, grida e battiti di mani. Essi sostengono che i loro shaykh sono in uno stato tale daporsi al di sopra ed al di là delle giurisdizioni della Legge religiosa. Certamente questo atteggiamento non corrisponde affatto al comportamento dell'Amato di Dio che, in ogni circostanza, si conformava alla Legge rivelata.

Gli Awliya'iyya pretendono trovarsi in uno stato di prossimità divina ed affermano che tutti gli obblighi religiosi cessano di gravare sul servitore che si trova nella vicinanza di Dio. Sostengono inoltre che il wali, ovvero colui che gode della prossimità a Dio, diviene Suo amico e pertanto è superiore ad un profeta, adducendo il fatto che la conoscenza è pervenuta all'Inviato di Dio attraverso Gabriele - su di lui la Pace! - mentre il wali ottiene la conoscenza divina senza intermediari. L'erronea concezione del loro stato e di quello che si attribuiscono è il loro maggior peccato, tale da distruggerli e portarli all'eresia ed alla miscredenza.

Gli Shamurìniyya credono che la parola è eterna, e che chiunque la pronunci è perciò stesso emancipato dagli obblighi della Legge. Costoro non hanno alcuna considerazione per il lecito e l'illecito; nei loro rituali impiegano strumenti musicali e non separano gli uomini dalle donne, non vedendo alcuna differenza tra i due sessi. Non sono altro che un'incorreggibile banda di infedeli.

Gli Hubbiyya dicono che quando un uomo raggiunge il grado dell'amore, diviene libero dall'osservanza degli obblighi religiosi. Essi non coprono le loro parti intime.

Gli Hùriyya, al pari degli Hàliyya, mediante grida, canti e battiti di mani cercano di provocare artificialmente uno stato di trance, ed affermano, durante questi stati, di avere degli amplessi con le Huri; quando rientrano dallo stato di trance fanno un'abluzione totale. Le loro stesse menzogne li distruggono.

Gli Ibàhiyya si rifiutano di proporre le opere meritorie e proibire quelle malvagie. Al contrario, ritengono lecito l'illecito. Questa concezione l'applicano anche alle donne; per loro agli uomini sono lecite tutte le donne.

I Mutajàhiliyya si fanno della pigrizia un principio e vanno ad elemosinare di porta in porta il loro sostentamento. Affermano di abbandonare così le cose mondane e marciscono nella loro pigrizia.

I Mutajàhiliyya si fingono ignoranti abbigliandosi di proposito con ostentaziane, cercando di apparire e di comportarsi come i non credenti, mentre l'Altissimo ha detto: «Non propendere verso i fuorviati» (Cor,, XL,1fi); ed il Profeta ha detto: «Chiunque cerca di apparire come un popolo qualunque, è considerato come facente parte di quello.»

Gli Wàfiqiyya affermano che soltanto Dio è in grado di conoscere Dio, abbandonando perciò la Via della ricerca della Verità, e la loro consapevole ignoranza li porta alla distruzione.

Gli Ilhamiyya si basano sull'ispirazione, abbandonano la scienza religiosa, proibiscono lo studio, e dicono che il Corano è per loro un velo mentre la musa poetica è il loro Corano. Hanno perciò abbandonato Corano e preghiere, insegnando ai figli, al loro posto, la poesia.

Le guide ed i maestri della Via sunnita affermano che i Compagni appartenevano alla categorta delle 'Genti dell'attrazione estatica' (ahl al-jadbah) in virtù della potenza spirituale che emanava dalla presenza del Profeta. Nelle epoche successive questo grado spirituale passò, dopo Ali, agli eredi spirituali della Via che porta alla Verità, i quali si divisero poi in molte catene iniziatiche.

Si divisero in così tante branche che la saggezza e l'energia si indebolirono disperdendosi. In molti casi tutto quel che rimase fu solo l'apparenza agghindata con le vesti della maestria spirituale, senza alcuna realtà all'interno. Ma perfino in quello stato, ormai vuoto di significato, continuarono a moltiplicarsi e a dividersi, fino a diventare pura eresia. Alcuni divennero Qalandari, mendicanti erranti, altri Haydari e pretesero essere degli eroi, altri ancora si denominarono Adhami, pretendendo rifarsi a Ibrahìm Adham, che aveva abbandonato il potere temporale di questo mondo e ve ne sono molti altri ancora.

Ai giorni nostri, quelli che seguono la Via della Verità in conformità alla Legge rivelata sono meno che pochi. I veri seguaci di questa via sono noti in base a due segni distintivi. Il primo è di ordine esteriore e consiste nel vedere che la vita quotidiana del ricercatore è corroborata dalle norme e pratiche della religione. 

Il secondo, costituito da una percezione interiore, consiste nel vedere il modello a cui si ispira chi è sulla Via, quello che egli segue e da cui si fa guidare, e questi non è altri che il Profeta. Senza dubbio il suo spirito (ruhaniyyah al-nabi) è il solo intermediario, il mezzo tra il ricercatore e Dio. Un essere che si è santificato ed incorpora in se stesso l'eredità della spiritualità del Profeta può sostituirlo sostenendo il ricercatore con la sua presenza fisica.

Invero il maligno non può assume la forma del Profeta.

***

Bada, oh tu che cammini sulla Via che porta alla Verità, il cieco non può condurre un cieco! La tua vista dev'essere così attenta da saper discernere la più piccola particella di bene da quella più piccola di male.

Chi è in viaggio sul cammino che porta alla Verità dev'essere dotato d'intelligenza, discernimento e capacità intuitiva. Sono questi i suoi prerequisiti.

Dio dei servitori saggi e discriminanti ha creato
che abbandonano il mondo, dimora d'afflizioni.
La via del mare han preso, dove solo loro tormento son i marosi,
Dove le imbarcazioni per cavalcar l'onde son l'opere virtuose.

Il viaggiatore si trova sul cammino perché v'è un luogo a cui egli desidera pervenire. Tutta la sua attenzione è fissa essenzialmente sulla meta, tuttavia non può ignorare l'importanza dei preparativi per il viaggio. Quando si prepara deve badare a non farsi ingannare dall'attrazione delle apparenze, e non deve gravarsi d'eccessivo bagaglio, né scambiare le soste e le stazioni per la meta finale.

Le genti della Via affermano che gli atti appartengono a Colui che li ha creati. L'uomo non ne ha la piena responsabilità: nelle sue mani le azioni possono anche apparire diverse da quel che realmente sono. Dio ha detto:

«Nessuno è al sicuro dall'inganno di Dio eccetto coloro che hanno perso ogni cosa» (Cor., VII, 99),

Ciò è fondamentale su questa Via: lasciarsi alle spalle ogni bagaglio e dipendere esclusivamente ma senza farsi distrarre dalle tentazioni delle stazioni della Via. In una tradizione divina Dio ha detto:

«0h Muhammad, annuncia la buona novella ai peccatori che Io sono Colui che tutto perdona. Ma avverti anche coloro che sono realmente Miei e sono sinceri nel desiderio di Me, che Io sono il Più geloso [nei confronti di tutto quello che essi possono desiderare al di fuori di me].»

I miracoli che si possono manifestare tramite gli intimi di Dio e le stazioni spirituali che costoro realizzano sono reali; non di meno, perfino essi non sono al riparo dall'inganno di Dio e dal Suo metterli alla prova mediante l'incitamento al peccato; talvolta accade anche che sia loro accordato il successo quando iniziano a peccare, sicché ritengono di avere degli stati e di possedere dei carismi. Soltanto i profeti ed i loro miracoli sono esenti da questa prova. S'è detto che il timore di perdere la propria fede con l'ultimo respiro è la sola salvaguardia che la fede garantisce all'ultimo momento.

Hasan al-Basri - che Dio santifichi il suo segreto - era solito dire che chi è vicino a Dio, ha successo grazie al suo timore di Dio. In questi esseri il timore è più forte della speranza perché costoro conoscono il pericolo d'essere ingannati dalla natura umana. Queste illusioni trascinano l'uomo fuori dalla Via senza che questi ne sia neppure consapevole. Egli ha detto inoltre che l'uomo sano teme d'ammalarsi e le sue speranze sono poche, mentre l'ammalato non teme più d'ammalarsi e le sue speranze di star bene aumentano.

Il Profeta ha detto: «Se si potessero pesare il timore e la speranza del credente, si troverebbe che si equivalgono.» per Grazia divina, al nostro ultimo respiro Dio renda la speranza sul timore, secondo le parole stesse del Profeta «Tutta la mia gente emetterà il suo ultimo respiro con fiducia e speranza nella misericordia di Dio.» Poiché l'Altissimo ha promesso: «La Mia Misericordia abbraccia tutte le cose» (Cor., VII, 156) e, «La Mia Misericordia ha preceduto la Mia Collera.»

Dio è il Pieno di Compassione, il più Misericordioso dei misericordiosi, e l'uomo deve certamente far affidamento su ciò. Chi è in viaggio sul cammino verso la Verità deve tuttavia temere e rifuggire la Collera Divina e a tal fine è necessario che costui presenti all'Altissimo tutto quello che possiede, perfino il suo stesso essere, la sua esistenza, deponendolo ai Suoi piedi e cercando rifugio da Lui in Lui.

Oh ricercatore, cadi sulle ginocchia innanzi al tuo Signore! Spogliati del tuo essere materiale! Confessa e pentiti dei tuoi errori passati e rimani in attesa alla porta della Sua Misericordia senza più nulla, in completa indigenza! Se farai così, certamente sarai oggetto della Sua Grazia e riceverai la Sua Benedizione, la Sua Illuminazione, il Suo Amore e la Sua Compassione, e tutti i tuoi peccati ed impurità saranno dispersi lontano da te, poiché Egli è il Beneficente, il Compassionevole e Generoso, il Signore eterno e l'Onnipotente.

Preghiamo che la Grazia divina e la Pace scendano sul nostro signore il Profeta e la sua progenie, sui suoi Compagni e seguaci.

La lode appartiene interamente a Dio; noi lasciamo tutto nelle Sue mani.

Da: http://telegra.ph/Il-Segreto-dei-Segreti---Coloro-che-seguono-la-Via-02-05

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