"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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lunedì 22 maggio 2017

‘Abd Al-Karim Al-Jilî, Al-A’raf, La terra degli Svegliati

‘Abd Al-Karim Jilî
Al-A’raf, La terra degli Svegliati
Estratto dal «Kitâb al-insân al-kâmil»

Sappi - e Allâh ti aiuti in questa bisogna - che l’Immaginazione è il principio e la sorgente dell’esistenza; essa è l’essenza che racchiude la manifestazione dell'Adorato (zohûr al-Ma’bûd). Medita sulla tua fede personale in rapporto all'Essere divino. Non vedi che tale fede prende come supporto certi attributi e certi nomi che Esso comporta per lei?
Qual'è il luogo, qual'è l'organo di questa convinzione intima per mezzo della quale Allâh l'Altissimo si rivela a te? Tale luogo, tale organo è precisamente l'Immaginazione, ed è pronrio in ragione di ciò che noi affermiamo: l'Immaginazione è l'essenza nella quale riposa la manifestazione dell'Adorato. Quando tu abbia preso coscienza di questo, ti apparirà evidente che l'Immaginazione è principio e sorgente dell’intero universo, perchè l'Essere divino è esso stesso principio e sorgente di ogni cosa, e la più perfetta delle sue manifestazioni non può realizzarsi che in un ricettacolo che sia esso stesso origine e principio. È quindi certo che l'Immaginazione è principio e sorgente di tutti gli universi senza eccezione.
Ed ora, non sai che il Profeta ha detto che ciò che forma l'oggetto della percezione dei sensi è sogno, e che questo sogno è un’immaginazione? “Gli uomini sono imrnersi nel torpore” ha detto, “solo quando muoiono si risvegliano”.
Il che vuol significare: in quel momento si rivelano loro, nel loro senso vero, le realtà a cui hanno vissuto a fianco a fianco in questo mondo, e capiscono che allora stavano dormendo. Non che alla morte si produca il Risveglio integrale. Perché l'incoscienza nei confronti di Allâh grava tanto sugli abitanti del mondo intermediario (al-barzakh) quanto sugli uomini dell'Ultimo Giorno, tanto sugli abitanti dell'Inferno, quanto sugli abitanti del Paradiso, fino a che ad essi non si mostri l'Essere divino nella «regione delle dune», verso la quale capita agli abitanti del Paradiso di uscire ed allora di contemplare Allâh.
Quest'incoscienza è sonno. Il principio e la fonte di tutti gli universi è l'Immaginazione, tale è la ragione per cui l’Immaginazione lega tutti gli individui che si trovano in questi universi. Ogni comunità tra le comunità è legata all'immagine immaginata qualunque sia l'universo tra gli universi nella quale essa si trovi. Gli abitanti di questo mondo, per esempio, sono legati dall'immaginazione della vita quotidiana, o da quella della vita futura (volendosi assicurare l'una e l'altra). Ora, l'una e l'altra comportano l'incoscienza della compresenza reciproca con Allâh.
Per questa ragione si tratta di gente che dorme, mentre, al contrario, chi è compresente alla presenza divina è un Vegliante, un Risvegliato (un égrégoros); il suo grado di risveglio è funzione della sua conpresenza reciproca con Allâh.
A loro volta gli abitanti del mondo intermediario (al-barzakh) sono anch’essi degli addormentati, anche se il loro sonno è più leggero di quello di certa gente del nostro mondo.
Infatti essi sono completamente occupati da un tormento o da un godimento i quali sono allo stesso termpo qualcosa che è essi stessi, procede da loro stessi, e qualcosa nel quale essi sono immersi. Ora, anche questo è sonno, poiché comunque sono distratti ed incoscienti di Allâh. Così gli uomini dell'Ultimo Giorno, benché siano alla presenza di Allâh per la «resa dei conti», ciò nondimeno sono con il loro «rendimento dei conti» e non sono compresenti con Allâh.
Si tratta di sonno appunto perché è incoscienza. E ciò nonostante il loro sonno è più leggero di quello degli abitanti del mondo intermediario.
Ciò succede per gli abitanti del Paradiso e più ancora per gli abitanti dell'Inferno. I primi sono con la dolcezza che stanno provnndo; i secondi con il tormento.
Ed anche ciò è essere incoscienti di Allâh; di sonno si tratta, e non di stato di veglia. Ed ancora, tuttavia, il sonno degli abitanti del Parndiso è più leggero di quello degli uomini dell'Ultimo Giorno.
Così, per tutti, questo sonno è dunque come una legge di natura, nel senso che ognuno degli abitanti di tutti gli universi, pur essendo in un certo modo compresente con l'Essere divino in quanto tale, poiché questi e compresente con l'essere nella sua totalità - egli è colui che dice di se stesso: “Egli è con voi, dovunque voi siate”[1] - tuttavia tutti non sono compresenti con lui se non in sogno, e non allo stato di veglia cosciente.
È questa la ragione per cui non vi è risveglio e stato di veglia se non per gli abitanti di al-a‘râf e per chi è nella «regione delle dune». Costoro sono in compresenza reciproca con Allâh, ed il loro grado di risveglio è in proporzione alla teofania che è loro manifestata. A colui che, a causa di una predisposizione divina, ottiene da Allâh, già in questo mondo, la conoscenza di ciò che si produce più tardi nella «regione delle dune» per gli abitanti del Paradiso, a costui Allâh si è mostrato ed egli Lo conosce. Si tratta quindi di uno Sveliato (yaqzân)- un égrégoros -. Ed è a causa di ciò che il Principio di tutti gli Spirituali che hanno raggiunto questa dimora, ha proclamato che, gli uomini sono preda del torpore. Questo ha potuto dire perchè era lui stesso uno Svegliato e lo sapeva. Perciò, quando hai capito che gli abitanti di ognuno degli universi sono sotto l'impero della legge del sonno, afferma che tutti questi universi sono altrettante immagini immaginate, perché il mondo dell' immaginazione è il sonno.


[1] Corano, 57, 4.

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