"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

domenica 11 marzo 2018

David Taillades, Il rito Emulation. Un’autentica via di realizzazione spirituale

David Taillades
Il rito Emulation
Un’autentica via di realizzazione spirituale

Premessa - Presentazione del metodo Emulation

PREMESSA
Quando si viene iniziati in Massone­ria, generalmente non si è consci delle implicazioni derivanti dall’essere ricevuti in una Loggia praticante un determina­to rituale massonico piuttosto che altri, come può avvenire in una Obbedienza in cui ne sono praticati differenti.
Dopo aver formulato la richiesta di es­sere ammesso tra i liberi muratori, circa vent’anni fa, abbiamo incontrato alcuni Fratelli per un primo colloquio di reci­proca conoscenza. È allora che ci è stato riferito di una pratica il cui testo viene appreso mnemonicamente: il rito Emu­lation. Qualche mese più tardi, veniva­mo ricevuti in una locanda, nella piena campagna francese, ove un’antica Loggia s’installa e ritira i decori a ogni tornata, com’era uso un tempo.
Il rito Emulation, eseguito a memoria da tutti i Dignitari e Ufficiali di Loggia, talora viene reputato arido per il suo ca­rattere: nessuna tavola o discussione in tempio, soltanto un rituale, posto in atto il più rigorosamente possibile, tanto nel fraseggio quanto nella deambulazione e nella gestualità. Eppure, partecipando­vi, un libero muratore che sia «estraneo» a questo Rito inglese, resta immancabil­mente colpito da questa pratica e dall’«atmosfera» che ne deriva.
Contrariamente a quel che una lettu­ra troppo sbrigativa di alcuni fatti storici può lasciar intendere, la libera muratoria non è una invenzione del secolo dei Lu­mi concepita al fine di veicolare i valo­ri progressisti dei philosophes e i portati della nuova scienza. Certo, la Massoneria londinese moderna è una «invenzione» nel senso che, alterando un’antichissi­ma istituzione per farne tutt’altro, nulla del genere esisteva in precedenza. Tuttavia, questo cambio di rotta si è operato in un contesto particolare: l’antagonismo tra due Massonerie, quella stuartista e quella hannoveriana. È da questo acceso contrasto tra fazioni rivali – gli Antients, depositari della tradizione e i Moderns, rivolti altrove – che ha avuto origine, molto più in là nel tempo, il rito Emulation: perché dopo quasi un secolo di conflitto, la «Lodge of Reconciliation» del 1813 ha avuto l’incarico di unificarne le pratiche massoniche per dar nascita a un Rito, qualificato come «ecumenico», il cui nome va ricercato nell’«Emulation Lodge of Improvement for Master Masons», formatasi nel 1823 per favorire il perfezionamento dei Fratelli nel suo adempimento.
In seguito a quegli avvenimenti storici, i rituali hanno dovuto tollerare una indiscutibile «diminuzione», particolarmente per quanto concerne la simbolica e le pratiche ascetiche. E tuttavia, non si sono perduti gl’insegnamenti che permettono di accedere all’iniziazione autentica, quella che consente di percepire le cose non tramite i sensi o la mente, ma attraverso l’occhio del cuore.
Per la sua netta filiazione dagli operativi, i tagliatori di pietra, il rito Emulation non è corredato di elementi ermetici e cavallereschi, com’è invece il caso di altri riti massonici. Così, un iniziato che si avventuri alla scoperta del mestiere muratorio, quello che si praticava nelle corporazioni di un tempo, vedrà fino a qual punto il rituale, senza filtri o possibili equivoci, è direttamente allineato con l’Arte della costruzione. Celati nella sua pratica, potrà rinvenire alcuni segreti del mestiere: certi «tracciati regolatori» o, anche, la tecnica di rilievo di una pianta al suolo. Più ancora, avrà modo di riscoprire antiche operatività spirituali, proprie a tutte le tradizioni autentiche e tali da permettere l’accesso effettivo alla «vera» luce, quella rappresentata simbolicamente quando cade la benda dagli occhi dell’iniziato.
Il rito Emulation si svela gradualmente, con impercettibile lentezza, anni e anni di lavoro metodico, soltanto a coloro che desiderano seguire i suoi precetti con il cuore. Come ogni rito, beninteso, si tratta semplicemente di un mezzo; un veicolo per il raggiungimento di una meta. Ma conformandosi ai suoi insegnamenti, svelandone l’invito all’ascesi e praticandola, sarà davvero possibile accedere a un mondo interiore, spirituale, d’inestimabile ricchezza.
In grazia di questa trasmissione sacra, ci è stato fatto un dono straordinario. Perciò, abbiamo deciso di consegnare la testimonianza di quanto abbiamo ricevuto in alcuni scritti che nel tempo, rielaborati e integrati, sono andati a costituire un’opera interamente dedicata proprio al rito Emulation e alla sua storia[1].
Il presente volumetto accoglie l’estrat­to di quei brevi aperçus, con l’auspicio di condividere anche con i Fratelli italiani la nostra dedizione, e il nostro amore, verso quest’autentica via di realizzazio­ne spirituale.

PRESENTAZIONE DEL «METODO» EMULATION
In questo studio ci appresteremo a mostrare in quale misura il rito masso­nico inglese di stile Emulation dev’esse­re considerato come un vero e proprio «metodo» di realizzazione spirituale. La pratica d’interiorizzazione par coeur[2] del rituale e il rispetto delle regole implica­tevi aprono effettivamente la porta al superamento della condizione umana or­dinaria per raggiungere il Divino. Oltre il velo delle esortazioni morali e sociali contenute nel rituale, il libero muratore vi riconoscerà messaggi di portata metafisica da assimilare al fine di realizzarsi spiritualmente.
Per introdurre il metodo Emulation, accenneremo ai fondamenti dell’inizia­zione, condizione primaria di «efficacia» spirituale. Ci soffermeremo qualche istan­te sulla nozione di «regolarità» iniziatica e massonica, non sempre ben compresa. Poi, espliciteremo i mezzi realizzativi, vale a dire i simboli ma anche i procedi­menti operativi, quali l’interiorizzazione par coeur e l’Arte della memoria, nonché la pratica delle virtù.
Si tratta di un equipaggiamento com­pleto, una vera panoplia di utensili, il cui impiego congiunto diviene trasforman­te. Il simbolo è un mezzo di vivificazio­ne dell’influenza spirituale, il solo atto a veicolare un insegnamento metafisico[3], essendo la sua funzione quella di aprir­ci su realtà che travalicano le possibilità espressive del linguaggio ordinario e che non possono essere colte attraverso la ragione discorsiva. L’interiorizzazione par coeur e l’Arte della memoria, quest’ulti­ma saggiamente dissimulata nel metodo, procedono da «tecniche» tramandate sin dalla notte dei tempi e che sono proprie, d’altronde, a molte tradizioni spirituali.
Vedremo come l’esercizio delle virtù nobiliti il libero muratore e lo prepari adeguatamente a ricevere la Grazia, ov­verosia, in termini iniziatici, a trasfigu­rarlo nel supporto giusto e perfetto dell’in­fluenza spirituale.
Ricorderemo che è il nostro lavoro per­sonale a consentirci di acquisire la pienez­za di tutte le facoltà umane e, quindi, a rinascere al mondo dello spirito attraver­so una effettiva elevazione; senza questo lavoro, ogni risultato non può che rive­larsi apparente, effimero.
Questa presentazione del metodo Emu­lation si avvierà a compimento allorché illustreremo i benefici della pratica del Rito, gli effetti del metodo, ma anche le insidie che s’incontrano quando ci s’inol­tra in questa, come in qualsiasi, via ini­ziatica. Infine, a conclusione del nostro studio, accenneremo a una tecnica ormai negletta ma che, tuttavia, rappresenta il cuore stesso di questo rituale.
Anche per i liberi muratori che praticano questo Rito, uno dei maggiori freni alla realizzazione spirituale è la mancanza di una visione globale di quel che abbiamo esplicitamente denominato «metodo» Emulation. Questo può essere appreso soltanto allorché si possieda una buona comprensione di quel che il termine «spirituale» cela e implica nel suo pieno significato; ciò che, a onor del vero, non è frequentemente condiviso.
Talora, anche tra coloro che hanno avuto il privilegio di essere accolti tra le Colonne del tempio massonico, una tornata di Loggia è considerata come una riunione di gentlemen volta a suscitare un senso profondo della morale e della virtù, funzionale al progresso del vivere civile. Certo, si tratta di alcuni benefici effetti del vissuto massonico; ma i risultati auspicati dalla partecipazione a un rito iniziatico travalicano anche l’ambito, pur dignitoso, dell’etica e della ripercussione sociali.
Durante una tornata Emulation ci si può appagare nell’assistere a una esecuzione perfetta, o quasi, del rituale. Tuttavia, è forse semplice comprendere perché i Lavori compiuti s’inseriscano in un procedimento iniziatico operativo[4]? Tutt’altro, purtroppo. E questa difficoltà, non di rado, è correlata a quella poca chiarezza – cui abbiamo alluso – rispetto a ciò che il termine «spirituale» designa, invece, in maniera tutt’altro che vaga.
Non ne forniremo una definizione accademica, limitandoci ossequiosamente a riportare quel che ci è stato insegnato:
Per comprendere qualsiasi cammino iniziatico, è necessario considerare tre piani costitutivi dell’essere umano: corpo, anima e spirito. Poiché nel tempo si è prodotta una certa confusione tra i termini «anima» e «spirito»[5], è preferibile utilizzare i termini «mentale» o «psichico» al posto di «anima». L’uomo è dunque una tripartizione di corpo, mentale e spirito. L’uomo moderno non ha coscienza che del corporeo e, di tanto in tanto, si confronta con il mondo psichico, che confonde con quello spirituale. Il suo problema maggiore è non avere più accesso al terzo piano, il secondo facendogli ostacolo[6]. Ma ciò non è irrimediabile! Una via iniziatica regolare permette di accedervi, in particolare attraverso le tecniche offerte a coloro che la intraprendono[7].
Ovviamente, la chiarificazione teorica è indispensabile al fine di prepararsi a qualsiasi iniziativa s’intenda intraprendere nella vita; almeno, qualora si abbia veramente a cuore la possibilità di realizzarla e non ci si limiti soltanto a cullarne una vaga aspirazione. Ma affinché un’acquisizione spirituale divenga effettiva[8], occorrono mezzi adeguati e che partecipino della stessa natura di ciò che s’intende conoscere[9]; oltre a una straordinaria capacità di concentrazione, senza la quale il lavoro non potrà fruttificare[10].
Il metodo Emulation permette un lavoro che concerne integralmente i tre piani dell’essere umano – corporeo, mentale e spirituale – e permette di produrre autentici «effetti» in chi decida di vivere il cammino iniziatico nella sua pienezza. Ciò a condizione, ça va sans dire, di serbare in potenza l’apertura di orizzonti necessaria a questa realizzazione; in altri termini, purché si abbiano le qualificazioni necessarie per avanzare nella via intrapresa.
La nostra presentazione risulterà un breve accenno, ogni punto affrontato potendo essere oggetto di estesi sviluppi ai quali sarà nostro auspicio invitare il lettore. Fin da subito, anticipiamo che il metodo Emulation mette a disposizione del libero muratore i seguenti mezzi:
      l’iniziazione, ovverosia la trasmissione dell’influenza spirituale;
      i simboli in generale, quelli massonici in particolare: la Loggia, il rituale, la gestualità, la deambulazione, il ritmo con le Batterie, le Parole, le formule, i Segni, le forme geometriche e il Quadro di Loggia, il mito eccetera;
      l’Arte della memoria e, propria del Rito inglese, l’interiorizzazione par coeur;
      una Regola di condotta morale e spi­rituale: la pratica delle virtù teologa­li e cardinali, la lettura anagogica dei testi sacri;
      una tecnica centrale, da riscoprire, cui accenneremo nell’ultima parte di questo studio.

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INDICE
Premessa
Presentazione del «metodo» Emulation
I mezzi realizzativi
Interludio
I vantaggi del «metodo» Emulation
Alcuni «effetti» del «metodo»
Le insidie del «metodo»
Una tecnica spirituale da «ritrovare»
Epilogo








[1] D. Taillades, De la franc-maçonnerie opérative au rite Émulation, Éditions Dervy, Parigi 2013 (350 pagine).
[2] Non è possibile restituire la ricchezza del­la locuzione francese impiegata dall’autore, par coeur, come pure della corrispondente inglese, by heart. Nel riferimento al cuore, centro spirituale dell’essere umano, esse lasciano intravedere una profondità d’interiorizzazione, per l’appunto, incommensurabile rispetto a quella dell’espres­sione italiana «a memoria», loro traduzione let­terale (N.d.T.).
[3] La Metafisica, etimologicamente, è ciò che sta «al di là della fisica», intendendo per quest’ul­tima – com’era uso agli antichi – l’intera Scienza della Natura. In tal senso, risulta legittimo fare di «metafisico» un sinonimo di «sovrannaturale».
[4] L’attributo non dev’essere inteso, qui, in relazione all’esercizio fattivo del mestiere muratorio, ma in riferimento all’operare in vista di una realizzazione spirituale.
[5] L’anima è generalmente chiamata «sé» e lo spirito «Sé».
[6] Occorre tener presente che il mentale – l’anima – è il «mediatore» tra il piano corporeo e il piano spirituale, ragion per cui l’iniziazione vi concentra il suo lavoro.
[7] J.-P. Schnetzler, «La confusion du psychique et du spirituel», in «Aletheia», vol. 2, aprile 2011.
[8] Vale a dire, in termini filosofici, affinché si possa affermare che l’anima intellettiva è tutto ciò che conosce (cfr. Aristotele, De Anima, libro III).
[9] Nello specifico, riti, simboli, parole e ogni altra tecnica realizzativa.
[10] In merito al ruolo capitale della concentrazione nella via spirituale, si confronti il testo della conferenza La Métaphysique orientale, tenuta dal Fr René Guénon il 17 dicembre 1925 alla Sorbonne.

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David Taillades
Il rito Emulation. Un’autentica via di realizzazione spirituale
Traduzione di Fabrizio Alfieri
Harmonia Mundi, Torino 2016
112 pagine

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