"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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giovedì 22 dicembre 2016

René Blois, Sulla questione degli “Operativi”

René Blois, Sulla questione degli “Operativi”*

*Recensione in Études Traditionnelles october-novembre 1957 n°343 riportato da J.P. Bayard in «Symbolisme maçonnique traditionnel» 1° vol. pp. 52-57.
Così questa creazione de1 1717 resta un enigma e questo fatto è ben stato messo in evidenza da diversi autori che hanno cercato di scopri e questo mistero.
Dopo essermi messo in relazione con J. Corneloup, egli ha voluto precisarmi la sua posizione verso gli argomenti di Stretton per cui esisteva una Massoneria Operativa con 7 gradi prima del XVIII secolo.
Benché Jean Corneloup non sia convinto di questa «leggenda», egli ne considera una particella di verità.
Così citeremo un’eccellente commentario apparso sotto segnatura di René Blois in Ètudes Traditionnelles, ottobre-novembre 1957 n°343 (p. 328 a 332) che prova tutta la complessità dei fatti, l’imbarazzo dello storico per determinare queste origini:
"A diverse riprese, René Guénon aveva segnalato in questa cronaca, l’interesse di diverse informazioni relative alla Massoneria Operativa pubblicate dalla rivista inglese The Speculative Mason.
Dalla fine del 1950 fino ad oggi questa rivista ha consacrato la più grande parte dei suoi fascicoli alla messa in luce di altre informazioni toccanti il medesimo soggetto e provenienti alla stessa fonte.
Non sembra che questa pubblicazione abbia attirato molto l’attenzione, fino ad ora, dei massoni francesi. h nostra conoscenza, solo Marius Lepage ha tradotto, nei numeri di febbraio e giugno 1950 di Symbolisme, dei piccoli estratti dei testi di The Speculative Mason.
Tuttavia, questi apportano - o pretendono di portare - oltre a delle indicazioni inedite sulla struttura e il rituale della Massoneria operativa, delle indicazioni di natura da illuminare di luce nuova le origini della Massoneria speculativa.
Per questa ragione, non ci sembra inopportuno dare uno sguardo - assolutamente sommario - delle informazioni presentate dal nostro confratello britannico che, da parte sua d’altronde porta, dopo molto tempo, un vivo interesse ai lavori di René Guénon e verso Études Traditionnelles.
Queste informazioni si presentano sotto un duplice aspetto: da una parte delle lettere di un F\ Clément Stretton a F\ John Yarker, datate dagli anni 1908 e 1909 e delle lettere indirizzate alla direzione di The Speculative Mason da Clément Stretton, dal 1910 fino alla sua morte nel 1915, d’altra parte degli articoli dell’editore di The Speculative Mason, analizzanti, commentando e sforzandosi di coordinare le indicazioni contenute nelle lettere.
L’autore delle lettere, Clément Stretton, ingegnere di professione, afferma essere entrato in contatto con una Loggia dipendente dalla antica Massoneria Operativa che sarebbe sussistita nella Contea del Leicester; egli afferma d’altra parte ugualmente che sussistevano a quell’epoca, in Inghilterra, altre Logge di questa antica Massoneria che non avrebbe mai riconosciuto come autentica e legittima la Massoneria della Gran Loggia di Londra del 1717 dalla quale procedono direttamente o indirettamente, tutte le Logge e Obbedienze attualmente sparse nel mondo.
Questa storia non era assolutamente sconosciuta fino a questi ultimi anni.
Tra il 1908 e il 1913, Clément Stretton e John Yarker avevano pubblicato, su questa Massoneria Operativa, delle lettere e degli articoli in The Freemason di Londra, l’American Freemason di Iowa (Stati Uniti) e The Co-Mason di Londra (del quale The Speculative Mason attuale ne è la continuazione), ma sembra - che la somma d’informazioni più importante è costituita dalle lettere ed articoli pubblicati da The Speculative Mason dopo qualche anno.
La serie di fascicoli che noi abbiamo in mano copre gli anni dal 1950 al 1955.
Non potrebbe essere questione qui di esporre in dettaglio né le indicazioni storiche né le indicazioni di ordine rituale pubblicate in questi cinque anni perché questo rappresenterebbe quasi duecento pagine, ma solamente di darne un’idea generale.
Come nacque la Gran Loggia di Londra del 1717? Questo non è ancora chiaro oggi. Ecco ciò che scrivono su questo soggetto due storici inglesi che fanno autorità, Knoop e Jones in un passaggio di The Genesis of Freemasonry citato da Marius Lepage: “La formazione e le prime manifestazione d’attività della Grande Loggia sono, sfortunatamente, avvolte di un’oscurità così grande quanto quella che nasconde i riti e le cerimonie praticate dalle Logge inglesi durante le tre prime decadi del XVIII secolo. I processi verbali della Grande Loggia non cominciano che nel 1723, e non sembra che si sia conservato alcun processo verbale d’atelier per un periodo anteriore”.
Sulle circostanze della formazione della Grande Loggia le lettere di Clément Stretton pretendono dettare luce nuova, principalmente secondo un manoscritto, il Guild Minute Book della Loggia di San Paolo conservato dai massoni operativi esistente ancora all’inizio del XX secolo. Contrariamente all’opinione che sembra prevalere attualmente presso gli storici della Massoneria, è ad Anderson e non a Desagulier che la corrispondenza Stretton attribuisce il principale ruolo. Si ignora tutto della carriera massonica di Anderson prima della formazione della Grande Loggia; non si sa ne dove ne quando è stato iniziato questo ministro i una piccola cappella presbiteriana; non si sa di più ciò che fu la vita massonica di Desagulier prima della sua elevazione alla Gran Maestria.
In ciò che concerne Anderson, la corrispondenza Stretton è assai affermativa: Anderson fu cappellano alla Loggia operativa di San Paolo a partire dal 1710. Nel settembre 1714 cominciò a tenere, la sera, delle riunioni per gentlemen dove non volle ammettere nessun massone operativo. Fu nel settembre 1715 che gli operativi si lamentarono di non avere la «parola di passo» permettendogli di andare al Goose and Gridiron (alla «Taverna dell’Oca e la Griglia» dove si teneva la Loggia divenuta celebre sotto questo nome) il mercoledì sera. “Perché questo? - scriveva Clément Stretton - . Che facevano Anderson e i suoi amici? Evidentemente essi erano in corso di lavorare alla nuova forma moderna della Massoneria”.
Secondo la corrispondenza Stretton, la Massoneria moderna è una copia semplificata dell’antica di cui l’organizzazione e i rituali furono stati gravemente alterati. Citiamo ancora Stretton:
“Anderson soppresse: Il grado di Gran Maestro Massone o 7° grado. Il grado di Passed Master o.....        6° grado. Il Sorvegliante dei Lavori o...... 5° grado. Il quarto grado o Luogo del Tempio che egli chiamò Festino o Banchetto. Egli modificò il servizio commemorativo del 2 ottobre e lo diede al 3° grado moderno... fece un apprendista in una notte al posto di sette anni. Fece di un uomo un compagno un mese dopo. - Prese il compasso dell’Arch Guild e l’introdusse nella Square Guild. Introdusse un nuovo grado per i maestri che si sono ritirati dal loro ufficio, ai quali diede il nome di Past Master”.
È certo che, nella misura in cui si darà credito a Stretton, molte idee saranno da rivedere relativamente alle origini del rituale speculativo. È così che si ammette abitualmente che l’antica Massoneria comportava solamente due gradi, quello d’«Apprendista» e quello di «Compagno», e che quello di Maestro sarebbe stato elaborato nel primo quarto del XVIII secolo, allorché secondo Stretton questo grado, al quale quattro altri si sovrapponevano, esisteva da un’epoca lontana e sarebbe stato solamente modificato posteriormente al 1714.
I sette gradi della Massoneria Operativa, tali quali risultano dai testi pubblicati da The Speculative Mason, sono strettamente biblici e «salomonici». Si dice che il sistema di sette gradi è identico all’organizzazione, descritta nel Libro della Legge Sacra, che esisteva al tempo della costruzione del Tempio del Re Salomone.
Ecco come è formato:
Tutto è basato sul libro dei Re:
I tagliatori di pietre nella montagna» - Questi non erano dei franc-maçons ma dei cavapietre o cowan aventi la propria Gilda.
l° e 2° grado: “E il re ordinò di portare grandi pietre, pietre costose, e pietre tagliate... E i costruttori di Salomone e quelli di Hiram le tagliarono e ne fecero delle pietre quadrate.” Questo si rapporta agli apprendisti che preparano e sgrossano le pietre per i compagni di mestiere, i tagliatori di pietre che le drizzavano e gli davano la forma di un cubo perfetto e pulito.
3° grado: “E il tempio, durante la costruzione, fu costruito per mezzo di pietre preparate prima che fossero portate là, cosicché non si sentì nel tempio nessun rumore di martello, di ascia o di qualsiasi altro strumento di ferro, durante tutto il tempo della costruzione”. Questo si rapporta al terzo grado in cui si dava alle pietre la forma voluta e in cui le si marcava per indicare il luogo in cui conveniva che i costruttori le piazzassero. (Se ne ritrova qualche cosa nel Mark-Mason moderno.)
4° grado: “...Essi portarono delle pietre... per porre le fondazioni del tempio”. Questo si rapporta ai «posatori» che lavoravano sul luogo della costruzione. La parola ebraica di questo grado è Bonai o, al plurale, Bonaim (dal verbo banoh = costruire).
5° e 6° grado: “oltre ai capi a gli ufficiali di Salomone che sorvegliavano il lavoro, vi erano 3300 persone che comandavano il popolo degli operai”. Questi 3300 rappresentavano i sorveglianti o intendenti, il 5° grado di cui il nome ebraico è Menatzchim; i capi degli ufficiali ci Salomone erano gli Harodim o governatori, rappresentati dai quindici Passed Master del 6° grado (li si chiama Passed perché essi hanno passato l’esame e fatto il loro capolavoro).
7° grado: Questo grado è rappresentato dai tre personaggi che giocarono il ruolo principale nella costruzione del tempio. Il primo Gran Maestro massone rappresenta Salomone, re di Gerusalemme; il secondo Gran Maestro rappresenta Hiram, re di Tiro, e il terzo Gran Maestro, Hiram-Abi, l’uomo abile e pieno d’intelligenza e possedente quest’arte per elaborare qualsiasi piano che gli si affida, così come è detto nel libro delle Cronache. È detto che questa abilità e quest’Arte risultino dalla sua conoscenza delle proprietà del triangolo rettangolo i cui lati sono proporzionali ai numeri 3,4 e 5.
Il 4° grado, per il fatto che rappresenta il luogo della costruzione è, a certi sguardi, il più importante di tutti, perché è a questo grado che si rappresenta, sotto forma di dramma rituale, gli avvenimenti che ebbero luogo al tempo della costruzione del «tipo», vale a dire del tempio di Salomone. In ogni settenario, il numero quattro è particolarmente importante in ragione di ciò che si situa nel mezzo, tra due ternari (nella scala dei 7 pianeti dell’astrologia classica, questo 4° rango è occupato dal Sole); rappresenta per conseguenza una transizione da una fase all’altra o un fuoco ed un equilibrio tra due modi complementari d’attività. Nella prospettiva della Massoneria operativa, il massone lavora con l’aiuto dei suoi strumenti fino al 4° grado, dopo di che egli si unisce allo «stato maggiore» e comincia a lavorare ai progetti e ai disegni dei piani, ma che egli lavori con le sue mani o con il suo mentale, la costruzione dell’edificio è sempre lo scopo di qualsiasi sua attività.
Non potremo dilungarci qui sui drammi rituali ai quali veniamo a fare allusione e di cui, ad un’eccezione vicina, se ne ritrova qualche traccia nella Massoneria moderna. Queste sono le cerimonie di fondazione e di dedicazione del tempio e il dramma della morte di Hiram. È quest’ultimo "dramma" che sarebbe stato incluso parzialmente nel 3° grado della Massoneria moderna. Le due altre cerimonie comportano un simbolismo geometrico e cabbalistico assai complesso.
La questione che si pone inevitabilmente è quella del credito che conviene accordare a Stretton ed a John Yarker.
È certo che tra il 1908 e il 1915, molti massoni anglo-sassoni hanno tentato senza successo di ottenere comunicazioni di documenti originali di cui Stretton pretendeva aver avuto conoscenza e precisamente del famoso Guild Minute Book della Loggia di San Paolo. È stato loro costantemente risposto che nessun documento originale poteva essere comunicato a chiunque non fosse affiliato alla Massoneria operativa.
Si è generalmente concluso che i suddetti documenti non esistessero e che questa Massoneria operativa fosse uscita interamente dalla fertile immaginazione di Stretton.
Questo non ci pare certo, e parimenti, ci pare alquanto improbabile. Ci guarderemo dall’affermare alcunché, ma quel che ci pare impossibile, è che Stretton abbia inventato tutto, ciò che non vuol dire che non abbia ricamato e amplificato su temi preesistenti, che egli non abbia sistematizzato dei dati frammentari forniti da testi antichi ancora sconosciuti. È detto da qualche parte che Stretton tentò di "rivificare" l’antico sistema ciò che tenderebbe a dimostrare che questo non era rimasto così vivente come lo si voleva far credere.
Ci si potrebbe domandare quale sarebbe l’utilità di un esame approfondito e di un tentativo di verifica delle asserzioni di Stretton poiché sembra, secondo l’editore delle sue lettere, che la Massoneria operativa di cui si parla non sia sopravvissuta alla guerra ‘14/’18 e che non è più questione di tentare di riferirsi (ricollegarsi) con essa. D’altra parte, non potrebbe essere maggiormente messa questione di rimettere in dubbio l’autenticità dell’iniziazione massonica tale quale ci è pervenuta per il canale della Massoneria speculativa. La vitalità e lo sviluppo di quest’ultima attestano sufficientemente che essa è altra cosa che la pallida copia deformata i un’organizzazione preesistente, come se ne può aver impressione leggendo Clément Stretton. Rimane il fatto che degli enigmi sussistono nella storia antica della Massoneria e nei rituali che ci sono pervenuti. Se si potesse verificare almeno su certi punti - e nell’ordine dei fatti storici questo non deve essere impossibile - l’asserzione di Stretton, è probabile che si potrebbero schiarire alcuni punti del sistema speculativo rimasti oscuri fin qui. Questo non ci pare trascurabile".

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