"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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mercoledì 4 marzo 2015

Michel Vâlsan, Lettere di distacco da Frithjof Schuon - I

Michel Vâlsan
Lettere di distacco da Frithjof Schuon[1]
Precedute da una lettera di René Guénon

Presentiamo in quattro parti le due «Lettere di distacco da Frithjof Schuon» scritte da Michel Vâlsan nel 1950 e precedute da una lettera dello stesso anno di René Guénon sullo stesso argomento pubblicata in questa prima parte. Si tratta delle lettere nelle quali Michel Vâlsan (shaykh Mustafâ), supportato da René Guénon, espone le ragioni che lo hanno portato a separarsi dalla Tarîqa di Schuon per fondarne una  separata e indipendente.

Lettera di René Guénon al Dr. B.
Il Cairo, 27 Settembre 1950

Caro Signore,
Grazie per la vostra lettera, che mi è pervenuta ieri; permettetemi di dirvi prima di tutto che avete avuto molto torto a non aver osato scrivermi prima d'ora, poiché v'assicuro che non sono di quelli che si circondano di cerimonie ed ai quali non si si può rivolgere che tramite degli intermediari!
In occasnne degli incidenti del 1945, e malgrado tutto quel che avevo già notato di fastidioso ancora prima di questi, pensavo ancora che tutto potesse sistemarsi, e mi sembrava che la vostra sottomissione non poteva che contribuirvi, però, a dire il vero, me ne sono pentito alquanto vedendo quale abuso ne fosse stato fatto in seguito. Da allora, come precedentemente, ho mantenuto il silenzio finché ho potuto, e per le stesse ragioni, nonostante tutte le cose più o meno stravaganti che troppe volte ho avuto occasione di constatare; ma neppure ciò è servito a niente, e mi sono addirittura reso conto che alcuni interpretavano troppo volentieri questi silenzi come un'approvazione.
Infine, è venuto il momento, come ben sapete, in cui, malgrado tutta la mia buona volontà di conciliazione, non mi è più stato possibile continuare in questo atteggiamento, ed ho dovuto intervenire, in qualche modo mio malgrado, in questa questione del Cristianesimo che è stato il punto di partenza almeno apparente della crisi attuale; dico apparentemente perché, in realtà, questa pare proprio non essere che il seguito di quella del 1945 che non era mai stata veramente risolta. Ora è più che chiaro che non c'è più nessuna speranza che la situazione giunga mai a migliorare, ed è sicuro che ciò non poteva perpetuarsi in tal modo indefinitamente ...
Naturalmente, sapevo già tamite Vâlsan quel che voi pensavate di tutto ciò, e vi ringrazio per avermelo voluto confermare voi stesso di nuovo. Quanto a quelli che esitano o che addirittura si schierano dalla parte della Svizzera, il loro caso si spiega evidentemente con tutte le asserzioni fantastiche che sono state ripetute loro a sazietà ed alle quali credono ancora; è certamente da temere che un giorno o l'altro finiranno col provarne delle terribili disillusioni. In Svizzera, le conoscenze dottrinali sembrano davvero debolissime in tutti, nonostante le loro pretese “jinaniche”; quanto al punto di vista tecnico, la loro ignoranza a questo riguardo è una cosa a fatica credibile, e quel che più infastidisce è ch'essi s'immaginano di potervi supplire con delle pretese “ispirazioni”, le quali sono troppo manifestamente al di fuori da ogni regolarità tradizionale. Ci sarebbe troppo da dire su tutto questo, ma non vi insisto ulteriormente, dato che sono convinto che Vâlsan vi tenga al corrente di quel che c'è di più importante nella nostra corrispondenza.
Sono felice del vostro completo accordo con lui; v'è, in lui, un fondamento dottrinale ben altrimenti solido che non quello che si riscontra negli Svizzeri, compreso il loro Maestro, ed approvo interamente le vostre considerazioni nei loro riguardi. Sono stato contento di sapere che avevate già cominciato a riunirvi in maniera indipendente; quale che sia l'attitudine che si prenderà dall'altro lato (e non spero affatto che ci si rassegnerà ad una separazione “amichevole”), non dovete di certo preoccuparvi d'una questione di “regolarità” che non si pone neppure più in queste condizioni, e che d'altra parte non avrebbe avuto ragione di porsi per voi di fronte a Losanna più di quanto non lo sia per Losanna stessa di fronte a Mostaghanem, poiché non v'è in ciò alcuna differenza reale, il che non ha assolutamente nulla a che vedere col valore che si può attribuire a torto od a ragione a tale o tal altra individualità ... L'essenziale è avere una tariqa veramente normale, il che in Svizzera lo si chiama sdegnosamente “una tariqa come le altre”: che peccato che qualcuno non abbia voluto accontentarsene!
Credete, vi prego, caro Signore, ai miei cordialissimi sentimenti.
R. Guénon.
[1] Testo tratto da: Michel Vâlsan, Lettere di distacco da F. Schuon, Edizioni Al-Khâtamu Al-Dhahabiyy, Al-Qâhira

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