"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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sabato 20 dicembre 2014

'Abd Al-Qâdir, Il gioco divino dei contrari (Egli trae la vita dalla morte) - (Mawqîf 10)


'Abd Al-Qâdir
Il gioco divino dei contrari (Egli trae la vita dalla morte)
Mawqîf 10

“Colui che ha tratto per voi un fuoco dall’albero verde”[1]
Questo versetto è destinato ad attirare la nostra attenzione (letteralmente: a farci fare una sosta, tawqîf) sulla perfezione della Potenza di Dio e sulla Sua ammirevole Saggezza.
Perché Egli fa sorgere – sia Egli esaltato – le cose dai loro contrari, siccome Egli li dissimula nei loro simili, tanto e così bene, che niente si elevi senza Dio, né prenda altra direzione che Dio.
Dal vegetale, che è di natura fredda e umida, Egli fa uscire il fuoco, che è di natura calda e secca. È dunque con ragione che si sia potuto definire il Nome divino al-Latîf (il Benevolo, il Sottile) come: Colui che dissimula le cose nei loro contrari.
Perciò quando Dio dissimula [al profeta] Giuseppe, proprio nel mezzo della sua schiavitù, le reggenza del Reame [che gli era destinata] questi esclama [nel momento della realizzazione del suo sogno]:
in verità il mio Signore è Benevolo in tutto ciò che Egli vuole.[2]
Dio vuole attirare l’attenzione dei Suoi servitori [su questa realtà] affinché non si arrestino all’apparenza delle cose, né alla loro forma, né a ciò che la loro natura sembra dover [loro] dare e a che essi non si contentino della loro scienza, delle loro opere o dello stato del momento. Perché conviene diffidare e non adagiarsi su tutte queste cose che non differiscono in niente dal resto delle creature; Dio può, in effetti, produrre a partire da una forma o da una creatura particolari l’effetto contrario a quello che è loro ordinariamente collegato. Ciò affinché essi sappiano che Dio è il Solo Creatore e il Solo a ordinare [l’Universo] senza che i Suoi atti dipendano da cause ordinarie e razionali. Dio opera, se Egli vuole, in presenza di queste cause per effetto della Sua Saggezza, o se Egli vuole, in assenza di queste stesse cause, per effetto della Sua Potenza. Perché Egli è Colui che fa ciò che Vuole, facendo uscire “il bene” da ciò che è formalmente un male, e “il male” da ciò che appare formalmente come un bene, così che si possa constatarlo frequentemente. Quante benedizioni ha fatto nascere dalle prove, quante prove Ha suscitato a partire da un beneficio? Non vi è Dio che Lui, il Saggio, Colui che abbraccia ogni cosa!

[1] Corano 36, 80


[2] Corano 12, 100

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