"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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giovedì 18 dicembre 2014

Marcello Perego, Eccellenza dei sapienti

Marcello Perego
Eccellenza dei sapienti

Allâh – Possente e Maestoso – dice nel Nobile Corano: «Allâh testimonia di Sé che non c’è divinità tranne Lui [1], Colui che realizza la giustizia (qâ’im bi-l-qist) [2], e così [fanno] gli Angeli e «i dotati di Scienza» (ûlû al-`ilm). Non c’è divinità tranne Lui, l’Eccelso, il Saggio» (Cor., 3:18).

شَهِدَ اللّهُ أَنَّهُ لاَ إِلَـهَ إِلاَّ هُوَ وَالْمَلاَئِكَةُ وَأُوْلُواْ الْعِلْمِ قَآئِمَاً بِالْقِسْطِ لاَ إِلَـهَ إِلاَّ هُوَ الْعَزِيزُ الْحَكِيمُ

L’Imâm Ghazâlî ha espresso molta considerazione per questo versetto, tanto da citarlo per primo nel suo “Ihyâ’ `ulûm al-dîn” e da ripeterlo diverse volte lungo tutto il libro.


Riguardo a questo versetto l’Imâm Ibn al-Qayyim al-Jawziyya si è espresso tessendo l’elogio della gente dotata di scienza. [3]

Questo verso mostra la superiorità della conoscenza (`ilm) e degli uomini che ne sono dotati. Da questo verso si possono trarre alcune considerazioni:

1. Allâh ha scelto «i dotati di Scienza» (ûlû al-`ilm) per testimoniare la Sua Unicità (tawhîd) e li ha così elevati sopra le altre creature.

2. Allâh ha onorato «i dotati di scienza» menzionando la loro testimonianza insieme alla Sua testimonianza.

3. Egli ha elevato lo status dei Sapienti associando la loro testimonianza con la testimonianza degli Angeli.

4. Questo verso testimonia la superiorità di chi detiene la Scienza. Allâh non fa testimoniare nessuna delle Sue creature eccetto quelle che ne hanno più diritto. Un notissimo hadîth del Profeta – Allâh lo Benedica e gli doni la Pace! – dice: «In ogni generazione il più degno porterà la conoscenza, rigettando le distorsioni degli estremisti, le false pretese dei bugiardi e le interpretazioni degli ignoranti». [4]

5. Allâh, l’Unico esente da ogni difetto, testimonia Egli stesso la Sua Unicità, ed Egli è il più Grande dei testimoni. Egli ha poi scelto nella Sua creazione gli Angeli e i Sapienti, e tanto basta per mostrare la loro eccellenza.

6. Allâh ha fatto testimoniare i Sapienti mediante la più grande ed eccellente delle testimonianze, ovvero «Nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allâh». Allâh, Colui che è esente da ogni difetto, l’Eccelso, non reca testimonianza che in questioni di grande importanza e solamente la migliore creatura può portare testimoniare con Lui.

7. Allâh ha fatto della testimonianza dei «dotati di scienza» una prova contro chi nega la fede. Dunque essi sono le prove ed i segni che indicano la Sua Unicità (tawhîd).

8. Allâh – Gloria a Lui l’Altissimo – ha impiegato un solo verbo, shahida, in riferimento alla Sua testimonianza e alla testimonianza degli Angeli e dei Sapienti. Egli non ha usato un secondo verbo [complementare] per la loro testimonianza, connettendo dunque la loro testimonianza alla Sua. Questo mostra il forte legame tra la loro testimonianza e la testimonianza di Allâh, come se Egli Stesso recasse testimonianza alla Sua Unicità sulle loro lingue e facesse loro pronunciare questa testimonianza.

9. Allâh, l’Unico esente da ogni difetto, ha consentito ai Sapienti di adempiere al Suo diritto (ovvero che nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Lui) attraverso questa testimonianza, e se essi adempiono a questa testimonianza allora hanno adempiuto al diritto di Allâh su loro e lo hanno stabilito. È dunque obbligatorio per l’umanità l’accettare questa testimonianza, la quale costituisce un mezzo per raggiungere la felicità sia in questa vita che nel ritorno finale [ad Allâh]. Per ciascuno che prende questa guida dai Sapienti ed accetta questa verità a causa della loro testimonianza, vi è per i Sapienti una ricompensa uguale alla loro. E nessuno conosce il valore di questa ricompensa tranne Allâh.

Ma chi sono «i dotati di scienza»? Senza voler limitare la portata di questo versetto, è interessante riportare quello che scrive Dhahabî: [5] «La Gente della Sunna, sono loro i dotati di Scienza, e coloro che amano i Compagni evitando di addentrarsi in quello che scoppiò tra loro (ahl al-sunna wa hum ûlû al-`ilm wa hum muhibbûn al-sahâba kâfûna `an al-khawd fîmâ shajara baynahum). [6]
Ciò è del resto conforme a quanto detto dall’Inviato di Allâh – Allâh lo Benedica e gli doni la Pace!: «Quando i miei Compagni vengono menzionati astenetevi» (idhâ dhukira ashâbî fa-amsikû). [7]

Sempre in relazione a questo versetto, viene riportato che Zubayr – Allâh sia soddisfatto di lui! – ha trasmesso: «Ho udito l’Inviato di Allâh – Allâh lo Benedica e gli doni la Pace! – recitare questo versetto: “Allâh testimonia di Sé che non c’è divinità tranne Lui, Colui che realizza la giustizia, e così [fanno] gli Angeli e «i dotati di Scienza». Non c’è divinità tranne Lui, l’Eccelso, il Saggio”. Il Profeta – Allâh lo Benedica e gli doni la Pace! – ha detto: “Ed io sono testimone che questo viene dal mio Signore”». [8] In una variante riportata dall’Imâm Ahmad, dopo avere citato il medesimo versetto, il Profeta – Allâh lo Benedica e gli doni la Pace! – ha detto: «Ed io sono tra coloro che lo testimoniano, oh Signore!». [9]

Note
[1] Altra traduzione ammessa: «Nessuno è degno di essere adorato oltre a Lui ».
[2] Da cui “al-Muqsit”, uno dei novantanove Nomi divini.
[3] Riportiamo di seguito l’adattamento di un brano tratto dal suo “Miftâh dâr al-sa`âda”. Cfr. http://www.sunnahonline.com/ilm/aqeedah/0010.htm
[4] Il hadîth è riportato nella celebre raccolta «Mishkât al-anwâr».
[5] Muhammad ibn Ahmad ibn `Uthmân ibn Qaymaz ibn `Abd Allâh, Shams al-Dîn Abû `Abd Allâh al-Turkmanî al-Diyarbakrî al-Fariqî al-Dimashqî al-Dhahabî al-Shâfi`î (673-748). Imâm, Shaykh al-Islâm, vertice dei maestri del hadîth, profondissimo critico ed esperto esaminatore di hadîth, storico enciclopedico e biografo, eminente autorità nelle letture canoniche del Corano. Su di lui consultare Ibn al-Subkî, “Tabaqât al-shâfi`iyya al-kubrâ”, 9:100-106 #1306; Sa`d, “Safahât fî tarjima al-Hâfiz al-Dhahabî”. Cfr. G.F. Haddad, “Al-Dhahabî, http://www.sunnah.org/history/Scholars/al_dhahabi.htm
[6] Al-Dhahabî, “Siyar a`lâm al-nubalâ’”, p. 619.
[7] Si tratta di un hadîth hasan, riportato da Tabarânî, “Al-mu`jam al-kabîr”, 2:93, 10:244.
[8] Ibn as-Sunnî, “`Amal al-yawm wa al-layl”, n. 437, varie edizioni; Ibn Kathîr, “Tafsîr al-qur’ân al-`azîm”, Dâr al-ma`rifa, Beirut, Libano, 4 voll., vol. 1, p. 362. Si tratta di un hadîth hasan.
[9] Ibn Kathîr, “Tafsîr al-qur’ân al-`azîm”, Dâr al-ma`rifa, Beirut, Libano, 4 voll., vol. 1, pp. 361-2.

Da: academia.edu

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