"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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martedì 16 dicembre 2014

Shankarâchârya, La quintuplice gemma dell'istruzione - Upadesapancaratnam

Shankarâchârya
La quintuplice gemma dell'istruzione
Upadesapancaratnam

1. Si studi il Veda con assiduità; si compiano nella giusta maniera le attività rituali ivi prescritte; attraverso quelle si coltivi la devozione verso il Signore; si abbandoni il pensiero del desiderio verso l'oggetto concernente il frutto dell'azione. Ci si liberi dall'insieme dei vizi; si tenga presente che il continuo porsi alla ricerca del piacere nell'esistenza costituisce un ostacolo; si lotti con ardore per stabilizzare la volontà di realizzazione del Sé; si abbandoni il più rapidamente possibile l'attaccamento verso la proprio vecchia dimora.



2. Si persegua il connubio con i saggi; si acquisisca una stabile fede nel Signore; si pratichino le virtù mentali come la pacificazione e le altre; si tralascino immediatamente le attività più costrittive. Ci si rechi presso un saggio che ha realizzato l'Essere; si osservi ogni giorno la devozione ai suoi piedi; si ponga come proprio fine solo la realizzazione della conoscenza del Brahman unico e immutabile; si ascoltino con estrema attenzione le principali sentenze delle Upanisad.


3. Quindi si investighi sul significato di quelle sentenze; si condivida appieno la visione principale ed unica della Sruti; si receda decisamente da qualsiasi vano sofisma, ma si sostenga intellettualmente solo quel ragionamento che è in armonia con quanto dichiara la Sruti. Si realizzi coscienzialmente la sentenza "Io sono Brahman"; giorno dopo giorno si lasci cadere l'orgoglio; si rimuova la falsa convinzione "io sono il corpo"; si eviti ogni discussione con i saggi.


4. Si ponga rimedio a quel disturbo che è la fame; si assuma ogni giorno la medicina che ha la forma di elemosina; non si nutra invece alcun desiderio di ricevere del cibo dal sapore gradevole; si raggiunga l'appagamento soltanto con quanto viene ottenuto come dono. Si sopportino con pazienza il caldo e il freddo e le altre coppie di opposti, ma non si pronuncino parole invano; si tenda verso la totale indifferenza; si rimuova l'attitudine a tenere un comportamento dolce verso alcune persone e severo verso altre.


5. Ci si sieda comodamente in un luogo solitario; si concentri la consapevolezza sul Supremo; si cerchi di percepire all'interno il Sé che è Pienezza; si riconosca come questo universo si risolve in Quello. Si distrugga il karma accumulato; valendosi della forza scaturiente dalla consapevolezza si cerchi di non aderire a quello che può eventualmente ancora formarsi in avvenire, ma si sperimenti qui stesso quello che ha già ottenuto effetto. Quindi ci si autorisolva nel Sé in quanto identico al Brahman supremo.