"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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sabato 9 dicembre 2017

Meister Eckhart, Sant Paulus sprichet: intuot iu inniget iu Kristum

Meister Eckhart
SantPaulus sprichet: intuot iu inniget iu Kristum
 
San Paolo dice: "Prendete in voi, accogliete interiormente il Cristo".
Quando l'uomo si distacca da se stesso, accoglie interiormente il Cristo, Dio, la beatitudine e la santità. Se un giovane dicesse delle cose strane, le si crederebbero, ma san Paolo promette delle grandi cose e voi lo credete appena. Ti promette Dio, la beatitudine e la santità, se ti distacchi da te stesso. È strano: se l'uomo deve distaccarsi da se stesso, per questo fatto riceve interiormente il Cristo, la santità e la beatitudine, ed è molto grande. Il profeta si stupisce di due cose. La prima è: che fa Dio con le stelle, la luna e il sole? L'altro stupore è relativo all'anima: Dio ha fatto e fa grandissime cose con e per essa, giacché fa per essa quel che è in suo potere. Fa molte e grandi cose per essa, e di essa si occupa totalmente, e questo a causa della grandezza in cui è fatta. Notate in che misura essa è grande! Io formo una lettera secondo il modello che la lettera ha in me, nella mia anima, e non secondo la mia anima. Lo stesso è per Dio. Egli ha fatto tutte le cose secondo l'immagine di esse che è in lui, e non secondo se stesso. Ne ha fatte alcune in particolare secondo quel che fluisce da lui, come la bontà, la sapienza, e ciò che si dice di Dio, ma l'anima l'ha fatta non solo secondo l'immagine che è in lui, o secondo quel che fluisce da lui e quel che si dice di lui; molto di più: l'ha fatta secondo se stesso, secondo tutto quel che egli è, la sua natura, il suo essere, la sua operazione che fluisce da lui e che permane in lui, secondo il fondo in cui permane in se stesso, in cui genera il suo Figlio unigenito, da cui si effonde lo Spirito santo; è secondo questa operazione che fluisce da lui ed in lui permane, che Dio ha creato l'anima.
È naturale, sempre e per tutte le cose, che le più elevate fluiscano nelle più basse, finché le più basse sono rivolte verso le più elevate, perché le più elevate non ricevono mai dalle più basse, ma, al contrario, le più basse ricevono dalle più elevate. Ora Dio, essendo al di sopra dell'anima, fluisce sempre nell'anima, e non può mai venirle meno. L'anima sì, può venir meno a lui, ma, finché l'uomo si tiene al di sotto di Dio, riceve continuamente l'influsso divino, puro, proveniente da Dio, se non si sottomette a nessun'altra cosa: né al timore né all'amore, né al dolore, né ad alcun'altra cosa che non sia Dio. Gèttati dunque totalmente, assolutamente, al di sotto di Dio, e riceverai l'influsso divino nella sua totalità e purezza. In che modo l'anima riceve da Dio? L'anima riceve da Dio non come una cosa estranea -ad esempio, l'aria riceve la luce del sole come una cosa estranea. Ma l'anima non riceve Dio come una cosa estranea, né come se fosse al di sotto di lui, perché quel che è al di sotto di un'altra cosa, le è estraneo e lontano. I maestri dicono che l'anima riceve come una luce riceve luce, giacché allora non v'è niente di estraneo e lontano.
V'è nell'anima qualcosa in cui Dio è nella sua nudità, ed i maestri dicono che è senza nome alcuno. Questo qualcosa è, e tuttavia non ha essere proprio, perché non è né questo né quello, né qui né là, perché è ciò che è in altro, e quello in questo; infatti ciò che è, lo è in quello, e quello in questo, giacché quello fluisce in questo, e questo in quello. Abbandonatevi là in Dio, dice san Paolo, nella beatitudine, perché qui l'anima prende tutta la sua vita e il suo essere, ed è là che essa aspira la sua vita e il suo essere, giacché questo è totalmente in Dio, ed ogni altra cosa di essa è all'esterno; per questo motivo, grazie a questo, l'anima è costantemente in Dio, a meno che essa non lo porti all'esterno, o non si spenga in essa.
Un maestro dice che questo qualcosa è talmente presente a Dio, che non può mai distogliersi da lui, e che Dio gli è sempre presente ed interiore. Io dico che Dio, continuamente ed eternamente, è stato presente in questo qualcosa, e che in esso l'uomo è uno con Dio. Non v'è qui affatto bisogno di grazia, perché la grazia è creata, e niente di creato interviene qui, perché nel fondo dell'essere divino, dove le tre Persone sono un solo essere, l'anima è una secondo questo fondo. Perciò, se lo vuoi, sono tue tutte le cose, e Dio. Distàccati dunque da te stesso e da tutte le cose, e da tutto quel che sei in te stesso, e cogliti secondo quel che sei in Dio.
I maestri dicono che la natura umana non ha niente a che fare col tempo, che è assolutamente intangibile e che è molto più intima all'uomo e vicina a lui di quanto egli non lo sia a se stesso. Perciò Dio prese la natura umana in sé e la unì alla sua persona. Allora la natura umana divenne Dio, perché egli assunse la natura umana nella sua essenza, e non un essere umano particolare. Perciò, se vuoi essere lo stesso Cristo e Dio, distaccati da tutto quel che il Verbo eterno non ha assunto in sé. Il Verbo eterno non ha assunto in sé un essere umano; distàccati perciò da tutto quel che è uomo in te e da tutto quel che sei, ed assumiti soltanto secondo la natura umana, perché allora sarai nel Verbo eterno ciò che la natura umana è in lui. Infatti la tua natura umana e la sua non sono diverse, sono una: ciò che essa è nel Cristo, lo è in te. Per questo motivo io dissi a Parigi che nell'uomo giusto si compie tutto quello che la sacra Scrittura e i profeti hanno detto. Se infatti tu sei quel che devi essere, è compiuto in te tutto quel che è detto nell'Antico e nel Nuovo Testamento.
Come devi essere? Lo si può capire in due modi, secondo la parola del profeta: "nella pienezza dei tempi, il Figlio fu inviato". "Pienezza dei tempi" si intende in due modi. Una cosa è nella sua pienezza quando è alla sua fine, come lo è il giorno alla sera. Ugualmente il tempo è nella sua pienezza quando è completamente distaccato da te. L'altro senso è questo: quando il tempo è alla sua fine, nell'eternità, allora il tempo è del tutto concluso, perché non v'è più né prima né poi. Allora tutto è nuovo e attuale, e tu hai in una contemplazione in atto tutto quel che mai fu e che mai sarà. Là non v'è né prima né poi, tutto è attuale, e in questa contemplazione in atto io possiedo tutto. È la "pienezza dei tempi", e così tutto è bene per me, ed io sono davvero il Figlio unigenito e il Cristo.
Che Dio ci aiuti a giungere a questa pienezza dei tempi. Amen.