"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

martedì 31 marzo 2020

René Guénon, Studi sull'Induismo - III - Kundalinî-Yoga

René Guénon
Studi sull'Induismo

III - Kundalinî-Yoga[1]

In diverse riprese si è già parlato su queste pagine degli studi di Arthur Avalon (sir John Woodroffe), dedicati a uno degli aspetti più mal conosciuti delle dottrine indù; quello che viene chiamato «tantrismo», in quanto si fonda sui trattati indicati sotto la dizione generica di tantra, e che è d’altronde molto più ampio e molto meno nettamente delimitato di quanto generalmente si creda, è infatti stato quasi sempre trascurato dagli orientalisti, i quali se ne sono tenuti lontani sia per la difficoltà di capirlo sia per certi pregiudizi; pregiudizi che d’altronde non sono se non una diretta conseguenza della loro incomprensione.

mercoledì 25 marzo 2020

Śrī Śrī Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī, L’autentica dottrina di Śaṃkara sull’avidyā - Avidyā Śaṃkara Siddhānta. Prefazione & Premessa.

Śrī Śrī Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī
L’autentica dottrina di Śaṃkara sull’avidyā - Avidyā Śaṃkara Siddhānta

Maitreyī, Prefazione del Curatore
Tra le numerose opere di Parama Pūjya Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī, il testo intitolato Śaṃkara Siddhānta[1] si distingue per lo scopo mirato a fare chiarezza tra le dottrine delle scuole post-śaṃkariane[2] e quelle ascrivibili con certezza a Śaṃkarācārya Bhagavatpāda.

sabato 21 marzo 2020

René Guénon, Studi sull'Induismo - II - Lo spirito dell’India

René Guénon
Studi sull'Induismo

II - Lo spirito dell’India[1]

L’opposizione tra Oriente e Occidente, ricondotta ai suoi termini più semplici, in fondo è identica a quella che spesso ci si compiace di stabilire tra la contemplazione e l’azione.

domenica 15 marzo 2020

Maitreyī, Shrî Karapatra Swami: La lampada della Conoscenza non-duale. Advaita Bodha Dîpikâ

Maitreyī
Recensione: Shrî Karapatra Swami: La lampada della Conoscenza non-duale. Advaita Bodha Dîpikâ

Traduzione dal sanscrito di Giorgio Conte, Saggio introduttivo di Marco Marino, Torino, Harmonia Mundi, 2016. ISBN 978-88-99743-03-9. Pp. 181.


Abbiamo colto l’occasione di recensire questa traduzione annotata e prefata dell’Advaita Bodha Dīpikā in concomitanza con la pubblicazione a puntate su questo Sito della traduzione del Śaṃkara Siddhānta di Śrī Śrī Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja inteso a correggere gli errori del mūlāvidyāvāda. Infatti, alcune posizioni di Svāmī Kārapātra coincidono con quelle della ‘dottrina della avidyā radicale’, distanti dalla dottrina śaṃkariana.

sabato 7 marzo 2020

René Guénon, Studi sull'Induismo - I - Âtmâ-Gîtâ

René Guénon
Studi sull'Induismo

I - Âtmâ-Gîtâ[1]

Nel nostro libro più recente abbiamo accennato a un significato interiore della Bhagavad-Gîtâ, la quale, quando sia intesa secondo tale punto di vista, prende il nome di Âtmâ-Gîtâ[2]; poiché ci sono state chieste alcune spiegazioni in proposito, pensiamo che non sia privo d’interesse darle in questa occasione.

giovedì 5 settembre 2019

Gian Giuseppe Filippi, Due volte nati, tre volte nati, mai nati. II/II

Gian Giuseppe Filippi
Due volte nati, tre volte nati, mai nati.
La dottrina vedāntica dell'immortalità
II

Come si diceva, l’iniziazione alla conoscenza dei testi vedici e dei rituali sacrificali (yajñakriyā), che segue il vedārambha, rappresenta il modello rituale a cui tutti gli altri riti d’iniziazione (dīkṣākriyā) dell’Induismo[1] si conformano, in riconoscimento della sua preminenza dovuta al fatto che essa è l’unica iniziazione descritta nei minimi dettagli nella śruti, ossia nel Veda

lunedì 2 settembre 2019

Gian Giuseppe Filippi, Due volte nati, tre volte nati, mai nati. I/II

Gian Giuseppe Filippi
Due volte nati, tre volte nati, mai nati.
La dottrina vedāntica dell'immortalità
I
In tutta l’India s’usa ripetere, in un sanscrito popolaresco, il motto che comincia con “Prathama guru tataḥ mātā”: invero, il primo guru è la madre.

mercoledì 21 agosto 2019

Lao-tze, Hua Hu Ching - III

Lao-tze
Hua Hu Ching - III

55
Le pratiche degli antichi maestri integrano scienza, arte, e personale sviluppo spirituale.
Mente, corpo e spirito partecipano in modo uniforme.

sabato 17 agosto 2019

René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta - 24. Lo stato spirituale dello Yogî: l’«Identità Suprema»

René Guénon
L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

24. Lo stato spirituale dello Yogî: l’«Identità Suprema»

Per ciò che concerne lo stato dello Yogî, che, con la Conoscenza, è «liberato in vita» (jîvan-mukta) e ha realizzato l’«Identità Suprema», citeremo ancora Shankarâchârya;[1] quanto egli dice al riguardo, mostrando le possibilità più alte che l’essere può raggiungere, servirà allo stesso tempo da conclusione a questo studio.

lunedì 12 agosto 2019

Lao-tze, Hua Hu Ching - II

Lao-tze
Hua Hu Ching - II

28
Si è tentati di vedere i cieli vasti e luminosi come il corpo del Tao.
Sarebbe un errore, comunque.
Se si identifica il Tao con una forma particolare, non si potrà mai vederlo.

giovedì 8 agosto 2019

René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta - 23. Vidêha-mukti e jîvan-mukti

René Guénon
L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

23. Vidêha-mukti e jîvan-mukti

La Liberazione, nell’ultimo caso di cui abbiamo parlato, è propriamente la liberazione fuori della forma corporea (vidêha-mukti), ottenuta al momento della morte in modo immediato, poiché la Conoscenza è già virtualmente perfetta prima della fine dell’esistenza terrena; deve essere dunque distinta dalla liberazione differita e graduale (krama-mukti), ma anche da quella ottenuta dallo Yogî già in questa vita (jîvan-mukti), in virtù della Conoscenza, non più soltanto virtuale e teorica, ma pienamente effettiva, tale cioè da realizzare veramente l’«Identità Suprema».

martedì 30 luglio 2019

Lao-tze, Hua Hu Ching - I

Lao-tze
Hua Hu Ching - I

1
Raggiungo la Via dell’Integrità e dell’unificazione con il grande e misterioso Tao.
I miei insegnamenti sono semplici, se si tenta di fare di loro una religione o una scienza, vi sfuggiranno.
Profondi ma semplici, contengono l'intera verità dell'universo.
Coloro che desiderano conoscere tutta la verità si rallegrano nel fare il lavoro e il servizio che viene loro.
Dopo averlo completato, avranno la gioia nel purificarsi e nel nutrirsi.
Dopo aver curato gli altri e se stessi, ritornate dal maestro per continuare l'istruzione.
Questo percorso semplice conduce alla pace, la virtù, e l’abbondanza.

mercoledì 24 luglio 2019

René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta - 22. La liberazione finale

René Guénon
L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

22. La liberazione finale

La «Liberazione» (Moksha o Mukti), vale a dire l’affrancamento definitivo dell’essere, il fine supremo al quale tende, di cui abbiamo ultimamente parlato, differisce assolutamente da tutti gli stati che tale essere ha potuto attraversare per pervenirvi; infatti, essa è l’ottenimento dello stato supremo e incondizionato, mentre tutti gli altri stati, anche se elevatissimi, sono sempre condizionati, ossia sottomessi a certe limitazioni che li definiscono, che li fanno essere ciò che sono, e che propriamente li costituiscono come stati determinati.

lunedì 15 luglio 2019

Detti e fatti dei Padri del deserto VI/VI - Della Custodia della Mente

Detti e fatti dei Padri del deserto

Della Custodia della Mente

L'abate Sisoe diceva: «Rettifica le inclinazioni del tuo corpo e per il cuore non ti sarà richiesto nulla».

sabato 22 giugno 2019

René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta - 21. Il «viaggio divino» dell’essere in via di liberazione

René Guénon
L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

21. Il «viaggio divino» dell’essere in via di liberazione

Il seguito del viaggio simbolico compiuto dall’essere nel suo processo di liberazione graduale, dall’estremità dell’arteria coronale (sushumnâ), che comunica costantemente con un raggio del Sole spirituale, fino alla sua ultima destinazione, si effettua seguendo la Via tracciata dal percorso di questo raggio in senso inverso (secondo la sua direzione riflessa) fino alla sua sorgente, che è appunto questa destinazione stessa.

mercoledì 12 giugno 2019

Devadatta Kīrtideva Aśvamitra, Alcune note riguardanti il prāna

Devadatta Kīrtideva Aśvamitra
Alcune note riguardanti il prāna

Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī, in un suo memorabile upadeśa, produsse la seguente metafora: “Il nostro corpo è come una grande casa dalle porte e finestre aperte, attraverso cui entra il vento (vāyu o prāṇa); esso percorre le nostre stanze e corridoi, per poi uscire. Quando si trova fuori del corpo lo chiamiamo “vento”; quando, invece, sta circolando per il corpo, lo chiamiamo “il nostro vento”.

lunedì 3 giugno 2019

René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta - 20. L’arteria coronale e il «raggio solare»

René Guénon
L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

20. L’arteria coronale e il «raggio solare»

Dobbiamo ora tornare a quel che avviene all’essere che, non ancora «liberato» al momento stesso della morte, deve percorrere una serie di gradi, rappresentati simbolicamente come tappe di un viaggio, e che sono altrettanti stati intermedi, non definitivi, che egli deve attraversare prima di giungere alla meta finale.

martedì 7 maggio 2019

Detti e fatti dei Padri del deserto V/VI- Dell'Umiltà

Detti e fatti dei Padri del deserto

Dell'Umiltà

Un fratello interrogò un anziano: «Che devo fare, poiché la vanagloria mi attanaglia?». L'anziano gli rispose: «Hai ragione, perché sei tu che hai fatto il cielo e la terra» Il fratello, toccato dalla compunzione, disse: «Perdonami, non ho fatto nulla»

sabato 20 aprile 2019

D. K. Aśvamitra, Recensione a: Jean-Louis Gabin: L’idée que l’islam doit dominer la planète (italiano)

Devadatta Kīrtideva Aśvamitra
Recensione a: Jean-Louis Gabin: L’idée que l’islam doit dominer la planète
(Vers la Tradition, N° Hors-Série, Décembre 2016)


Sull’onda delle più recenti notizie di cronaca, ma partendo da una prospettiva intellettuale hindū, Jean-Louis Gabin ha scritto un prezioso volumetto che si eleva ben al di sopra delle contingenze storiche.

lunedì 15 aprile 2019

René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta - 19. Differenza delle condizioni postume secondo i gradi della Conoscenza

René Guénon
L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta

19. Differenza delle condizioni postume secondo i gradi della Conoscenza

«Finché è in questa condizione (ancora individuale, di cui si parlava), lo spirito (che, di conseguenza, è ancora jîvâtmâ) di chi ha praticato la meditazione (durante la sua vita, senza raggiungere il possesso effettivo degli stati superiori del suo essere) resta unito alla forma sottile (che può anche essere considerata come il prototipo formale dell’individualità, poiché la manifestazione sottile rappresenta uno stadio intermedio fra il non-manifestato e la manifestazione grossolana, e ha la funzione di principio immediato rispetto a quest’ultima); in questa forma sottile esso è associato alle facoltà vitali (nello stato di riassorbimento o di contrazione principiale descritto in precedenza)».