"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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sabato 11 gennaio 2014

Al-Jîlânî, Spiegazione del termine Tasawwuf (Sufismo, Esoterismo islamico) e altri brani


‘Abd Al-Qâdir Al-Jîlânî*
Spiegazione del termine Tasawwuf
(Sufismo, Esoterismo islamico) 

In arabo la parola «Tasawwuf», (تصوف) è composta da quattro lettere [1]: «T», « S», «W», «F», che significano: 
la prima lettera «T» ( - ت) indica tawba, ovvero «pentimento», che è il primo passo sulla Via.
È come se si trattasse di un doppio passo, uno esteriore ed uno interiore: l'esteriore consiste nel pentimento relativo alle parole, agli atti ed ai sentimenti, mantenendo la propria vita scevra di peccati e di atti illeciti, perseguendo l'obbedienza, rifuggendo rivolta ed opposizione per cercare accordo ed armonia. Il passo interiore del pentimento è un atto del cuore consistente nel purificarlo dai desideri per le cose di questo mondo  e nella sua completa dedizione al Divino.
Il secondo grado è lo stato di gioia e purezza, safâ ed è simboleggiato dalla lettera «S» (sâd - ص).  Anche in questo grado vi sono due passi da fare: il primo verso la purezza del cuore, il secondo verso il suo centro nascosto. La purezza del cuore (safâ al-qalb) proviene da un cuore che si è liberato dall'ansia provocata dal peso delle preoccupazioni mondane per il cibo, per il bere, per il dormire, per i vani discorsi. Il modo per liberare il cuore e purificarlo è quello del ricordo (dhikr) di Allâh.
La terza lettera « (wâw - و), sta per la parola walâya, che è lo stato di «santità» degli amanti di Allâh e dipende dalla purezza interiore. Allâh menziona i Suoi amici (awliyâ) nel Sacro Corano: «Invero sugli amici di Allâh non vi è timore nè essi sono rattristati … Per costoro vi sono delle buone novelle in questo mondo e nell'altro» [2]. L’effetto visibile di tale stato è l’essere abbellito con i più bei tratti del carattere, con le virtù ed i buoni costumi; si tratta dell’elargizione di un dono divino. Il Profeta ha detto: “Caratterizzatevi con i tratti divini”.
La quarta lettera  « ( - ف), stà per fanâ, l'«estinzione dell'io», lo stato di annientamento in Allâh, ovvero a tutto ciò che non è Allâh. Quando gli attributi della natura umana si estinguono ed il falso io svanisce assieme alla molteplicità degli attributi e delle forme di questo mondo, allora non sussistono più che gli Attributi dell'Unità (sifât al-ahadiyya).
Questa è la stazione dei Profeti e dei Santi, gli amici di Allâh, situata nel dominio della Natura divina (lâhût). Quando l'esistenza contingente è unita all’esistenza eterna, non può essere più concepita come un'esistenza separata; quando tutti i legami terreni sono abbandonati e si è in unione con Allâh, con la Realtà divina, si riceve una eterna purezza, non si può più essere biasimati e si diventa uno dei «compagni del giardino, dove dimorano per sempre» [3], «coloro che credono ed operano rettamente» [4].
Tuttavia «Noi (Allâh) non poniamo alcun peso sull’anima che essa non possa sopportare» [5]. L'uomo deve soltanto possedere una instancabile pazienza. «Ed Allâh è con coloro che con pazienza perseverano» [6].

***

Brani estratti da Sirr al-asrâr (Il Segreto dei Segreti) [7] 

Introduzione 

"Sicuramente tra tutte le cose importanti, la più degna d’onore, la più elevata, il gioiello inestimabile, il più profittevole oggetto di scambio tra le creature è la conoscenza (‘ilm). Soltanto con la sapienza noi potremo raggiungere l’Unità di Allâh (tawhid), il Signore dell’universo; solo con la sapienza siamo in grado di comprendere e seguire i Suoi inviati e profeti, che la Grazia e la Pace divine siano su di loro. Compilando quest’opera l’abbiamo suddivisa in ventiquattro capitoli, perchè nella Professione di Fede".

 Il ritorno dell'uomo alla sua patria di origine 

"L’uomo, agendo in conformità alle leggi generali, può far ritorno alla sua origine seguendo certe tappe e per realizzarle seguirà le norme evidenti della religione. Seguendole egli progredirà sulla Via e salendo gradino dopo gradino potrà raggiungere lo stadio della Via spirituale, accedendo al dominio della Gnosi.
Ci si devono prefiggere poi tre obiettivi, costituiti da altrettanti Paradisi. Il primo si chiama al-Ma’wa, il Paradiso della Dimora sicura: è il Paradiso terrestre. Il secondo si chiama al-Na’im, il Paradiso della delizia della Grazia di Allâh sulle Sue creature: è il Paradiso del regno angelico. Il terzo si chiama al-Firdaws, il Paradiso della Dimora suprema: è il Paradiso celeste. Questi tre Paradisi costituiscono le ricompense, una misericordia da parte di Allâh, che l’uomo potrà ottenere con i suoi sforzi secondo tre successivi ordini di conoscenza: sforzi nell’adempiere i precetti della religione; sforzi per eliminare la molteplicità che è in lui; sforzi infine per accedere allo stato di Gnosi che gli consentirà di conoscere il suo Signore". 

Le diverse sedi dello Spirito all'interno del corpo 

"La sede dell’«animo umano», lo spirito vitale, è il corpo; esso è connesso alle facoltà di sensazione. La sua sfera d’azione è la vita religiosa ed il suo compito precipuo quello di seguire i precetti divini.
Stati spirituali come il saper scordgere in questo mnondo visibile le prove dell’esistenza del Principio divino – la manifestazione dei Suoi Attributi, l’Unità divina racchiusa all’interno della molteplicità, la Verità nascosta dietro le apparenze – e la prossimità al proprio Creatore, sono la ricompensa per gli atti di ubbidienza e le pratiche di culto compiute senza attaccamento.
La conoscenza esteriore delle apparenze è come acqua piovana, che viene e poi fluisce via, mentre la conoscenza interiore è come una sorgente la cui fonte non si dissecca mai". 

La Conoscenza 

"Il vero servitore di Allâh è obbligato ad adempiere i Suoi comandamenti e ad astenersi da quel che Egli ha proibito, ed è altresì tenuto ad opporsi al suo ego ed alle tendenze inferiori dell’anima. La principale resistenza alla religione, da parte della propria individualità, si manifesta sotto forma di immaginazioni e illusioni contrarie alla realtà. Lungo la Via iniziatica, l’ego ingannatore incoraggia a trovarsi in accordo nel seguire formulazioni e princìpi che sono soltanto prossimi alla Verità, oppure ad aderire ad insegnamenti profetici ed asserzioni di santi che sono state distorte, a seguire falsi maestri e false idee. Sul piano della Gnosi, invece, l’ego sollecita la pretensione della santità, o perfino della divinità; il peggiore dei crimini è quello di ritenersi associati ad Allâh.
Il vero servitore di Allâh libero dall’opposizione dell’io e del Demonio, perchè protetto dallo scudo della sincerità e della purezza.
L’uomo può raggiungere la Verità solo quando è assolutamente puro, poichè gli attributi di essere contingente non sono estinti che mediante la manifestazione dell’Essenza.
Colui che non è in grado di trovare questa conoscenza dentro se stesso non potrà diventare un vero Conoscitore neppure leggendo un milione di libri". 

L'invocazione di Allâh 

“La miglior forma di invocazione praticata da me e dai profeti prima di me è la frase divina La ilaha illa Llah, “non v’è divinità se non Allâh”. 

Le condizioni necessarie per l'invocazione 

"Una delle condizioni che servono a predisporre all’invocazione è quella di trovarsi in uno stato di purezza rituale mediante l’abluzione; lavandosi fisicamente e purificandosi interiormente". 

La visione di Allâh: il punto in cui si ha la contemplazione dell'essenza divina 

"La visione di Allâh è di due specie: una consiste nel vedere la Bellezza divina nell’Aldilà direttamente, senza la mediazione dello specchio del cuore, mentre l’altro consiste nel vedere la manifestazione degli attributi divini riflessa sullo specchio del cuore puro durante questa stessa vita.
Il vero culto può essere attuato soltanto quando il velo dell’anima che copre il cuore viene sollevato, cì che quell’eterna Luce risplenda su di esso: solo allora il cuore è illuminato dalla Luce divina e lo Spirito può vedere gli Attributi del Principio mediante quella nicchia celeste". 

I veli du luce e di ombra 

L’Altissimo ha detto: «Chiunque è cieco in questo mondo, sarà cieco anche nell’Aldilà». Non si tratta qui della cecità degli occhi sensibili, ma di quella degli occhi del cuore.
Le due cause che rendono cieco il cuore sono il velo dell’io e la noncuranza, che fanno sì che l’uomo dimentichi Allâh.
La ragione principale della noncuranza sta nell’ignoranza della realtà profonda della Legge divina e dei suoi precetti.
Alcune delle caratteristiche di tale oscurità sono: l’arroganza, l’orgoglio, l’invidia, la meschinità, il senso di vendetta, la menzogna, il pettegolezzo, la calunnia e molti altri detestabili aspetti della natura umana.
Per liberarsi di queste tendenze malvagie l’uomo deve pulire e far risplendere lo specchio del cuore, combattendo contro la propria individualità tanto all’esterno che all’interno di se stessi, sbarazzandosi della molteplicità che dimora nell’essere, fino a raggiungere l’Unità.
Quando gli attributi di tenebra ti lasciano, la luce ne prende il posto e l’uomo vede mediante la vista interiore dello Spirito.
Tuttavia, queste luci sono ancora dei veli che nascondono la luce dell’Essenza divina, ma quando il momneto è agiunto anche questi veli vengono sollevati, lasciando soltanto la luce dell’Essenza.
Il percorso che dovrai compiere nella tua scesa per raggiungere questi gradi dipende dalla sistanza che sei riuscito a porre tra te ed i bassi desideri della tua anima inferiore.
Il fine che tu desideri raggiungere non è altro che la realizzazione della tua vacuità rispetto ad ogni cosa che non sia l’Essenza di Allâh senza che via sia alcuna vicinanza nè lontananza, nè riunione, nè incontro, nè unione, nè separazione.
Egli è il Glorioso, a Lui spetta la lode, il Misericordioso! Egli diviene visibile in ciò stesso che Egli ti nasconde, e Si manifesta nel momento che fa scendere dei veli tra lui e te. Il Suo essere conosciuto è nascosto nel Suo non essere conosciuto.
Nel giorno del Giudizio dovrai leggere il libro delle tue azioni al cospetto del tuo Signore e sarà una lettura conclusiva: non ti sarà più data l’opportunità di pareggiare il bilancio. 

La gioia che deriva dalla bontà e la miseria del ribelle 

"Devi sapere che tutti gli uomini sono inclusi in una di queste due categorie: quella degli uomini che sono in pace, felici e contenti, quelli che compiono delle opere meritorie in uno stato di obbedienza ad Allâh, e quella di coloro che provano insicurezza, dubbio e miseria nella loro ribellione contro le prescrizioni della Volontà divina. Sia la qualità dell’obbedienza che quella della ribellione si trovano presenti in ciascun essere umano. Se in un essere predomina la purezza, la sincerità e il bene, i suoi tratti egoisitici vengono trasformati in stati spirituali ed il suo lato ribelle viene sopraffatto da quello buono. Dall’altro lato invece, se un individuo segue le leggi dei desideri carnali e le tendenze del suo io, il carattere ribelle domina allora quello che in lui è senza attaccamento ed obbediente, e questi si trasforma in un ribelle.
Obbedienza e ribellione indicano il bene ed il male. Sono presenti in ciascun uomo, ma non rimangono così come sono all’origine. Il bene può tramutarsi in male ed il male in bene.
Che i credenti sappiano e riconoscano che tutto quel che fanno di bene non viene da loro, ma attraverso di loro. Il successo viene dal Creatore. Sappiamo invece che, quando cadono in errore, le mancanze ed i peccati appartengono a loro, affinchè abbiano a pentirsi. L’errore proviene dalle ingiustificate ambizioni dell’individualità". 

I dervishi 

"V’è un gruppo di persone detti Sufi, per il cui nome sono state date quattro diverse interpretazioni. Alcuni, guardando il loro aspetto esteriore, hanno visto che si vestono con abiti di lana grezza. In arabo la parola che designa la lana è suf, ed essi sono così chiamati per questo motivo. Altri, vedendo che, il loro modo di vivere è libero dalle ansie di questo mondo, che sono in pace con se stessi e sereni – in arabo ciò è detto safa -, li chiamano Sufi per questa ragione. Altri ancora, guardando più in profondità, hanno osservato i loro cuori, purificati da tutto ciò che non è l’Essenza di Allâh, e per la purezza di questi cuori – che in arabo è safi -, li hanno chiamati Sufi. Altri conoscitori, infine, li hanno chiamati in questo modo perchè essi nel Giorno dell’Ultimo Giudizio si troveranno nel mondo della Prossimità divina, nella prima linea – che in arabo è saff – di fronte ad Allâh.
Vi sono anche quattro tipi di conoscenza. Il primo è costituito dalla conoscenza dei precetti divini. Il secondo tipo consiste nella conoscenza delal via iniziatica. Il terzo tipo è dato dalla conoscenza spirituale o Gnosi. In ultima istanza viene la conoscenza della Verità". 

La purificazione 

"Vi sono due tipi di purificazione: una esteriore che viene ordinata dai precetti della Legge sacra e sicompie mediante il lavaggio del corpo con acqua pura; l’altra, di ordine interiore, che si ottiene con la presa di coscienza dell’impurità che abbiamo in noi stessi, mediante la consapevolezza dei nostri peccati e il pentimento sincero di averli commessi. Questa purificazione interiore necessita di una Via spirituale e viene insegnata da un Maestro.
Dal punto di vista delle regole e dei precetti della religione, un individuo diviene impuro e perde il proprio stato di purità rituale quando dal corpo vengono emessere certe sonstanze impure.
Anche la purezza interiore può essere persa, forse ancor più frequentemente di quella esteriore, mediante un pessimo carattere, un comportamento grossolano, con azioni e qualità negative quali l’orgoglio, l’arroganza, la menzogna, il pettegolezzo, la calunnia, l’invidia e la collera.
Quando la purezza interiore è stata così contaminata e l’abluzione spirituale rotta, il rinnovo dell’abluzione avviene mediante un pentimento sincero compiuto prendendo coscienza dei propri errori, con un doloroso rimorso accompagnato dalle lacrime, formulando il fermo proposito di non ricadere nell’errore, col desiderio di evitarlo, chiedendo perdono ad Allâh, e pregandoLo di proteggerci dal ricadere nuovamente in simili peccati.
Pregare significa presentarci di fronte al nostro Signore, ed avere l’abluzione, trovarci cioè in uno stato di purità rituale, è un prerequisito della preghiera. Il saggio sa bene che la pulizia del proprio essere esteriore non è sufficiente, poiché Allâh vede le profondità nascoste del cuore, che deve essere stato purificato dall’abluzione del pentimento. Soltanto allora la preghiera sarà accettata". 

Il significato della preghiera e del culto interiore 

"Ad ogni musulmano viene ingiunto di compiere la preghiera rituale (salat) cinque volte al giorno, a momenti determinati questa è un’ingiunzione divina.
Il culto proprio alla Via iniziatica consiste invece nella preghiera del cuore.
Il vero culto è il culto del cuore. Se il cuore di un individuo è negligente verso il vero culto, la preghiera rituale è priva di ordine, e quando ciò si verifica, la pace che l’uomo spera di ottenere dalla preghiera rituale non può essere realizzata.
La preghiera è infatti un segreto colloquio del servo con il suo Signore ed il luogo in cui avviene questo segreto colloquio è il cuore.
Se il culto rituale non si combina con quello interiore del cuore, esso è manchevole. 

La purificazione mediante la Gnosi 

"Lo scopo di questa purificazione è di due specie: la prima è quella di ottenere la conoscenza degli Attributi divini, l’altra quella dell’Essenza.
La purificazione per accedere alla conoscenza degli Attributi necessita di un’iniziazione capace di condurre l’individuo lungo il processo di pulitura dello specchio del cuore dalle immagini umane ed animali mediante l’invocazione dei Nomi divini. Questa invocazione ne costituisce la chiave, la “parola di passo” che apre l’occhio del cuore e soltanto quando questo occhio sarà aperto l’essere potrà scorgere i veri Attributi dell’Altissimo". 

La carità 

"Vi sono due tipi di carità: quella prescritta dalla Legge e quella di ordine spirituale, che ha una natura differente. Le donazioni rese obbligatorie dalla Legge religiosa concernono i beni di questo mondo ottenuti in modo lecito. Una percentuale fissa del sovrappiù viene distribuita tra gli indigenti. La carità consiste in un’elemosina ai poveri". 

Il digiuno di carattere obbligatorio e il digiuno spirituale 

"Il digiuno prescritto dalla Legge consiste nell’astensione dal mangiare, dal bere e dalle relazioni sessuali dall’alba al tramonto, mentre quello spirituale richiede che si trattengano tutti i sensi ed i pensieri dall’accostarsi a ciò che è illecito. Esso ha in vista l’abbandono, sia interiore che esteriore, di tutto ciò che non ha armonia e la minima incrinatura di tale intenzione rompe il digiuno. Il digiuno prescritto dalla Legge è circoscritto nel tempo, mentre quello spirituale è ininterrotto e permane sia nella vita temporale che in quella eterna". 

Il pellegrinaggio alla Mecca ed il pellegrinaggio interiore verso l'essenza del cuore 

"Il Pellegrinaggio secondo i precetti della Legge consiste nella visita alla Ka’ba nella città della Mecca.
Chiunque può compiere il pellegrinaggio sarà salvato dal Fuoco: è questa la sua ricompensa.
Il Pellegrinaggio interiore necessita invece di una gran cura nella preparazione e di un accumulo di provviste prima di intraprendere il viaggio. La prima cosa da fare è quella di trovare colui che può guidarci sulla Via iniziatica, ricevendone da lui l’influenza spirituale ed i mezzi di cui avremo bisogno lungo il cammino.
In seconda istanza si dovrà preparare il proprio cuore e per renderlo idoneo si reciterà la frase sacra La ilaha illa Llah, “non v’è divinità se non Allâh” e ci si ricorderà di Allâh contemplando il significato di questa frase.
Dopo aver proceduto alla purificazione interiore, si dovrannoi recitare i Nomi che esprimono gli Attributi dell’Altissimo, che accenderanno la luce della Bellezza e della Grazia divine. 

La testimonianza della verità divina mediante lo stato di pace che deriva dall'abbandono delle cose di questo mondo mediante l'estasi 

"Vi sono due forme di stato estatico: uno fisico ed uno spirituale. Quello fisico è una produzione dell’io, non conferisce alcuna soddisfazione spirituale, poichè avviene sotto l’influenza dei sensi; il più delle volte ha perfino un carattere ipocrita, manifestandosi perchè altri lo vedano o ne sentano parlare. Questo tipo di stato estatico è privo di qualsiasi valore perchè è provocato e perseguito come un fine: colui che lo prova ritiene ancora di “poter fare” e di “poter scegliere”. A questo genere di esperienze non si deve accordare alcuna importanza.
Lo stato estatico spirituale, per contro, è di una natura completamente differente, poichè è uno stato causato dalla forza dell’attrazione divina.
Ciò avviene perchè in tali momenti la resistenza fisica dell’individuo viene annullata; la volontà, nonchè la capacità della mente a doscernere e decidere, sono sopraffatte. Quando sia le facoltà fisiche che quelle mentali sono indebolite, allora lo stato estatico è di ordine puramente spirituale. Questo genere di esperienza porterà allora un gran beneficio.
Vi sono dieci stati estatici. Alcuni di questi sono apparenti ed i loro segni visibili, altri invece sono celati e non trapelano all’esterno, come l’inclinazione interiore rivolta verso il ricordo di Allâh o una silenziosa lettura del Corano. Piangere, provare un profondo senso di rimorso, temere la punizione divina, il desiderio e il dispiacere, il provar vergogna per il tempo trascorso nell’incoscienza, sbiancare nel volto, oppure arrossire per l’eccitazione provocata dagli stati interiori o per degli avvenimenti esteriori, bruciare di desiderio per Allâh: questi e tutte le altre simili alterazioni delle normali condizioni fisiche e spirituali di un individuo, sono segni di uno stato estatico". 

Il distacco dal mondo in ritiro e solitudine 

"Ritiro e solitudine devono essere considerati come stati del distacco interiore ed esteriore.
Lo stato esteriore del ritiro è quando un uomo decide di distaccarsi dal mondo, recludendosi in uno spazio lontano dalla fonte, perché gli uomini siano al riparo dai suoi caratteri indesiderabili e dalla sua esistenza.
Oltre a ciò, costui spera che questo isolamento emenderà il suo io ed i suoi appetiti, consentendogli di sviluppare il suo essere spirituale interiore.
Iddio loda coloro che si prevengono dal commettere cattive azioni, perché questo è il vero pentimento, un pentimento attivo.
Il ritiro è un castello contro i propri peccati ed errori. Solo al suo interno ci si può conservare.
Il suo significato interiore, invece, è l’esclusione dal cuore perfino dei pensieri riguardanti tutto ciò che appartiene alla sfera del mondo, del male e dell’io, abbandonando cibo, bevande, proprietà, famiglia, moglie, figli, nonché la cura e l’amore per chicchessia.
Il pensiero degli altri, la loro visita o ascolto, non devono entrare nel ritiro.
Il primo fine della Via spirituale è la purificazione del cuore, e la prima azione necessaria per raggiungere questo obiettivo consiste nella negazione dell’io e dei futili e vani desideri dell’anima. Durante il ritiro, attraverso il silenzio, la disciplina spirituale ed il ricordo costante, l’individualità viene riplasmata. Occorre solo che ci sia determinazione, amore, sincerità, pentimento e vera fede.
Quando colui che ha fede nell’Unità, dopo essersi pentito ed essere stato iniziato, pratica il ritiro cellulare osservando le condizioni che abbiamo menzionato, Allâh allontana da lui tutto quel che vi è di male e di dannoso, impedendo che ritorni; il suo cuore viene illuminato, il suo aspetto reso dolce ed i suoi sensi, tanto esteriormente che interiormente, sono purificati". 

Preghiere e recitazioni che vengono praticate durante il ritiro 

"Chiunque ha scelto di praticare il ritiro cellulare per avvicinarsi ad Allâh deve conoscere le preghiere e le recitazioni appropriate al suo fine. L’esecuzione di queste preghiere richiede che ci si trovi in stato di purezza rituale e, per quanto possibile, in digiuno". 

I sogni 

"I sogni fatti durante il periodo che va da quando ci si è appena addormentati fino al momento di cadere nel sonno profondo sono veridici e benefici. Questo genere di sogni veicolano spesso delle rilevazioni e sono uno strumento di fatti miracolosi. Sono costituiti dalle immagini che si proiettano sull’occhio del cuore.
La prima categoria del sogno soggettivo è il riflesso di un elevato stato spirituale e della virtù che ne consegue, e si manifesta con immagini quali il sole, la luna, le stelle, scene di bianchi deserti inondati di luci, i giardini del Paradiso, palazzi, spiriti stupendi in sembianze angeliche e così via. Questi sono tutti attributi di un cuore puro. La seconda categoria di sogni soggettivi comprende immagini corrispondenti allo stato di colui che è libero dall’ansia, che ha realizzato la conoscenza di se stesso e ha trovato la pace interiore. Queste immagini sono rappresentate dalle delizie che egli troverà nel Paradiso, come il gusto dei cibi celesti, il profumo ed i suoni del Paradiso.
Vi sono sogni, tuttavia, che sono il risultato del cattivo carattere. Essi mostrano gli attributi dell’io o la realizzazione dei propri misfatti, ma l’individuo è impotente a prevenirli". 

Coloro che seguono la via iniziatica 

"Le Genti della Via iniziatica si suddividono in due gruppi.
Il primo è quello dei Sunniti: costoro seguono i precetti del Sacro Corano e le pratiche e le norme derivare dal comportamento e dalle parole del Profeta; ne adottano il modello nel modo di esprimersi, di agire, di pensare e nei sentimenti; costoro seguono inoltre il significato interiore della religione, cercando di comprenderlo e di applicarlo, non di seguire ciecamente. Costituiscono le “Genti della Sunna e della Comunità ortodossa.
Il secondo gruppo è costituito dagli eretici...”. 

Conclusione 

"Chi è in viaggio sul cammino che porta alla Verità dev’essere dotato di intelligenza, discernimento e capacità intuitiva. Sono questi i suoi prerequisiti.
Il viaggiatore si trova sul cammino perché non c’è un luogo a cui egli desidera pervenire. Tutta la sua attenzione è fissa essenzialmente sulla meta, tuttavia non può ignorare l’importanza dei preparativi per il viaggio. Quando si prepara deve badare a non farsi ingannare dall’attrazione delle apparenze, e non deve gravarsi d’eccessivo bagaglio, né scambiare le soste e le stazioni per la meta finale.
Ciò è fondamentale su questa Via: lasciarsi alle spalle ogni bagaglio e dipendere esclusivamente da Allâh, senza farsi distrarre dalle tentazioni delle stazioni della Via.
Chi è in viaggio sul cammino verso la Verità deve tuttavia temere e sfuggire alla Collera divina e a tal fine è necessario che costui presenti all’Altissimo tutto quello che possiede, perfino il suo stesso essere, la sua esistenza, deponendolo ai Suoi piedi e cercando rifugio da Lui in Lui.
O ricercatore, cadi sulle ginocchia innanzi al tuo Signore! Spogliati del tuo essere materiale! Confessa e pentiti dei tuoi errori passati e rimani in attesa alla porta della Sua Misericordia senza più nulla, in completa indigenza!"

*** 

Brani estratti da Futuh al ghaib [8] 

Tre cose sono indispensabili al credente in ogni situazione della vita: fare ciò che Dio ha comandato, evitare ciò che ha proibito e accettare sempre quanto Dio ha stabilito per lui." 
[discorso 1]

"Quando sarai morto alla creazione, ti verrà detto: «Possa Allah avere misericordia di te» e Allah ti farà morire ai desideri della carne. E quando sarai morto ai desideri della carne ti verrà detto: «Possa Allah avere misericordia di te». Allora Lui farà morire i tuoi desideri e la tua volontà. E quando sarai morto ai tuoi desideri e alla tua volontà ti verrà detto: «Possa Allah avere misericordia di te» e Lui ti riporterà a una nuova vita" 
[discorso 4]

"Non chiedere ad Allah, l'Onnipotente, il Glorioso, niente altro che il perdono per i peccati passati e la protezione dai peccati presenti e futuri e che ti doni la forza di obbedire e di fare ciò che è comandato ed evitare ciò che è proibito e di essere paziente di fronte alle calamità e di essere grato del bene [...].
Hazrat Umar bin al-Khattab ha detto:
«Al mattino non mi interessa se il giorno mi porterà ciò che mi spiace o ciò che amo, perché io non so in quale dei due stia il bene».
Ha detto ciò per il suo essere perfettamente appagato di ciò che Allah ha scelto e decretato:
«Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete»" (Corano II, 216)
[discorso 69]

* Sufi nato nel 1077/8 e morto a Baghdad il 1166 d.C., conosciuto come «il santo di Baghdad», era discendente del profeta Muhammad da parte di padre, discendente da Hasan figlio di 'Alî, e madre discendente da Huseyn figlio di 'Alî. Fu il fondatore della più antica tariqa Qadiriyya considerata tra le più antiche e originarie.

** L'immagine: calligrafia di due versetti della sura Al-Mutaffifîn 83, 22-23: «I giusti saranno nella delizia, osserveranno [appoggiati] su alti divani».

إِنَّ الْأَبْرَارَ لَفِي نَعِيمٍ (22) عَلَى الْأَرَائِكِ يَنْظُرُونَ (23)


[1] In arabo le parole sono formate a partire da una «radice» trilittere (con eccezione di alcune parole quadrilittere). Nel caso del termine tasawwuf la radice è formata dalle tre lettere «S» (sâd), «W» (wâw) e «F» () cui è anteposto un prefisso formato dalla lettera «T» (). 
[2] Corano X, 62, 64. 
[3] Corano, VII, 42. 
[4] Ibid. 
[5] Ibid. 
[6] Corano, VIII, 66. 
[7] In italiano è pubblicato il testo Sirr al-asrâr - Il segreto dei segreti da Edizioni 3P, precedentemenete pubblicato dalla casa editrice L'Ottava, 1994 (versione italiana a cura di Paolo Urizzi). I brani scelti sono tratti da: http://stefanofiorucci.altervista.org