"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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giovedì 9 gennaio 2014

René Guénon, «I cani abbaiano, la carovana passa» - Ciò che non siamo

René Guénon
«I cani abbaiano, la carovana passa»
Ciò che non siamo*

All'inizio del nostro secondo anno [**], ci sembra necessario, per allontanare ogni equivoco dalla mente dei nostri lettori, e per tagliare corto in anticipo sulle possibili insinuazioni, di dire molto nettamente, in poche parole, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo e non possiamo essere.

Innanzitutto, come abbiamo già dichiarato (vedere Ai nostri Lettori), non ci poniamo mai sul campo della scienza analitica e sperimentale che non si propone, come fine, che lo studio dei fenomeni del mondo materiale. Non ci poniamo sul terreno della filosofia occidentale moderna della quale, d’altronde, ci riserviamo prima o poi di dimostrare tutta l'inanità.
Non occupandoci minimamente di questioni d'ordine morale e sociale, il nostro dominio non ha neanche nessun punto di contatto con quello delle religioni exoteriche con le quali, di conseguenza, non possiamo trovarci in concorrenza né in opposizione.

D'altra parte, non siamo né occultisti né dei mistici e non vogliamo avere né da vicino né da lontano alcun rapporto, di qualsiasi natura, con i molteplici gruppi che procedono dalla speciale mentalità designata da una o l'altra di queste due denominazioni. Intendiamo restare assolutamente estranei al movimento detto «spiritualista» che non può, del resto, essere preso assolutamente sul serio da nessun uomo ragionevole; tra le persone che seguono questo movimento o che lo dirigono, possiamo compiangere solamente coloro che sono in buona fede e disprezzare gli altri.

Poi, un altro punto che c'interessa stabilire bene tanto quanto il precedente, è che non siamo e non vogliamo essere degli innovatori a nessuno titolo né a nessuno grado. Non abbiamo nulla del carattere dei fondatori delle nuove religioni, perché pensiamo che ne esistano già fin troppe nel mondo; fermamente e fedelmente attaccati alla Tradizione ortodossa, una e immutable come la Verità stessa di cui è la più alta espressione, siamo gli avversari irriducibili di ogni eresia e di ogni modernismo, e disapproviamo fortemente i tentativi, chiunque ne siano gli autori, che hanno lo scopo di sostituire alla pura Dottrina dei sistemi qualsiasi o delle concezioni personali. Ci riserviamo il diritto di denunciare apertamente tali malefatte intellettuali e spirituali, ogni volta che lo giudicheremo utile per una ragione qualsiasi; ma ricordiamo di nuovo che non intraprenderemo mai nessun tipo di polemica, perché detestiamo profondamente la discussione, tanto più che siamo convinti della sua perfetta inutilità.

Di ciò che abbiamo appena detto, risulta che non possiamo essere degli eclettici; non ammettiamo che le forme tradizionali regolari e, se le ammettiamo tutte allo stesso titolo, è perché non sono in realtà che i vestiti differenti di una sola e medesima Dottrina.

Infine, interamente disinteressati ad ogni azione esteriore, non pensiamo di rivolgerci alla massa, né a farci comprendere da lei. Non ci preoccupiamo per nulla dell'opinione del volgo, disprezziamo tutti gli attacchi, da qualsiasi lato possano venire, e non riconosciamo a nessuno il diritto di giudicarci. Questo sia dichiarato una volta per tutte, inseguiamo il nostro lavoro senza preoccuparci delle chiacchiere che provengono da fuori; come dice un proverbio arabo: «I cani abbaiano, la carovana passa».


***
«Les chiens aboient, la caravane passe»
 Ce que nous ne sommes pas***

Au début de notre seconde année, il nous paraît nécessaire, pour écarter toute équivoque de l’esprit de nos lecteurs, et pour couper court à l’avance à des insinuations possible, de dire très nettement, en quelques mots, ce que nous ne sommes pas, ce que nous ne voulons et ne pouvons être.
Tout d’abord, comme nous l’avons déjà déclaré (voir À nos Lecteurs), nous ne nous plaçons jamais sur le terrain de la science analytique et expérimentale, qui ne se propose pour but que l’étude des phénomènes du monde matériel. Nous ne nous plaçons pas avantage sur le terrain de la philosophie occidentale moderne, dont nous nous réservons d’ailleurs de démontrer quelque jour toute l’inanité.
Ne nous occupant nullement des questions d’ordre moral et social, notre domaine n’a aucun point de contact non plus avec celui des religions exotériques, avec lesquelles, par conséquent, nous ne pouvons nous trouver ni en concurrence ni en opposition.
D’autre part, nous ne sommes ni occultistes ni des mystiques, et nous ne voulons avoir de près ni de loin aucun rapport, de quelque nature que ce soit, avec les multiples groupements qui procèdent de la mentalité spéciale désignée par l’une ou l’autre de ces deux dénominations. Nous entendons donc rester absolument étrangers au mouvement dit spiritualiste, qui ne peut d’ailleurs actuellement être pris au sérieux par aucun homme raisonnable ; parmi les gens qui suivent ce mouvement ou qui le dirigent, nous ne pouvons que plaindre ceux qui sont de bonne foi, et mépriser les autres.
Ensuite, un autre point qu’il nous importe tout autant que le précédent de bien établir, c’est que nous ne sommes et ne voulons être des novateurs à aucun titre ni à aucun degré. Nous n’avons rien du caractère des fondateurs de nouvelles religions, car nous pensons qu’il en existe déjà beaucoup trop dans le monde ; fermement et fidèlement attachés à la Tradition orthodoxe, une et immutable comme la Vérité même dont elle est la plus haute expression, nous sommes les adversaires irréductibles de toute hérésie et de tout modernisme, et nous réprouvons hautement les tentative, quels qu’en soient les auteurs, qui ont pour but de substituer à la pure Doctrine des systèmes quelconques ou des conceptions personnelles. Nous nous réservons le droit de dénoncer au grand jour de tels méfaits intellectuels et spirituels, chaque fois que nous le jugerons utile pour une raison quelconque ; mais nous rappelons de nouveau que nous n’entreprendrons jamais aucune espèce de polémique, car nous détestons profondément la discussion, d’autant plus que nous sommes convaincus de sa parfaite inutilité.
De ce que nous venons de dire, il résulte que nous ne pouvons pas être des éclectiques ; nous n’admettons que les formes traditionnelles régulières, et, si nous les admettons toutes au même titre, c’est parce qu’elles ne sont en réalité que des vêtements divers d’une seule et même Doctrine.
Enfin, entièrement désintéressés de toute action extérieure, nous ne songeons point à nous adresser à la masse, ni à nous faire comprendre d’elle. Nous ne nous soucions nullement de l’opinion du vulgaire, nous méprisons toutes les attaques, de quelque côté qu’elles puissent venir, et nous ne reconnaissons à personne le droit de nous juger. Ceci étant déclaré une fois pour toutes, nous poursuivons notre œuvre sans nous préoccuper des bruits du dehors ; comme le dit un proverbe arabe: «Les chiens aboient, la caravane passe».

* Dichiarazione di Palingénius alla Direzione. Lettera firmata Palingenius che apparve su La France Antimaçonnique, il 4 maggio 1911. A parte qualche piccola correzione la versione italiana è a cura di utente di: lavianascosta.forumfree.it
**  [Di collaborazione con la rivista in oggetto. N.d.r.]
*** Déclaration de Palingénius à la Direction. Lettre signée Palingenius qui parut dans La France Antimaçonnique, le 4 mai 1911. Originale francese: esprit-universel.over-blog.com