"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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venerdì 24 gennaio 2014

Lettera di René Guénon a Denys Roman - 25 Marzo 1948

Lettera di René Guénon a Denys Roman*

Il Cairo, 25 Marzo 1948 

Cariss∴ F∴,
Ero venuto a sapere dal F Maridort, qualche giorno fa, che la mia risposta alla vostra lettera non vi era mai arrivata; dato che questo risale alla fine di dicembre, si direbbe proprio che non ci sia più alcuna speranza che la riceviate e, d'altro canto, ho constatato che anche altre lettere si sono smarrite, egualmente, nello stesso periodo.
Ciò è ancor più fastidioso in quanto non riesco più a ricordarmi tutto quel che vi dicevo; mi riproponevo, tuttavia, di cercare di ricordarne per lo meno l'essenziale quando, l'altro ieri, mi è arrivata la vostra lettera del 16 marzo.
Ho saputo, inoltre, tramite il F∴ Maridort, che stavate per ricevere il grado di Compagno senza dover attendere oltre e credo che, addirittura, ciò debba avvenire oggi stesso. Sono stato contentissimo di questa notizia e non resta più da augurarsi che i tempi possano essere abbreviati ancora, il che porterebbe ad un guadagno di un anno, più o meno; sono sempre più convinto che, per molteplici ragioni, ci sarebbe tutto l' interesse affinché vi arriviate tutti e tre al più presto possibile ...
Il F∴ Maridort mi ha, parimenti, comunicato le informazioni che gli avete inviato riguardo a J. B. ed alla L. Chéops; vi sono, in tutto ciò, delle cose assai singolari e soprattutto questa storia del 'Rituale delle Tre Luci' che mi pare comporti delle innovazioni piuttosto fantasiose, il che, peraltro, non mi stupisce se si tratta davvero di J. Chaboseau, com'è stato detto; in quest'affare ci sono delle cose che sarebbe bene chiarire, se possibile.
Altra cosa ancora, per non dimenticarsene: il F∴ Mordvinoff, l'ultima volta che mi ha scritto, mi ha dato la lista degli Ufficiali ma, dato che gli accade spesso di deformare i nomi propri, non son riuscito a capire qual è quello del 2° Sorv∴ ; potreste dirmelo? Ho fatto anche un'osservazione, a proposito di questa lista: non si sono ristabilite, alla G.T.[1], com'era stato fatto una volta alla Thébah[2], le funzioni dei Diaconi, alle quali si riconosce grande importanza nella Mass∴ inglese? Vorrei anche, per una ragione simile, domandarvi ove risiede il 2° Sorv∴; è, questo, un punto che può condurre a delle modificazioni soprattutto nel rituale d'apertura; se voi non siete a conoscenza di quello in uso alla Thébah, che era un adattamento d'un antico rituale operativo inglese, bisognerà che mi impegni a ritrovarlo per mandarvene copia.
Sono un po' stupito per quel che mi dite a proposito del modo in cui i membri della Commissione dei rituali si sono disinteressati dei suoi lavori; ma, se il F∴ Mar. non ne è rimasto scoraggiato e se gli altri si accontentano di approvare puramente e semplicemente quel che lui avrà fatto, ciò potrebbe, in effetti, essere meglio, come voi dite ed evitare un bel po' di discussioni inutili e tutti i compromessi poco soddisfacenti cui si rischierebbe di dar luogo. Sarebbe bene che le cose non fossero tirate troppo per le lunghe e che si possa giungere ad un risultato il più presto possibile; ho già delle richieste, dall'Italia e dal Libano, sulla possibilità di procurarsi dei rituali dallo spirito veramente tradizionale ...
Va da sé che, da un altro punto di vista, non bisogna affrettarsi al punto tale da trascurare di esaminare sufficientemente bene le questioni importanti.
La questione della “Loggia di tavola” della quale mi parlate questa volta, è, in effetti, un po' imbarazzante: è certo, in ogni caso,  che quelli del 1717 le hanno attribuito un'importanza eccessiva; credo, però, che (e vedo che è anche quel che voi stesso pensate) vi si trovino come minimo degli elementi d'origine veramente antica pervenuti dalla Mass∴ operativa. A questo titolo, mi sembra che possa essere buona cosa mantenerla (o ristabilirla), alla condizione di non permetterle di divenire troppo invadente; dopo le riunioni d'iniziazione ed anche (direi, addirittura: soprattutto) nelle feste solstiziali, il che sarebbe certamente molto meglio di un banchetto profano!
Ritorno, ora, a quel che mi dicevate nella vostra lettera precedente ed a cui avevo già risposto in quella ch'è andata persa. Per cominciare, approvo pienamente l'idea di ristabilire il più completamente possibile certi usi rituali che sono più o meno caduti in disuso, per esempio non soltanto quello del calendario mass∴ di cui parlate, ma anche quello dell'alfabeto che molti sembrano non conoscere più (ho avuto, talvolta, occasione di accorgermene nella mia corrispondenza, anche con dei FF∴ degli alti gradi); lo stesso dicasi per l'acclamazione tradizionale. Quanto alla tegolatura (e sono stato sorpreso da quel che mi dite a questo proposito poiché, ai miei tempi, alla G∴ L∴ era fatta ancora molto seriamente), bisognerebbe che ogni F∴ vi sia abituato in modo tale che non abbia mai la minima esitazione nel rispondere; ciò è molto più importante di quanto si potrebbe credere, al fine di mantenere lo stato d'animo voluto. Nel medesimo ordine d'idee, si dovrebbero ristabilire pure le tre domande che il Ven∴ deve porre ai visitatori alla loro entrata nella L∴ e che la maggioranza ignora già da molto tempo; mi ricordo sempre l'imbarazzo che esse causarono, un giorno, al Ven∴ d'una L∴ parigina che visitava una L∴ di provincia che le aveva conservate! Oltre a tali domande, ce n'è ancora un'altra che è d'uso corrente nella Mass∴ anglo-sassone, ma che è del tutto sconosciuta in Francia alla quale sarebbe, peraltro, impossibile rispondere per una ragione che vedrete fra poco ...
Le segnalo, incidentalmente, la differenza che esiste fra la formula francese: «À la Gioire du G∴ A∴ de L’U∴»[3] e la formula inglese: «In the NAME of the G∴ A∴  of the U∴»[4]; v’è, in ciò, qualcosa che mi sembra essere più di una semplice sfumatura e che meriterebbe sicuramente d'essere studiato più da vicino; è, soprattutto, in relazione con la consacrazione iniziatica che la cosa non è, probabilmente, senza importanza.
Ora, un punto particolarmente importante sarebbe, se la cosa fosse, tuttavia, possibile, il ristabilimento del quadro o tracciato della L∴, quale esisteva nel diciottesimo secolo; ma ce n'è ancora un altro che è ancor più essenziale, dato che è considerato generalmente come costituente un «landmark»[5]; è la presenza dell'altare che reca il V.S.L. (“Volume of the Sacred Law”[6], rappresentato praticamente, in Occidente, dalla Bibbia la quale simboleggia, d'altro canto, l'insieme di tutte le Scritture Sacre e che deve regolarmente, come ho ricordato da qualche parte in “Aperçus”[7], essere aperto al primo capitolo del Vangelo di San Giovanni), sul quale sono posti il compasso e la squadra, in una posizione differente per ognuno dei 3 gradi. È ciò che, d'altronde, permette di rispondere immediatamente alla domanda alla quale alludevo sopra: “And now, my Brother, can you tell us what degree we are working?”[8].
Per quanto riguarda i rituali d'iniziazione, non c'è dubbio che quello del 2° grado darà maggiori problemi, poiché è quello che è stato di gran lunga il più rovinato e deformato in tutti i modi con il pretesto della “modernizzazione”. La vostra idea di prendere certi prestiti dalla “Mark Masonry”[9] mi pare giusta, in via di principio, poiché è molto verosimile che, all'origine, il “marchio” particolare era dato al Compagno che, in Francia, era talvolta designato anche, anticamente, con il nome di “Esperto”; del resto, saprete, forse, che anche il “Royal Arch”[10] è considerato come avente un legame più speciale e più diretto con il grado di Compagno, sebbene le ragioni non siano indicate molto esplicitamente... Parlavate anche, a proposito del “marchio” di “tessera”[11]; suppongo che si tratti del “Mark Master's token”[12], che è una riproduzione di quel che si chiama “le monete del Tempio”, riproduzioni d'altra parte modificate per quanto riguarda le iscrizioni che vi si trovano in ebraico in lettere quadre mentre, sulle monete autentiche, esse sono in un carattere d'una forma più antica. Ma, sebbene quel che avevate in vista sia perfettamente ammissibile in principio, può darsi che sia piuttosto difficile da realizzare; e poi, d'altra parte, c'è qualcosa che mi sembra ancora più importante e che ha a che vedere, si potrebbe dire, con l'essenza stessa del grado di Compagno; è soprattutto in questo grado che debbono intervenire gli elementi d'origine pitagorica, che gli “speculativi” hanno sempre troppo dimenticato, anche se ne permangono, nonostante tutto, tracce assai nette, segnatamente la Stella fiammeggiante e la preminenza attribuita alla geometria (dato che perfino il G∴ A∴ dell’U∴ diviene, qui, il G∴ G∴ A∴ dell’U∴[13]). Secondo me, è soprattutto in questa direzione che converrebbe dirigere le ricerche in vista di una restaurazione corretta del grado e questa sarebbe certamente un'eccellente occasione per rimettere in luce gli elementi in questione che, come ho avuto modo di indicare incidentalmente in qualche occasione, provengono realmente da una trasmissione regolare ed ininterrotta e che, conseguentemente, sono ben lontani dall'essere qualcosa che si abbia il diritto di trattare come più o meno trascurabile.
Credo che ciò sia quanto, più o meno, vi avevo detto, almeno per quanto posso ricordare rileggendo la vostra lettera. Se volete, come spero, tenermi al corrente di quanto verrà fatto, resta inteso che potrò aggiungere, in seguito, ulteriori precisazioni; può anche darsi che voi stesso troviate qualche punto più particolarmente difficile o dubbio da segnalarmi ...
Mi sono appena ricordato, tutto d'un colpo, che il troppo famoso Marquès Rivière[14] aveva riprodotto tutto il rituale di Thébah (apertura, iniziazione al 1° grado e chiusura) in appendice al suo libro: “La Trahison spirituelle de la F M; vi sarebbe forse possibile trovarlo lì, a meno che, per caso, non l’abbiate già; in ogni caso, sarebbe certamente utile che ne prendiate conoscenza.
Spero che penserete, una prossima volta, a comunicarmi, come mi avevate promesso, certe riflessioni che avete fatto su diverse questioni di un altro ordine. In particolare, a proposito di certi modi di “proiezione” di influenze malefiche, sarei molto interessato a sapere di cosa si tratti esattamente: sulla “caccia volante” ho fatto anch'io, da parte mia, delle osservazioni che potrei ugualmente comunicarvi.
Bisogna proprio sperare che stavolta non sopravvengano nuovi impedimenti nella nostra corrispondenza ...
Molto frat∴ vostro,
René Guénon

* Tratta da: René Guénon, Lettere massoniche a Denys Roman 1948, Edizioni Al-Hudâ al Mubîna, Al-Madîna al-Munawwira. I corsivi, trattandosi di lettera manoscritta, sono evidentemenete grafismi editoriali. Le note editoriali sono indicate le altre sono a cura della redazione di Scienza Sacra.



[1] Grande Triade (N.d.e.). Nome della Loggia cui era iniziato e affiliato Denys Roman e alcuni personaggi citati nella lettera.
[2] Nome della Loggia a cui era affiliato René Guénon.
[3] Invocazione massonica «À la Gioire du Grand Architecte de L’Universe» corrispondente all’italiana «Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo» abbreviata in A∴G∴D∴G∴A∴D∴U∴.
[4] «Nel NOME del Grande Architetto dell’Universo» (N.d.e.).
[5] È una parola tecnica che significa i limiti da non superare. Sono gli antichi punti di riferimento, le “pietere migliari” della Massoneria, che devono esssere rispettati da tutti i suoi appartenenti e che non possono essere abrogati. In realtà questi punti di riferimento non sono mai stati ben definiti con consenso unanime. Ne esiste un elenco di 25 compilato nel 1858 da Albert Mackey, generalmente accettato e riportato con una certa autorevolezza. Landmark è comunque un termine che non va tradotto in quanto ben conosciuto e usato da tutti i massoni del mondo. (N.d.e.).
[6] «Volume della Legge Sacra». (N.d.e.).
[7] Aperçus sur l’Initiation. (N.d.e.). (Considerazioni sull’Iniziazione, Luni, Milano)
[8] “Ed ora, Fratello mio,, sai dirci a che grado stiamo operando?” (N.d.e.).
[9] È la Massoneria del marchio, ossia un tipo di Massoneria che, come quella dell’Arco Reale, vanta un’antichità molto remota e che è praticato ancor oggi in Inghilterra. (N.d.e.).
[10] Si tratta del Supremo Ordine del Sacro Arco Reale, ovvero un tipo di Massoneria che propugna l’esistenza di soli tre gradi (Apprendista, Compagno, Maestro) e di un completamento di quest’ultimo ed importante grado di Maestro, chiamato appunto Ordine del’Arco Reale. È un rito molto antico, reintrodotto nella Massoneria speculativa inglese nel 1813 per orpera degli “Antichi” che si erano opposti ai “Moderni” fin dalla Costituzione della Gran Loggia d’Inghilterra. (N.d.e.).
[11] In italiano nel testo (N.d.e.).
[12] Si tratta del simbolo che contraddistingue un Maestro della Massoneria del Marchio. (N.d.e.)
[13] Nel testo in traduzione è scritto G∴ G∴ A∴ dell’U∴ mentre si tratta di G∴ G∴ dell’U∴ ovvero «Gran Geometra dell’Universo».
[14] Lunga nota a cura dell’Editore su Jean Marquès-Rivière che riteniamo superflua al fine della comprensione del presente testo.

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