"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

Per contattare la redazione del blog: scienzasacra@libero.it

sabato 28 giugno 2014

Muhyiddin Ibn ‘Arabî, 1 - Testi sul digiuno - Poema iniziale

Muhyiddin Ibn ‘Arabî

1 - Testi sul digiuno[1]


1. Poema iniziale
O Ridente nella forma di Colui che piange
Tu sei in noi il Querelante e l’Accusato[2]
Il digiuno è astinenza senza esaltazione
O esaltazione senza astinenza?
Non è l’uno e l’altro per chi
Afferma l’Unità attraverso una “associazione”?[3]
Le intelligenze sono spazzate via (scacciate) e rese impotenti,
senza nasse né reti.
Le intelligenze sono assediate e rese impotenti,
una lama affilata che taglia in favore della Legge.
Esse allora si sottomettono, rigettate le loro dimostrazioni (prove),
e credono senza comprendere.
La stella della guida le conduce sane e salve
Nei flutti delle sfere e dei regni.
O anima mia, senza di te io non sarei Lui
“come se fosse lui”[4], si, senza di te, senza di te!
Il mio digiuno riguarda il mondo.
Esso è, piuttosto che a te, al Dio delle creature.
Voglio dire: il digiuno che è Lui.
Tramite il mondo, al contrario, Egli ti nutre.
Avresti contemplato il suo senso supremo,
nessuna creatura abiterebbe più in te.
Il digiuno è senza uguali mi ha detto
Il Proclamatore della Sua Legge; considera ciò!
Esso è abbandono: dov’è dunque quello che tu compi?
Dov’è la tua pretesa?
L’ordine manifestato ritorna al suo principio;
mio Signore riprendi possesso di te.
Rifletti! Il digiuno fu regolato da Lui
Mentre esso non ha senso che per te.
Poi Egli ti ha fatto sapere
Che ti spogliava del digiuno a tuo carico:
il digiuno è a Allâh, non essere ignorante!
Tu sei il supporto della Sua epifania, non dimenticarlo (fai attenzione)!
Esso appartiene a Allâh! Tu sei solo,
sappilo, a morire d’inedia!
Il Misericordioso ti ha reso femmina
Per Colui che, avendoti disposto armoniosamente, nascerà da te[5]
Gloria alla trascendenza di Colui che ti ha così disposta
Come una sposa per Lui. Tu solo hai ottenuto questo privilegio.
Tu sei, come la Terra, un giaciglio per Lui
E per il Suo Essere qualificato di “piangente”[6].
Tra voi due, l’opera di Allâh si manifesta;
e tu, dove sei dunque?
Se tu implori Allâh e ti abbassi
Dinanzi a Lui – l’Altissimo -, Egli si mette al tuo servizio.
Il Calamo Supremo sulla Sua Tavola
Iscrive secondo il Suo ordine la tua qualificazione più pura.
Tu sei il tutto senza essere Lui.
Egli è prossimo (Vicino) a te attraverso una faccia, lontano (Lontano) attraverso l’altra.
Fai attenzione a non soddisfarti
Di ciò che ti piace! Fai attenzione!
Dimora secondo il tuo essere principiale in tutto
Ciò che vuoi. Non essere dimentica per paura che Lui non ti dimentichi[7].
Tale è la scienza che mi è giunta
Da una Parola veridica.
Io la rivelo su ordine di Colui che la conosce totalmente,
in mezzo agli astinenti e gli asceti.
Lode ad Allâh che mi ha privilegiato
Attraverso una scienza splendente e che te ne ha ornata,
Che mi ha privilegiato attraverso una Forma
La cui perfezione non è possibile … che sotto la tua egida!

Da: Charles-André Gilis,  Ibn 'Arabi, Textes sur le jeûne, Al-Bouraq , 1996


[1]Al-Futûhât al-Mekkiyah, cap. 71, vol. 9, pagg 96-98 dell’ed. O. Yahya - [Tradotto dall’arabo da Abd ar-Razzâq Yahyâ (Charles-André Gilis) in Textes sur le jeûne - ndr]. 
[2] Cfr. la richiesta del Profeta* - su di il Saluto e la Pace! -: «Io mi rifugio attraverso Te contro Te». 
[3] L’associazione esiste nel momento in cui un «altro che Allâh» afferma la Sua Unità. L’associazione rende l’astinenza necessaria, mentre l’esaltazione realizza l’Unità. 
[4]  Allusione a Corano XXVII,42. Questa espressione cranica è spesso considerata come il segno di una realizzazione imperfetta. 
[5]  Letteralmente: «apparirà a partire da te» (yazharu min-ka). Si tratta dello Spirito divino la cui apparizione presuppone un supporto di manifestazione. Il vocabolario impiegato potrebbe contenere un’allusione a Corano XIX, 17-19. 
[6]  Questa è una spiegazione del primo verso. 
[7]  Allusione a Corano IX,67.

Nessun commento:

Posta un commento