"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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domenica 30 marzo 2014

‘Abd Al-Qâdir, Il puro amore (Mawqîf 112)

‘Abd Al-Qâdir
Il puro amore
Mawqif 112

Dio ha detto a uno dei Suoi servi[1]: «Sostieni tu di amarmi? In tal caso, sappi che il tuo amore per Me è solo una conseguenza del Mio amore per te. Tu ami Colui che è. Ma Io, Io ti amo da quando non eri!»
Gli disse poi: «Sostieni che cerchi di avvicinarti a Me e di perderti in Me? Ma Io, Io ti cerco ben più di quanto tu Mi cerchi! Ti ho cercato affinché tu sia in Mia presenza, senza intermediario alcuno, il Giorno in cui ho detto: “Non sono io il Signore vostro?” [Cor. 7,172)[2], quando tu eri solo spirito (rûh). Poi tu Mi hai dimenticato e Io ti ho cercato di nuovo, inviando verso di te i Miei inviati, quando tu hai avuto un corpo. Tutto ciò era amore di te per te, non per Me».
E gli disse ancora: «Che cosa pensi che faresti se, mentre ti trovi in un estremo stato di fame, di sete e di sfinimento, ti chiamassi a Me offrendoti il Mio paradiso con le sue uri, i suoi palazzi, i suoi fiumi, i suoi frutti, i suoi garzoni e i suoi coppieri, dopo averti avvertito che non troverai nulla di ciò, se non Me?».
Il servo rispose: «Mi rifugerei in Te contro di Te»[3].


[1] È assai probabile che il servo sia lo stesso Abd ei-Kader. L'espressione indiretta per riferire un intimo evento spirituale è alquanto frequente nei maestri del tasawwuf, e anche Ibn 'Arabi vi ricorre più volte. 
[2] Non sono io il Signore vostro?: allusione al «Patto primordiale» (mîtâq) descritto nel Corano (7,172), in base al quale, in risposta a tale domanda, tutti gli uomini futuri, sino alla fine dei tempi, riconosceranno la Sovranità divina. Sull'evidenza di tale Sovranità, che ogni essere ha percepito e riconosciuto mentre era ancora «nei reni di Adamo», si fonda la validità della Testimonianza (shahâda) richiesta a ogni musulmano ( ilâha illâ Llâh: «Non c'è dio se non Dio»). Però si può testimoniare soltanto ciò che si è visto; infatti la shahâda non è un semplice “atto di fede”. Secondo i maestri del tasawwuf, la disciplina spirituale ha dunque quale oggetto essenziale la riattualizzazione di questa evidenza originaria, e il patto iniziatico ('ahd, mubâya'a) con il shaykh non è altro che un rinnovo e una conferma del Patto primordiale. [Preferiamo tradurre la formula della shahâda « ilâha illâ Llâh» «Non c'è divinità se non Dio» perché il termine ilaha e Allâh non possono certamente essere resi dallo stesso nome. N.d.r.] 
[3] Allusione all'hadith di cui alla nota 4 al testo 13.

1 commento:

  1. Una sosta al tempo stesso elevatissima,ma anche educativa ed edificante

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