"…la dottrina è infallibile, è a causa del fatto che essa è un’espressione della verità, la quale, in se stessa, è assolutamente indipendente dagli individui che la ricevono e che la comprendono. La garanzia della dottrina risiede in definitiva nel suo carattere «non-umano»". René Guénon, Considerazioni sull’iniziazione, cap. "Sull’infallibilità tradizionale"

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lunedì 27 aprile 2015

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, In che senso Allâh S’impone qualcosa? (Mawqîf 11)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî
In che senso Allâh S’impone qualcosa?


Egli ha detto – Che sia esaltato! –: «Il vostro Signore S’è prescritto per Se stesso la Misericordia» (Corano 6, 54), e anche «È un dovere a Nostro carico di soccorrere i credenti» (Corano 30, 57).
Il Profeta – Che Allâh diffonda su di lui la Sua Grazie unitiva e la Sua Pace! – ha dichiarato: «È un dovere di Allâh di non elevare una cosa in questo basso mondo senza averla abbassata».
Un certo numero di versetti e d’insegnamenti tradizionali vanno nello stesso senso. Essi indicano che ci sarebbe un dovere di Dio verso le cose, ma non bisogna intendere questo concetto di necessità, di dovere, nel suo senso abituale in cui l’obbligato merita la lode o il biasimo a seconda che adempia o meno l’obbligazione, giacché ciò imporrebbe una restrizione, una limitazione a Dio che, in realtà, trascende tutto questo.
Dio e il Suo Inviato ci insegnano, in realtà, che queste cose e le loro simili sono determinate dalla Sua Funzione di Divinità, come richiesto dalla loro propria essenza, senza essere determinate da un fattore esterno. Infatti, nessuna cosa procede da Dio senza corrispondere a un Nome divino che richiede l’esistenziazione di questa cosa, secondo la sua propria natura. La Funzione di Divinità è una relazione o un grado che comporta delle leggi e degli attributi personali indispensabili perché questa funzione possa realizzarsi.
Dio sceglie ogni volta di fare o di non fare senza che possa essere biasimato in nulla. La sola necessità che può imporsi alla Sua Divinità può venire solo dalla Sua Divinità, vale a dire dal suo grado funzionale. A questo proposito, possiamo fare l’esempio del re che adempie le cose inerenti alla sua funzione regale e richieste da quest’ultima. Quando il popolo vede che il re si fa carico dei suoi obblighi e impone quel che non gli sembra imperativo, non capisce che la funzione reale implica, in sé, di tali atti, senza che questo gli sia imposto dall’esterno. Se il re trascurasse questa attività inerente alla sua funzione, non si potrebbe più considerare ch’egli assuma l’essenza della sua funzione, e questa gli sarebbe ritirata dal momento ch’egli non assume più pienamente quello ch’essa implica e le sue attribuzioni specifiche[1].
La Funzione di Divinità appartiene ad Allâh – Che sia esaltato! –, ciò è fermamente stabilito dalla ragione e dalla tradizione, dagli exoteristi e dagli esoteristi. Inoltre, Egli fa quel ch’esige la Sua Funzione di Divinità indipendentemente da qualunque altra cosa. Il nostro Imâm Muhyî-d-Dîn (IbnArabî) ha parlato di questa questione in altro modo e il tutto viene da Allah – Che sia esaltato! –. «Tutti, Noi li assistiamo, questi e quelli, con il Dono del tuo Signore, e il Dono del tuo Signore non è proibito» (Corano 17, 20).

Mawqîf 11

Tratto da: Le Livre des Haltes, Tomo I, Sosta 11, a cura di Max Giraud, Éditions Albouraq, Parigi, 2011.

Tradotto dal francese da: https://letteraespirito.wordpress.com





[1] IbnArabî commenta nello stesso senso: «Ma tutto questo, voglio dire il fatto che Allâh – Che sia esaltato! –, per i Suoi servitori, entra in una relazione che Lo “condiziona”; tutto questo quindi si riferisce al fatto ch’Egli è in una Funzione di Divinità e non ch’Egli è Essenza, poiché l’Essenza trascende i mondi, mentre il Re non può disinteressarsi del Regno, poiché se quest’ultimo non esistesse, il nome di Re non avrebbe ragione d’essere» (Fut., III, p. 72)

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